Emilia Romagna. In regione il primo servizio pubblico di supporto alla creazione di compagnie di crowdfunding.

Emilia Romagna. In regione il primo servizio pubblico di supporto alla creazione di compagnie di crowdfunding.
imprese, immagine di repertorio

EMILIA ROMAGNA. Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale, lancia Kick-ER, primo servizio pubblico gratuito per aiutare le imprese innovative dell’Emilia-Romagna a creare campagne di crowdfunding efficaci.

In Italia esistono 55 piattaforme di crowdfunding, di cui 5 in Emilia-Romagna (2 a Bologna, 2 a Modena e una a Parma). Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale, ha lanciato in questi giorni Kick-ER (www.kick-er.it), il primo servizio pubblico di supporto alle imprese per la creazione di campagne di reward-based crowdfunding, nella quale la startup destinataria dei fondi raccolti assegna un ‘premio’ ai finanziatori.

‘Con questa iniziativa – spiega Martina Lodi, responsabile del servizio Kick-ER di Aster – vogliamo dare un sostegno concreto alle startup della nostra regione, spiegando, in base alla tipologia di ogni progetto, quali sono le strategie e le piattaforme più indicate per raccogliere i fondi necessari alla nascita dell’impresa. Si pensi che sulla principale piattaforma internazionale di crowdfunding, quasi 6 progetti su 10 si chiudono con un insuccesso, spesso perché le imprese si presentono ‘male’ e senza una strategia di comunicazione adeguata’.

Sviluppato in collaborazione con Ginger (www.ideaginger.it), piattaforma regionale di crowdfunding, il servizio promosso da Aster è totalmente gratuito. Le aziende che vogliono ottenere una consulenza dovranno sottoporre il proprio progetto innovativo all’attenzione dello staff di Kick-ER compilando il modulo disponibile sul sito dedicato. Dopo aver valutato la sua compatibilità con il crowdfunding e incontrato i suoi ideatori, gli esperti di Aster consiglieranno le azioni più adatte per sviluppare la campagna di raccolta fondi, consigliando come e su quali piattaforme presentare la propria idea d’impresa definendo una strategia di comunicazione e promozione efficace. Una volta avviata la campagna di raccolta fondi, si potrà seguire l’andamento sul sito di Kick-ER.

Delle 55 piattaforme di crowdfunding del nostro Paese -  fanno notare da Aster -  20 sono quelle ‘reward-based crowdfunding’, 14 quelle ‘equity based’, che prevedono che il ‘finanziatore’ diventi azionista della startup, 6 sono piattaforme ‘donation based’, un modello che non prevede alcun ‘ritorno’ per i finanziatori. Sono 2 le piattaforme ‘lending based’, quelle in cui il finanziatore vanta un vero e proprio credito verso la startup che beneficia dei fondi erogati, mentre sono 13 le piattaforme ‘miste’, dove convivono diverse tipologie di modelli di crowdfunding. Ogni piattaforma può avere una specializzazione diversa: ci sono quelle dedicate ai musicisti, a chi vuole operare nel campo dell’arte moderna, a chi vuole avviare un’impresa innovativa o aziende a carattere puramente locale, ecc..

Quasi la metà di queste piattaforme ha sede in Lombardia (25), mentre 5 a testa operano in Emilia-Romagna e Piemonte.  A seguire, con 3 siti dedicati alla raccolta fondi, ci sono Toscana, Puglia, Lazio, Campania e Marche.  Due realtà di crowdfunding operano in Trentino Alto Adige,  e una a testa in Liguria, Veneto, Umbria.

Nel 2014 il mercato mondiale del crowdfunding è quasi triplicato (+167%) per una raccolta fondi di 16,2 miliardi di dollari. A trainare l’incremento sono state soprattutto le startup asiatiche, dove la raccolta fondi ha raggiunto volumi vicini ai 3,4 miliardi di dollari, per una crescita del 320%. Il Nord America resta la ‘patria’ di questo strumento di finanziamento, con un volume di attività pari a 9,46 miliardi di dollari e una crescita rispetto al 2013 del 145%. A seguire l’Europa, dove le imprese in cerca di finanziatori hanno complessivamente raccolto 3,26 miliardi di dollari.

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