Non solo sport. Aspettando il nostro Vale. Che fan partire dall’ultimo posto, per stare un po’ più sereni.

Non solo sport. Aspettando il nostro Vale. Che fan partire dall’ultimo posto, per stare un po’ più sereni.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Non c’è pace per il Governo Renzi. La Banca d’Italia avanza dubbi sulla manovra del toscanaccio. Che replica a destra e a manca senza zittirsi un attimo. Per lui la vetrina mediatica dev’essere irresistibile. Quando invece è noto che chi fa le cose per davvero, solitamente, lascia parlare i fatti e non le chiacchiere.
E tuttavia, come commenta FedericFubini sul Corriere, ” per contenere le uscite in Bilancio di appena lo 0,3% del Pil nei prossimi tre anni, lo Stato deve bloccare al momento le nuove assunzioni ad un quarto della spesa sostenuta in passato per il personale che adesso se ne va”.
In buona sostanza non entreranno nelle amministrazioni forze fresche, magari le stesse che stanno imparando a maneggiare i nuovi software di analisi dei dati o anche solo una presentazione digitale.Oggi, nei Ministeri, quattro addetti su 10 hanno più di 55 anni, e   solo 6 su ogni 100 ne hanno meno di 40, per uno  squilibrio generazionale che non potrà che  accentuarsi. In pratica lo Stato, in questo caso,  si sta privando delle conoscenze e dell’energia di chi è nato dopo. Difficile dunque migliore l’efficienza della burocrazia. E questo, sottolinea Fubini, non è che un solo esempio ( tra i tanti)  di scarsa lungimiranza.
E comunque sarà su questo leitmotiv che si giocherà ( proprio in questi giorni )  il dibattito, fra istituzioni diverse, sulla Legge di bilancio. Con lo Stato al limite dei risparmi. E l’impellente necessità di ” ripensare le strutture portanti del settore pubblico”.
” Al netto della detassazione della prima casa – puntualizza ancora Fubini – l’obiettivo di fondo di questa manovra pluriennale è tagliare le tasse sul reddito delle imprese sotto i livelli della Spagna e della Germania”. Del resto in questi ultimi anni gli investimenti sono crollati e occorre rimetterli in moto. Quanto prima. E’ dunque arrivata l’occasione di un cambio di ritmo. Producendo soprattutto valore. Perchè solo con la crescita potranno arrivare più entrate, più risorse, indispensabili ormai, ” smontano e rimontando il proprio motore”. Per ripartire. Come dev’essere per un Paese che non ha rinunciato ad un degno ( e ancora grande) futuro.

 

IV TURNO DI COPPE. La Signora è  passata indenne nella tana del Borussia M. Con sofferto pareggio( 1-1) . Che il nostro Max ha salutato con grande enfasi, gridando al Mondo intero quanto sia difficile in Champions portare a casa dei risultati. Cosa, in vero, a tutti nota. E non soltanto a Max.
Solo che a vedere la Juve, vice campione, partire per il nuovo assalto alla Coppa  con in testa l’obiettivo minimo è un po’ come vedere gli americani partire per il Medio Oriente pensando di salvare solo e soltanto la propria pelle. Non è poco? Sì, perchè, fino a prova contraria, in guerra si va, noi e gli altri,  tutti insomma, anche per risolvere i problemi, o, caso mai, per vincere. Ora che il City qatariota e spendaccione le ha suonate al Siviglia ( 1-3) è erto del passaggio: gli angli sono ora a punti 9, la Juve a 8 e gli iberici a 3.
Per aggiudicarsi il girone ( come sarebbe  salutare per il buon proseguo della competizione) nelle ultime due gare, la Signora deve (ribattere) il City qatariota e spendaccione e  farsi rispettare a Siviglia, dove gli iberici aspetteranno i nostri eroi per giocarsi ( caso mai s’imponessero al Borussia M.) le loro ultime speranze di passaggio del turno.

Per la Roma, solita  bravate da  Champions. Le avevamo chiesto ” di non  far la stupida … ( anche ) stasera”, ma lei manco se ne infischia. Qualcuno ( e non solo mister Pallotta) però dovrà cominciare a porsi domande. Tipo: ma è proprio sicuro che ‘sti tecnici stranieri sono il toccasana per le nostre squadre?; ai due fringuelli in attacco, nessuno gli dice che il calcio è un sport di squadra per cui la palla va passata al compagno meglio piazzato?; a quelli, in difesa, poi, non è che gli si può dire che in un minuto o due si possono gettare al vento tesori faticosamente guadagnati? Sì, perchè messa così dove vuole andare ‘sta Roma?

