Bologna. Il trombettista Terence Blanchard ospite all’Unipol Auditorium per il Bologna Jazz Festival.

Bologna. Il trombettista Terence Blanchard ospite all’Unipol Auditorium per il Bologna Jazz Festival.
Terence Blanchard (di Henry Adebonojo)

BOLOGNA. Un eccitante incontro tra suoni tecnologici e le radici della black music: è l’E-Collective del trombettista Terence Blanchard, già campione del più solido jazz mainstream e celebrato autore di colonne sonore (se avete visto un film di Spike Lee le sue melodie vi sono certamente entrate nelle orecchie). Lo si ascolterà martedì 17 novembre all’Unipol Auditorium (inizio alle ore 21:15), come nuova tappa della decima edizione del Bologna Jazz Festival. Affiancato da Charles Altura (chitarra), Fabian Almazan (pianoforte e tastiere), Donald Ramsey (basso elettrico e contrabbasso) e Oscar Seaton (batteria), Blanchard fa quello che solo i grandi maestri riescono a fare: dà una fenomenale sterzata alla sua musica, lasciando la pista che lo ha reso famoso in tutto il mondo per imboccare nuove sonorità, funk ed elettriche.

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica in convenzione con Comune di Bologna e con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol e del main partner Gruppo Hera.

Terence Blanchard (New Orleans, 1962) durante gli anni Ottanta è stato uno dei principali protagonisti dell’aurea stagione dei Young Lions. Fu un decennio che vide un incredibile fiorire di nuovi astri della tromba: Blanchard, appunto, e poi Wynton Marsalis e Roy Hargrove. Blanchard fu sin da subito identificato come uno dei musicisti più rappresentativi di quel decennio, simbolo del rifiorire del jazz mainstream dopo la grande ondata del jazz-rock: i suoi modelli di riferimento sono infatti quelli dell’hard bop, soprattutto Freddie Hubbard.

Le prime, non trascurabili, esperienze musicali di Blanchard furono con Lionel Hampton e i Jazz Messengers di Art Blakey (nei quali sostituì proprio Marsalis, assumendo il ruolo di direttore musicale della band). La notorietà, in un simile contesto e con le sue evidenti virtù solistiche, giunse comprensibilmente presto.

Nei primi anni Novanta Blanchard inizia a cimentarsi anche con le colonne sonore per il cinema, attività che prosegue a tutt’oggi parallelamente a quella di jazzista. Nella sua fitta serie di realizzazioni musicali per il cinema, spiccano le soundtracks per i film del regista Spike Lee, al quale Blanchard è legato indissolubilmente dal 1991, anno di Jungle Fever. Da allora il trombettista ha firmato la colonna sonora di numerose altre celebri pellicole del regista afro-americano: Do the Right Thing, Mo’ Better Blues, Malcolm X, Summer of Sam, La 25° ora, Miracolo a Sant’Anna.

Vincitore di svariati referendum della rivista DownBeat e ripetutamente nominato per i Grammy Awards, Blanchard è inoltre uno dei più apprezzati insegnanti di jazz in attività. Come leader Blanchard ha inizialmente inciso numerosi dischi per la Columbia, prima di passare alla Blue Note. E proprio con questa etichetta nel maggio di quest’anno ha pubblicato l’album Breathless (2015), sul quale figura l’E-Collective: una band elettrica che si pone al crocevia tra jazz, funk, R&B, fusion. Ci troviamo ora di fronte a un solista di grande maturità, capace di muoversi con disinvoltura tra linguaggi anche distanti dall’hard bop, e che continua a scoprire e coltivare nuovi talenti musicali.

Unipol Auditorium: via Stalingrado 37, Bologna

Informazioni:

Associazione Bologna in Musica

tel.: 334 7560434

e-mail: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

 

Ti potrebbe interessare anche...