Non solo calcio. Moto Gp, un titolo diviso in due: 30% a Lorenzo, 70% a Marquez. Vasco: ” Eroi di carta!”.

Non solo calcio. Moto Gp, un titolo diviso in due: 30% a Lorenzo, 70% a Marquez. Vasco: ” Eroi di carta!”.
Vale rimonta images

LA CRONACA DAL DIVANO. ” Ve l’avevo detto io che, i due, avrebbero mangiato il biscottone? E ora che tutto è chiaro, che dite?”. Il Maestro non fa mancare a fine gara la  sua voce solare e ( soprattutto) puntuale quando deve ‘ricordare‘ alle folle di  ignavi e miscredenti   una verità ( per molti) già lampante fin da Phillip Island.
Ma quello che è sconcertante in questa ‘terribile vicenda di sport’ che ‘ di sport’   ha mostrato poco o nulla siano ancora in tanti a lavarsi le mani con aggiustamenti di comodo  tipo: ” Rossi, rimonta a metà”; ” Nessuno tolga a Lorenzo quel che è di Lorenzo, il più veloce”; ” Marquez, vendetta tremenda vendetta” e così via.
Inoltre non s’è capito bene il come e il perchè una  grande casa motoristica come  Honda,  Federazione,  Tas, Dorna  e tutti quelli che a titolo diverso presiedono e armeggiano all’interno di questo micro cosmo ( pieno d’ italiani  in evidenza), mostrino insospettabile, fervida e ( omertosa)   tolleranza   nel proteggere le brame d’un malvagio imberbe che fa sport non tanto a far vincere  quanto per far perdere l’odiato avversario. Il maestro di Tavullia, per una linea esagerata ed un contatto provocato, è stato immediatamente sanzionato e retrocesso  in posizione tale da non consentirgli rimonte. Ma, all’imberbe, mandante ( forse) unico del tutto , nessuno a nulla da provvedere?

Il comportamento del Marc è stato vivisezionato in tutti suoi aspetti. Molti dei suoi fans stanno ora sulla via di Damasco. Perfino il re, Juan Carlos, dopo averlo salutato ( come da prassi ) con una timida stretta di  mano e avergli porto un’altrettanta timida carezza s’è subito girato dall’altra parte. Forse col dubbio, lui come tanti altri compatrioti, se val la pena affidarsi ancora a soggetti di tal statura. Curiosa anche la difesa dei fans di Lorenzo. I quali, dapprima riconoscono la magnanimità  del pilota Honda e poi declamano ” Giusto il titolo a Lorenzo, che durante l’anno ha mostrato d’essere il più veloce”.
Certo, il più veloce, ma anche a Phillips Island, Malesia e Valencia? Sì, perchè a Valencia, ad esempio, l’impressione generale è che l’imberbe disponesse di  tutto il gas necessario per annientare il  ‘più veloce’. E se non l’ha fatto è stato solo per proteggerlo; anzi,  il Marc, s’ è pure premurato di ‘ intimidire’ il ( compagno di squadra) che stava sopraggiungendo  a velocità doppia tanto per lui  quanto per l’altro, ma che constatato  il rischio ( certo) di finire sul prato, da gran signore,  s’è  acquattato poi a debita distanza.
Ora, che queste cose sian state acclarate, universalmente, senza colpo ferire, lascia un poco perplessi.
Tra l’altro, fin in ultimo, avevamo creduto che tra quegli allievi e il loro maestro, si stesse consumando una belle più belle, edificanti ed esemplari  storie dello sport mondiale. Ci siamo ingannati, purtroppo, perchè ora è chiaro che il male ha cominciato a mettere radici anche da quelle parti. Radici, che si esita inspiegabilmente  a strappare, per tempo, prima che l’intera pianta s’ammalori.
L’allarme lanciato dal maestro di Tavullia infatti non solo è vero, ma circostanziato. Fanno dunque male Marca, Deportivo e altri media spagnoli a deridere la verità. Così come non piacce l’Equipe alla Ponzio Pilato o i tedeschi e gli inglesi che fanno come le tre scimmiette. Quando nascono figli degeneri ci si domanda sempre chi li ha partoriti. In questo caso cominciamo a capire.

Che poi, a lui, al nostro Vale, abbiano ‘rubato’  o meno l’occasione del Decimo, poco cambia. Come twitta Vasco Rossi ” Lasciamo(pure) a questi eroi di carta  i loro titoli “. Anche perchè, gli improvvidi, gli ignavi  e gli sciocchi, togliendogli  il  Decimo  non se ne sono accorti ( loro malgrado ) d’averlo inserito di diritto nella eterna galleria dei grandi dello sport mondiale.
Nell’albo d’oro, si pronuncia la nostra vecchia, (sempre) più cara ‘rosea‘, ” c’è il nome di Lorenzo. Nell’albo del cuore resterà sempre quello di Valentino”. E degli ispanici che diciamo?  Di loro, visto che parlano in blocco, dal  Manzanarre alla bella isola di  Maiorca? Beh, se la vedano in famiglia, semmai colà esista ancora. Padri, figli, nipoti.

