Bassa Romagna. Stato e Regione premiano la progettualità con oltre 700mila euro destinati all’Unione.

Bassa Romagna. Stato e Regione premiano la progettualità con oltre 700mila euro destinati all’Unione.
I nove sindaci dell'Unione Bassa Romagna

BASSA ROMAGNA. La Regione Emilia-Romagna ha annunciato che destinerà all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per il 2015 oltre 700mila euro di finanziamenti regionali e statali (contributi ‘regionalizzati’, ovvero fondi dello Stato vincolati per le Unioni). Nel 2014 i trasferimenti ricevuti dall’Unione ammontarono in totale a 540mila euro.

La Bassa Romagna, a livello regionale, è prima tra le Unioni per quantità di trasferimenti (senza considerare le comunità montane, per le quali entrano in gioco contributi di natura differente per la tutela del territorio).

‘I nuovi parametri con cui vengono stanziati i trasferimenti statali e regionali premiano le Unioni che hanno saputo lavorare davvero sull’integrazione organizzativa – ha dichiarato il presidente Luca Piovaccari -. L’azioni politica e tecnica congiunta messa in campo dalla Bassa Romagna in questi mesi per chiedere che venissero modificati questi parametri per premiare effettivamente le Unioni virtuose e non quelle fatte solo sulla carta, ci ha permesso di distinguerci a livello regionale, come dimostra il fatto che i contributi sono addirittura aumentati rispetto all’anno precedente. Questa revisione degli strumenti di incentivazione delle forme associative testimonia lo sforzo che anche la Regione sta facendo per un riassetto istituzionale che spinga gli enti locali a lavorare concretamente sull’integrazione dei servizi’.

‘Ormai sembra inarrestabile il percorso di riordino istituzionale consacrato dalla Riforma Delrio -ha aggiunto Piovaccari -. Le Province vengono pian piano svuotate di competenze e capitale umano, non saranno neppure più Enti locali nella riforma costituzionale che potrebbe essere validata; i Comuni invece, a meno che non siano grandi o molto ricchi, non gestiranno più direttamente i servizi se non attraverso Unioni e convenzioni: vengono pertanto incentivate le fusioni di Comuni. La Regione Emilia-Romagna ha preannunciato il percorso agli inizi degli anni 2000, e ora l’intero Paese sta seguendo la stessa politica; i tempi sono sempre più rapidi, anche a causa della crisi economica che ha costretto l’Italia a tempi di decisione assai più celeri. In tale contesto, la Bassa Romagna dimostra di essere una terra di eccellenza e di avanguardia, non solo per le imprese che vi producono ricchezza, ma anche sul fronte della Pubblica amministrazione, che appare sempre più moderna e riferimento per l’intera regione, se non per altre realtà del Paese, come Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Marche, Umbria e Basilicata’.

 

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