Non solo sport. Mondiale MotoGp: un titolo, 50% a Lorenzo e 50% a Marc? Hamilton, terza volta iridato.

Non solo sport. Mondiale MotoGp: un titolo, 50% a Lorenzo e 50% a Marc? Hamilton, terza volta iridato.
Valentino e Marquez download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. All’odg: i fattacci in MotoGp al penultimo turno del Mondiale in  Malesia; la Roma che sale in vetta al Campionato ( più incerto dell’ultimo decennio, almeno); Lewis Hamilton, terzo titolo ad Austin ( Usa); e altre dai vari campi di gara. Per un altro weekend certamente non da sbadigli.

I FATTACCI IN MALESIA. Vale ‘ incorna‘ Marquez o Marquez ‘incorna’ Rossi? In Ispagna, come da costume, non hanno dubbi sulla colpevolezza, che è soltanto del Vale e non del loro invasato ragazzino. Da noi, infatti,  a seconda ovviamente di questioni di simpatia o meno, i più celeri hanno già trovato la risposta loro. Qualcuno stigmatizza Vale, molti altri invece lo assolvono. Per un ’duello’ abbastanza inusuale anche nella Moto Gp , dove al contrario di quanto vorrebbe far credere il grande Ago con qualche suo aneddoto dai tempi andati dove certe situazioni accadevano, eccome, ma solo come delle una  tantum e nulla di più;  qui, al contrario, ci siamo trovati  davanti ad un ‘assalto’ reiterato, pericoloso, ossessivo,  inusuale,  tanto da farci nascere il sospetto che fosse premeditato e finalizzato. La Giuria,  velocemente ( ma non salomonicamente), ha provveduto a ‘punire’ il nostro Vale, marcandogli 3 punti ( +1) sulla patente e retrocedendolo, per il Gp di Valencia, all’ultimo posto della griglia di partenza. A Marquez, invece, non è arrivato manco un ‘tozzotto’ in testa, leggero si sa, ma educativo per (ri)mettere in riga un ragazzino viziato ed esplicitamente contaminato ( nonostante l’imberbe età ) dal peccato della onnipotenza.
A Lorenzo, poi, che è certamente l’unico a guadagnarci qualcosa dall’ incresciosa vicenda, è stato perfino concesso d’entrare impunemente nella sala dei giudici, sbattendo la porta e inveendo ad alta voce contro il suo compagno di squadra. La questio, ora, s’è davvero complicata. Gli ispanici, che son tutto fuorchè esterofili, viaggiano compatti con la verità  assoluta dentro il cabezon. Da noi, invece, qualcuno tira  in ballo tra le altre amenità un ‘complotto ispanico’ a danno dei‘soliti italiani’. Ma diciamo subito che quest’ultima ‘ipotesi’ appare  abbastanza fragile, perchè se così fosse sarebbero stati della partita anche il Pedrosa, gli Asparago etc.
Invece, sia l’uno che gli altri,  tanto in Australia quanto in Malesia,  hanno fatto solo  e soltanto il dovere loro.  Più verosimile sembra invece un ‘abboccamento sui generis‘ , occasionale si sa, tra il Lorenzino e il Marquez, sotto questa  luce più  dei bravacci manzoniani che onesti sportivi. L’uno per aggiudicarsi un Mondiale, che non gli piove dal cielo come  ( ? ) spererebbe;  l’altro per vendicarsi (? ) del maestro che, a suo modo di pensare,  l’ha profondamente deluso. Poveri maestri, con cotali allievi!