Negli altri gironi: (A) Real, già in porto, con Psg quasi (7 punti); (B) United ( vittorioso, 1-0), ora se la gioca con Wolsburg (6) , Psv (6) e Cska (4); (C) Benfica  e Atletico, duello a due per il primo posto; (F) Bayern e Olympiacos, come sopra; (G) Porto e Dinamo,  pronte a liberarsi del Chelsea di Mou Mou ( che ha vinto); (H) Zenit(9) e Valencia(6),  già tutto (praticamente) deciso. O quasi.
Tre vittorie invece in Uefa. Straripa il napoli, con o senza Higuain. S’impongono Viola ( bella l’impresa in Polonia) e la Lazio. Il nostro ranking sale. E se anglie e tedesche non si danno da fare è possibile che dal prossimo anno torniamo sul podio. Con quattro squadre da classificare. E con tanti mal di testa per i nostri esterofili ( Raiola, Agnelli, Capello etc etc ) che avevano venduto la pelle dell’asino prima ancora di verificare se sia deceduto o no.

IL NOSTRO BEL CAMPIONATO. Durante quest’ultimo lustro, esaurito il trionfo dell’Internazionale, non abbiamo fatto altro che ascoltare pianti e lamenti. Sul nostro torneo, ovviamente, bistrattato e assillato da ferite e acciacchi fin al punto d’avere perso la terza piazza Uefa con conseguente ‘ declassamento ’ da parte dei big della pelota. Van tutti nell’Altrove, annunciano i nostri esterofili; qui, da noi,  si transita soltanto, per poi varcare  l’Alpe  fin alle isole d’Albione, dove il sole sorge e illumina di scintillanti monete il cammino dei nostri moderni eroi.
Il problema però è  che nelle isole d’Albione, restando  il trend degli ultimi due anni, i big ci vanno, sì,  ma per far parcheggio dorato. L’anno scorso, infatti, non una di Premier figurava nelle ultime sedici di Champions e Uefa; quest’anno, poi, Chelsea, Arsenal, City e United non è che se la passino meglio. Se, poi, la Nostra Signora infliggesse un altro ko al City, quello qatariota e spendaccione, beh, ci verrà senz’altro  voglia di chiedere chiarimenti.
Non tanto ai nostri esterofili, chè quelli continueranno in ogni caso a delirare; ma ai cotanti d’Albione, di certo meno sprovveduti degli esterofili nostrani, se non altro perchè il calcio l’hanno inventato da quelli parti. E qualcosa dovrebbero ancora capire.
Detto questo caliamoci nel nostro bel Campionato. Non già deciso come in Germania e Francia, ma tutto da battagliare perchè la Roma è stata sconfitta dall’Inter del Mancio stregone  ( conquistando  anche la vetta), il Napoli rallenta ma non molla, la Viola si rimette in testa e pure il Milan e la Juve accennano ad uscire dai loro sepolcri.
L’albero di Natale sarà quest’anno certamente assalito da una valanga letterine ricolme di ‘ desiderata’. Un aiutino dell’ intramontabile nonno che scende dal Nord, non potrà che essere bene accolto. Solo che, lui,  il caro nonno, non potrà accontentare tutti in una volta, dato che il Campionato lo potrà vincere uno e uno soltanto. Già, ma chi ?

STADIO SAN SIRO. Ce l’hanno fatta, babbo, famigliari & associati, a mettere all’angolo Barbara? Già, perchè la sua assenza all’incontro Berlusca-Thohir sul Meazza, la dice lunga sulle intenzioni dei due patron. Restare a San Siro vuol dire azzerare gli sforzi fatti da Barbara in questi ultimi anni per dare al Diavolo un assetto moderno.
Proiettato nel futuro, come già i maggiori club europei. Sì, perchè la soluzione americana ( o californiana) dei due boss del calcio meneghino appare soltanto come un tampone, per non ammettere che ( quei due) i soldi non li cacciano fuori (manco ) sotto sequestro. Nel frattempo, che fa mister Bee ?

RISULTATI XI GIORNATA. ( sabato 31) Juve-Torino 2-1, Inter-Roma 1-0; ( domenica 1) Fiorentina-Frosinone 5-1, Bologna Atalanta 3-0, Carpi-Verona, Genoa-Napoli, Udinese-Sassuolo, Lazio Milan 1-3; ( lunedì 2) Chievo-Samp 1-1, Palermo-Empoli o-1.

LA CLASSIFICAFiorentina e Inter, punti 24; Roma 23; Napoli 22; Sassuolo e Milan  19; Lazio 18; Atalanta 17; Samp 16; Juve e Toro 15; Empoli 14; Chievo 13; Udinese e Genoa 12; Palermo 11; Frosinone 10; Bologna 9; Verona e Carpi 6.
I MARCATORI. 9 reti, Eder ( 2, Samp); 8 reti Higuain ( Napoli); 6 reti, Kalinic (Fiorentina), Bacca (1, Milan), Insigne ( Napoli).
PROSSIMO TURNO XII. ( sabato 7) Verona-Bologna(ore 18), Milan-Atalanta(ore 20,45);  ( domenica 8) Torino-Inter ( ore 12,45), Empoli-Juve(ore 15), Frosinone-Genoa, Palermo-Chievo, Roma-Lazio, Sassuolo-Carpi, Napoli-Udinese ( ore 18), Sampdoria-Fiorentina ( ore 20,45).