UN PO’ DI CRONACA DELLA CORSA. Vale in fondo ( 26°), Lorenzo in pole. Già alla partenza il maiorchino cerca la fuga, come al solito, per impedire alle sue ombre d’addossarsi minacciose come al suo solito. Vale, intanto, rimonta. Uno, due, tre e fin al quarto posto. Lorenzo, nel frattempo, ha guadagnato spazio, con alle spalle l’imberbe presunto fenomeno spagnolo. Ad un paio di secondi veleggia Pedrosa, che però sul finire della gara prende velocità.
Il divario con i due in testa è presto ridotto. Spagnolo onesto, il piccolo ma bravo Pedrosa, cerca il sorpasso di Marc ( compagno di squadra Honda) e pure quello di Lorenzo ( avversario Yamaha) . Vuol vincere, insomma, come il dio della moto comanda.
Ma, improvviso, e minaccioso quanto un apprendista capo clan mafioso, lo affianca l’imberbe presunto fenomeno. ” No, qui non passi, sloggia, tu!” sembra gridargli colui che stava per essere superato e, che  per poco, con l’abituale linea galeotta, la stessa ( più o meno) che ha decretato la condanna del maestro di Tavullia,  quasi lo sospinge fuori pista. Pedrosa, da gentiluomo, si ritira in posizione di rispetto. Al rush finale, il presunto fenomeno spagnolo, manco accenna alla volata, resta a fare da guardaspalle  al connazionale, che sarà anche il più veloce di tutti, ma solo perchè altri (  nei tre Gp finali)  gli  ha  lasciato la pista libera e protetta.
Vale, nel dopo gara, ribadisce la sua ( nostra) verità. Gli ispanici la deridono. Un padre serio, avrebbe preso a scapaccioni ( se non Lorenzo, almeno ) l’imberbe  presunto fenomeno. Anche perchè certe vittorie, e i saggi lo sanno,  sono soltanto pie illusioni. O anche, vittorie di Pirro.

Mentre prendono a piovere deliri da quelli della Honda, che in gara ci vanno ma per far vincere la Yamaha. E perfino di tanti nostri  ( più o meno)  riconosciuti commentatori. Quel che appare  giusto, invece, è spartire il titolo in due:  30% a Lorenzo, 70% a Marquez. Se non altro perchè, il lavoro pulito dell’uno senza il lavoro sporco dell’altro, non sarebbe mai  bastato a battere il Maestro di Tavullia.

IL NOSTRO BEL CAMPIONATO. Durante quest’ultimo lustro  non abbiamo fatto altro che ascoltare pianti e lamenti. Sul nostro torneo, ovviamente, bistrattato e assillato da ferite e acciacchi fin al punto d’avere perso la terza piazza Uefa con conseguente ‘ declassamento ’ da parte dei big della pelota.
Van tutti nell’Altrove, annunciano da tempo felici e contenti i nostri esterofili; qui, da noi, ripetono,  si transita soltanto, per poi varcare  l’Alpe  fin alle isole d’Albione, dove il sole sorge e illumina di scintillanti monete il cammino dei nostri moderni eroi.
Il problema però è  che nelle isole d’Albione, restando  il trend degli ultimi due anni, i big ci vanno, sì,  ma per far parcheggio dorato.L’anno scorso, infatti, non una di Premier figurava nelle ultime sedici di Champions e Uefa; quest’anno, poi, Chelsea, Arsenal, City e United non è che se la passino meglio. Se, poi, la Nostra Signora infliggesse un altro ko al City, quello qatariota e spendaccione, beh, ci verrà senz’altro  voglia di chiedere chiarimenti. Non tanto ai nostri esterofili, chè quelli continueranno in ogni caso a delirare; ma ai cotanti d’Albione, di certo meno sprovveduti degli esterofili nostrani, se non altro perchè il calcio l’hanno inventato da quelli parti. E qualcosa dovrebbero ancora capire.