E per verificarne quest’ultimo comportamento , e cercare se non la certezza almeno qualcosa che le assomiglia, non occorrono occhi speciali. Possono arrivarci anche il quotidiano Marca e i suoi lettori. Basta rivedersi le  sequenze ( ma  non solo  terminali) delle due ultime gare ( magari con le telemetrie controllate da Reggiani) per mettersi in  mano dati eloquenti. Quella malese, poi, è stata una sequenza di tale evidenza che manco l’inorridito  papà di Marquez può ignorarla.
Vale, dunque,  ’aggredito‘ dal ragazzino ‘ tradito‘, ha risposto  in gara con una ammonitrice ‘ linea larga‘ ,  ‘alzando in vero il ginocchio‘, errando chiaramente, ma solo dopo che l’antagonista  lo aveva ‘toccato’o se credete ‘spaventato’ (forse ) col ‘graffio’ del manubrio e ( di certo) con la ‘ carezza‘ del casco o della spalla.
Che ci stesse fare il Marquez tanto incollato al nostro Vale, ce lo potrà spiegare solo lui. Magari tra molti anni, quando sopiti i rancori potrà guardare alla realtà dei fatti senza sangue negli occhi. Il maestro non è certo uno stinco di Santo. Non lo è lui, non lo sono gli italici e manco gli ispanici. E chi del resto   chiede loro di esserlo?
Di certo il nostro Vale non è uno che corre per perdere o per far perdere chichessia. Come invece ha tentato improvvidamente  il giovane Marquez, il quale, glielo spieghino o no dalle sue parti, ben che gli vada,  s’è andato  a sporcare ( per un mezzo Mondo almeno )  una fedina sportiva che aveva raccolto finora ( soprattutto) note positive.
Chi s’aggiudicherà ora il Mondiale? Con ultimo appuntamento di Valencia, e in una pista che Vale non ama?  Senz’altro partire dal fondo non è una buona premessa. Il nostro Vale ci sta infatti pensando. Vado o non vado? Infilarsi nel forno di Malaga, con soli sette punti di vantaggio, e con i sempre disponibili fanatici pronti all’uso,  è tutt’altro che  da impavidi. I rischi ci sono, e tanti. Speriamo che alla Direzione gara, questa, volta si mettano una mano sulla coscienza.
Per non far finire sbeffeggiato il nostro Vale non da uno ma da due avversari. Quasi che il titolo se lo fossero spartito in due, 50% a testa, perchè il lavoro ‘sporco’ di uno non è bastato all’altro, per evitare di consegnarlo all’improbo. Al Maestro che non va mai in pensione.  Che gioisce sempre. Che spera ancora  nel Decimo. Ma che con quello o senza quello, e nonostante le ombre alimentate da qualche  meschinello  mito  nostrano, resta ( molto probabilmente) la più grande espressione del motorismo mondiale di tutti i tempi.

IL CAMPIONATO PIU’ BELLO? Andrea Agnelli, rampollo d’una famiglia che vuol contribuire a  cambiare i connotati del calcio ( e dello sport) italiano, ha chiare  spinte riformatrici. Per cui non perde occasione per esporle. Con tanti approcci giusti e non giusti. L’anno scorse disse che ” quello che aveva fatto in  campo nazionale internazionale la Juve apparteneva solo alla Juve e non al sistema calcio italiano“; quest’ anno è tornato,  di recente, sull’argomento, aggiungendo che ” il nostro è ormai un Campionato di transizione, dove si alleva qualche giovane e si parcheggiano tanti vecchietti pronti per la pensione“.
Forse, Andrea Agnelli vede giusto. Forse non proprio.  Solo che, e non sappiamo se qualcuno glielo abbia ancora fatto notare o meno, dovesse avere ragione lui non potrebbe evitare comunque situazioni imbarazzanti: 1) se è la Juve e non altri ad avere il merito di certi risultati, quanto  Gulliver conto i Lillipuziani, che ‘ valore’  più o meno assoluto  possono avere quei suoi risultati? 2)  se nel nostro torneo  si transita soltanto, come si fa a rilanciarlo ( e a rivalutarlo) dopo averlo così tanto ( squalificato e ) depresso?

Non siamo stati chiari ? Comunque torneremo sul tema. Eppoi, perchè insistere su   cose ( non del tutto) vere. Che il nostro sia un campionato con mille falle e folle di persone sbagliate  lo sappiamo da anni,  ( basti infatti leggere  ’Ripartenza’ o ‘ Il calcio che amiamo’ della ‘rosea’) per ottenerne un quadro completo, tra luci ed ombre.
Il nostro è un campionato che sta però per riprendersi il terzo posto Uefa, sempre a patto che ( strapagati) mister stranieri ( tipo, il Benitez napoletano) non regalino ad altre modeste formazioni europee rivali l’accesso a finali possibili e che a noi farebbero carne e sangue.
La Premier che tra gli altri Campionati è quello più ricco e spendaccione, tant’è che molti vorrebbero andarci per mettere la sicuro la pensione per loro stessi e per le loro cinque generazioni future, l’anno scorso, chissà se Andrea Agnelli l’abbia notato, su sedici squadre ai quarti tra Champions e Uefa non ne aveva piazzata manco una.
Quest’anno, poi, dall’andazzo iniziale sembra che la Premier stia ricalcando il clichè dell’anno precedente, con il grande Chelsea del grande Mou Mou quasi fuori dai giochi dopo appena tre partite. Con l’Arsenal che arranca. E con il City ‘re degli spendaccioni ’che le ha già prese in casa sua  dalla Nostra Signora. Ma sarebbe questo, per Andrea Agnelli, il campionato d’arrivo?