ASPETTANDO TUTTI IL NOSTRO VALE. Se qualcuno nutriva dubbi sulla obiettività nel Sol Levante, può cancellarli tutti andando a riascoltare il signor Nagatomo, vice presidente Honda. Per lui il dolo è tutto del nostro Vale, mentre ( il ) Marquez è ( solo) un angioletto vittima d’un violento. Il Nostro  infatti  avrebbe scalciato, portato fuori rotta l’imberbe rivale, scalciandolo e irridendo lui e tutte le norme scritte e non scritte di lealtà sportiva.
Il problema, per il signor Nagatomo, è che manco in Spagna vedono quello che  vede lui. Certi santoni, infatti, prima di fare la morale di lealtà agli altri, magari per andare in soccorso d’un imberbe prodigio che gli potrebbe far comodo nel prossimo decennio, dovrebbero chiedersi se loro stessi sono portatori di lealtà o solo di opportunismo.
Cinico, ovviamente, checchè ne dicano al Sol Levante.  Da facce di tolla, chiaramente. Tanto quel che conta ( anche) per loro ( come nel resto del Pianeta) è portare a casa il bottino, poi se le moto Honda  d’ora in avanti le compreranno  quattro gatti, beh, s’arrangino. Chi è causa del proprio mal pianga ( solo) se stesso.
Venerdì, intanto, s’è conosciuto  l’atteso verdetto del Tas di Losanna. Giudice tedesco, verdetto da Ponzio Pilato. Fatto è che il nostro  Vale non parte alla pari con gli altri ma dall’ultimo posto. Diamine, che volete voi Italiani? Il decimo titolo? Ma quella è roba che non compete al Tas.   In ogni caso, per fortuna, che c’è ancora la pista.  Dalla quale, a norma di sport, dovrebbe uscire il più forte,   agguati ( certi) e ( sospette) combines a parte.

 

 WEEKEND DA DIMENTICARE PER LA ROSSA.  Weekend da dimenticare, per la ‘rossa’, che a Città del Messico dov’è tornata con la F1 dopo 23 anni non ne azzeccata una. Partenza dalle ultime posizioni per Kimi a causa del cambio motore; partenza con scuccio e ruota forata per Seb, che di sventure ne ha poi dovute contare altre, fino al definitivo ritiro. Ha vinto Rosberg, ma non si sa se per benevolenza di Hamilton o per intercessione ( politica) di ( Niki) e (Toto) Wolff.
Fatto è che la ‘rossa‘ una giornataccia così non la viveva un pezzo. Le curve dell’autodromo di Città del Messico,  punteggiate da un numero impressionante di Cavallini rampanti, hanno dovuto soffrire e non poco per la cocente delusione. Zero punti in saccoccia Ferrari, hanno consentito a Rosberg di riprendersi la seconda piazza sul nostro Seb. Restano ancora due gare, la prossima in Brasile. Dove la ‘rossa‘ resta un mito.E anche una macchina  in grado di far punti.
E se dalla F1 non sono arrivati squilli di gloria, ripieghiamo  sugli altri sport. Del bel Campi0nato nostrano parleremo oltre. Perchè qui ci pare più giusto segnalare il terzo Mondiale di rugby ad appannaggio dei mitici  All Blacks ( sull’ Australia, 34-17).
In questo caso Pindaro avrebbe raccolto  materia per immortalare la durissima disfida tra gli atleti dell’Emisfero Sud. Finale dell’Est invece nel Master donne, con Kvitova e Radwanska.Mentre la Hinghis, in doppio, ritrova la finale dopo 15 anni. Mentre la nostra Flavia  sta predisponendo un addio adeguato. Mou Mou invece è sempre più a fondo. Lo Special one infatti non ne ripete più manco uno dei suoi memorabili successi. Macchiavelli penserebbe forse  che la ‘ buona sorte l’ha abbandonato‘, come del resto capita abbastanza spesso ai Cesare Borgia dal successo fulmineo e scioccante.

Delusioni nostrane nel basket di  Coppa. Cambio di guida alla Nazionale, con Messina ( part time) al posto di Pianigiani ( che resta come consulente, salvando lo stipendio). Maratona di New York, manco a dirlo,  agli africani.  Impresa, infine, della Legnante, 37 anni, oro ai Mondiali di Doha. Da oggi dice di puntare agli Europei. Tanti auguri.

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