E veniamo alla cronaca. La Roma si disfa della Lazio ( con un rigore, contestato e realizzato da Dzeko, e una perla di Jervino ); l’Inter, con il solito goletto ( questa volta a segno è andato Kondogbia) , porta a casa i tre punti; la Juve, prima perde e poi rimonta ( 1-3) grazie a  gente umile e laboriosa tipo Evra; la Viola accartoccia la Samp ( 0-2) a Marassi e il Napoli prevale di misura ( 1-0, Higuain) sull’Udinese; il Milan torna all’antica apatia  e si fa insegnare calcio dal maestro Treia, atalantino (0-0).
Con questa morale: Viola e Inter, in testa ( 27 punti); Roma ( 26), Napoli (25), Sassuolo (22), Milan (20), Juventus (18). Praticamente una graduatoria con sei storiche  big in testa, pronte a dar l’anima per questo imprevedibile scudetto. Inoltre il Bologna di un allenatore serio e capace come Donadoni ha abbandonato, dopo due vittorie di seguito, il fondo classica ( lasciato a Carpi e Verona). E che aggiungere, quindi? Siam messi poi tanto male? Nel frattempo, in Coppa, quattro vittorie e un pareggiano, annunciano ( salvo contrordini) che dal prossimo anno potremmo riappropriarci del terzo posto nel ranking Uefa.

 

STADIO SAN SIRO. Ce l’hanno fatta, babbo, famigliari & vari associati, a mettere all’angolo Barbara? Già, perchè la sua assenza all’incontro Berlusca-Thohir sul Meazza, la dice lunga sulle nuove condizioni imposte alla figlia giovane del patron rossonero. Restare a San Siro ( almeno) per noi vuol dire infatti azzerare gli sforzi fatti da Barbara in questi ultimi anni per dare al Diavolo un assetto moderno.
Proiettato nel futuro, già, come da tempo  i maggiori club europei. Sì, perchè la soluzione americana ( o californiana) dei due boss del calcio meneghino appare soltanto come un patetico tampone, per non ammettere che ( loro  due) i soldi non li cacciano fuori (manco ) sotto sequestro. Nel frattempo, dov’è passato mister Bee ?

LA CLASSIFICAFiorentina e Inter, punti 24; Roma 23; Napoli 22; Sassuolo e Milan  19; Lazio 18; Atalanta 17; Samp 16; Juve e Toro 15; Empoli 14; Chievo 13; Udinese e Genoa 12; Palermo 11; Frosinone 10; Bologna 9; Verona e Carpi 6.
I MARCATORI. 9 reti, Eder ( 2, Samp); 8 reti Higuain ( Napoli); 6 reti, Kalinic (Fiorentina), Bacca (1, Milan), Insigne ( Napoli).
RISULTATI XII GIORNATA . ( sabato 7) Verona-Bologna o-2 (ore 18), Milan-Atalanta 0-0 (ore 20,45);  ( domenica 8) Torino-Inter 0-1 ( ore 12,45), Empoli-Juve (ore 15), Frosinone-Genoa, Palermo-Chievo, Roma-Lazio, Sassuolo-Carpi, Napoli-Udinese ( ore 18), Sampdoria-Fiorentina ( ore 20,45).

WEEKEND  DA DIMENTICARE PER LA ROSSA.  Weekend da dimenticare, per la ‘rossa’, che a Città del Messico dov’è tornata con la F1 dopo 23 anni non ne azzeccata una. E se dalla F1 non sono arrivati squilli di gloria, andiamo a ripiegar  sugli altri sport.  Del nostro bel Campi0nato nostrano parliamo a parte. Perchè qui ci pare più giusto segnalare ancora il terzo Mondiale di rugby ad appannaggio dei mitici  All Blacks ( sull’ Australia, 34-17).

In questo caso l’alato Pindaro avrebbe raccolto  materia per immortalare la durissima disfida tra gli atleti dell’Emisfero Sud. Finale tutta dell’Est invece nel Master donne, con Kvitova e Radwanska.Mentre la Hinghis, in doppio, ritrova la finale dopo 15 anni. Mentre la nostra Flavia  sta predisponendo un addio adeguato.
Mou Mou invece è sempre più a fondo. Lo Special one infatti non ne ripete più manco uno dei suoi memorabili successi. S’è preso un bridino in Champions, ma ha subito ricevuto uno scapaccione in Premier. Macchiavelli direbbe  che la ‘ buona sorte l’ha abbandonato‘, come del resto capita abbastanza spesso ai meravigliosi  Cesare Borgia dal successo fulmineo e scioccante.
Delusioni nostrane nel basket di  Coppa. Che ci davano a far in Europa lo sanno solo loro. Cambio di guida alla Nazionale di basket  con Messina ( part time) al posto di Pianigiani ( che resta come supervisore , salvando lo stipendio). Maratona di New York, manco a dirlo,  agli africani.  Impresa, infine, della coraggiosa Legnante, 37 anni, oro ai Mondiali di Doha. Da oggi dice di puntare agli Europei. Tanti auguri. Meritati.

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