LA CRONACA E I RISULTATI. Fatto è che Garcia, improvvido e svanito in Coppa ma arguto in Campionato, ce l’ha fatta a (ri) scalare la classifica in campionato. Ora è in vetta. Con ai piedi uno stuolo niente affatto arrendevole di contendenti. E con la Nostra Signora sullo sfondo e in rimonta.
Mentre altre squadre, come il Diavolo, restano  balbettanti e in convalescenza prolungata. E tuttavia, al di là dei casi singoli, il nostro ha ripreso ad essere un bel torneo. Non  già deciso  a Natale ( come in Francia e Germania) ma tutt’altro che scontato. Qui, a pretendere, sono almeno in sei o sette. Come negli anni Novanta.

Attendiamo ora il turno infrasettimanale ( martedì e mercoledì).

CLASSIFICA SERIE A. Roma, punti 20: Fiorentina,  18 Inter 18; Napoli Lazio 18; Sassuolo 15; Samp, Torino e Atalanta 14; Milan 13; Juve e Chievo 12; Udinese 12; Palermo 11; Genoa e Empoli, 10; Udinese 8; Frosinone 7; Bologna 5; Verona e Carpi 5.
IX GIORNATA. ( sabato 24) Empoli-Genoa 2-0 ( ore 15), Carpi-Bologna 1-2(ore 18), Palermo-Inter 1-1 (ore 2045); ( domenica 25) Samp-Verona 5-1 ( ore 12,45) , Milan-Sassuolo 2-1  ( ore 15), Udinese-Frosinone 1-0, Juve-Atalanta 2-0, Fiorentina-Roma 1-2( ore 18), Lazio-Torino 3-0 (ore 18), Chievo-Napoli o-1( ore 20,45).
MARCATORI* ( da aggiornare). 9 reti Higuain e 8 Insigne ( Napoli), Eder ( 2, Samp); 5 reti Kalinic ( Fiorentina) Salah ( Roma) e Bacca ( Milan); 4 reti, Palosci ( Chievo), Pjanic (Roma), Baselli e Quagliarella ( Toro).

GLI ALTRI SPORT. Espulso e al tappeto, Mou Mou, lo Special One. Quest’anno non gliene va bene una. Il suo Chelsea, oltre a far cilecca in Coppa, passa da batosta all’altra,    in Europa e  in Premier. Lo spettro retrocessione è a due soli passi. Il Real intanto ringrazia Navas e batte ( 1-3) il Celta Vigo. Avanti anche il Barca.
La Liga, come sempre, è soprattutto loro.  Flavia tennista promette di dare battaglia ai Master donne, orfano della Serenona. Intanto però la nostra bella Flavia ha perso la prima in due soli set.

In serie B il Crotone fa davvero sul serio, dietro a lui anche le  favorite Cagliari e Cesena. Torneo, anche questo, molto appassionante. Ottimo il supporto Sky.

Federica Brignone ( Milano, 1990) s’è aggiudicata il primo Gigante della Coppa del Mondo, a Soelden ( Aut). L’ultima delle nostre ad ottenere una simile soddisfazione è stata Denise Karbon.
Nella Superlega di pallavolo maschile al via, hanno aperto le ostilità Perugia e Verona. In Supercoppa maschile, invece, il Modena s’è imposto sul Trento ( 3-2). Nella pallanuoto maschile: Posillipo, con compleanno dei 90 anni assai amaro. Il  Recco, infatti, ne ha fatto un sol boccone ( 13-2).

HAMILTON PER LA TERZA VOLTA. Grande soddisfazione per Lewis Hamilton, per la terza volta Mondiale di F1. Dietro a lui Rosberg e Vettel ( partito dalla 14a posizione), entrambi ancora in lotta per la seconda piazza in classifica. Intanto la ‘rossa’ cresce; se non ci fosse stata la Safety car, forse, poteva prendere il largo anche dalle ‘frecce d’ argento‘. LA SAGGEZZA DEL CANNIBALE. Finalmente, dopo annoso contendere, con i nostri esterofili in prima linea soprattutto quelli  eternamente rintanati nel tepido bunker  Rai,  è lo stesso Eddy Merckx a porre fine ad un contenzioso senza soluzione: chi, il più grande tra lui e Coppi o tra Coppi e lui?

Meglio io o Fausto? Non si possono confrontare corridori di epoche ( tanto) diverse. Mi basta essere stato il migliore della mia era” ha detto il grande belga, soprannominato, lo ricordiamo,  il Cannibale per la sua inesauribile voglia di vincere. Diciamo subito che troviamo la formula verosimile.
Anche se, restiamo dell’idea che se il Belga avesse incontrato sulla sua strada, e soprattutto sulle salite del Mondo, dei Coppi e dei Bartali al posto dei Gimondi e dei Fuentes avrebbe ( di certo) calato di qualche cifra il suo ( comunque eccezionale ) palmares di successi.

 

 

 

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