Italia. Futuro del Club Alpino Italiano, centinaia di soci ne discutono a 100° congresso di Firenze.

Italia. Futuro del Club Alpino Italiano, centinaia di soci ne discutono a 100° congresso di Firenze.
Montagna innevata, foto di repertorio

ITALIA. FIRENZE. ‘Quale volontariato per il CAI di domani’. È questo il tema al centro del 100° Congresso del Club alpino italiano, in programma a Firenze, presso il Nelson Mandela Forum (Viale Malta, 6) sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 2015.

Fin dalla sua nascita il CAI, come recita l’articolo 1 del suo Statuto, ’ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale’. L’obiettivo del Congresso è analizzare i punti di forza e le criticità del ‘Sistema CAI’ e definire gli indirizzi per il futuro.

Sabato 31 ottobre (inizio lavori ore 9,30), sono previsti gli interventi del Sottosegretario Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega al terzo settore e alle formazioni sociali Luigi Bobba, del Presidente dell’Associazione Libera Don Luigi Ciotti, del Presidente del Deutscher Alpenverein (Club alpino tedesco) Josef Klenner, del Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della montagna Enrico Borghi e del Presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi.

‘Dobbiamo dibattere sull’attualità delle nostre proposte verso la società odierna. È ancora valido il nostro modo di operare? E’ ancora appetibile, in particolare per i giovani? Il CAI ha urgente bisogno di adeguarsi ai cambiamenti, sempre più veloci, per rendere più incisive la nostra presenza, la nostra organizzazione e la nostra offerta a servizio dellle modificate esigenze della società’, afferma il Presidente generale del CAI Umberto Martini. ’Tutto questo senza rinunciare alla nostra identità o diluendoci nei cambiamenti, ma ricercando una più attuale incidenza del nostro modo di essere’.

Tre gruppi di lavoro (‘Volontariato nel CAI di oggi’, ’Volontariato nel CAI di domani’, ’Associazionismo e servizi’) hanno raccolto contributi in rete dai soci dallo scorso luglio, hanno svolto il lavoro preparatorio e redatto relazioni che saranno discusse dai partecipanti al Congresso attraverso seminari monotematici,con l’obiettivo di produrre proposte spontanee e condivise.

Il Presidente generale Umberto Martini è certo che il contributo e l’opinione della base associativa renderanno il 100° Congresso ‘un appuntamento che segnerà una svolta se non rivoluzionaria, certamente significativa nella storia del nostro Sodalizio’.

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