Non solo sport. Le stragi di Parigi. Un’occasione per ‘ricompattare’ l’Occidente e ‘costruire’ l’ Europa?

Non solo sport. Le stragi di Parigi. Un’occasione per ‘ricompattare’  l’Occidente e  ‘costruire’ l’ Europa?
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CRONACA DAL DIVANO. Dopo quanto è (ri) accaduto a Parigi non è facile parlare di sport. Gioia e dolore stridono tra loro. Anche se c’è sempre qualcuno che vorrebbe confonderli, come vorrebbe confondere  il bene e il male. O meglio: libertà/ fraternità ed uguaglianza con oppressione/egoismo ed odio. C’è infatti qualcuno al mondo che cerca di fare anche questo. Incredibilmente. Cinicamente. Mentre a pagare tutti conti aperti restano ( anche questa volta ) gli innocenti.
Come quella bella e brava ragazza veneziana, Valeria,  strappata alla vita da un drappello di forsennati accecati da chissà quale malasana verità. La quale vanno spargendo ai quattro angoli del mondo, e ( in particolare) sul civilissimo Occidente, a modo loro, e sulla spinta d’un orrido vento di tempesta che soffia dal deserto.
Le stragi di Parigi del 13 novembre resteranno nella memoria come l’assalto alle Due Torri dell’ 11 settembre. Qui la retorica non centra nulla. Certe sfide, che radicano lontano, con tutti i loro torti e le loro ragioni, non possono di certo  restare impunite. Perchè il bene va ricollocato al suo posto. Il  futuro dei popoli non può giocarsi infatti sull’oppressione, l’egoismo e l’ odio  ( fanatico). Non valori,insomma.
Importante però è non agire sotto la spinta emotiva. Con iniziative individuali ( come stanno facendo i francesi, ad esempio, pur con tutte le ragioni del caso) che lascerebbero il tempo che trovano. Questa, semmai, può essere una occasione per ricompattare ( non solo) l’Occidente ma ( soprattutto) la Vecchia Europa.
Ancora troppo divisa e ( forse per questo ) debole al punto da essere messa sempre più nel mirino della fantomatica Repubblica Islamica. Della quale bisognerà però capire bene se è solo una scheggia ( più o meno) impazzita dell’universo musulmano o il   ‘cavallo di Troiaforaggiato apposta da qualcuno ( vicino e lontano) per entrare all’interno delle mura del cuore antico dell’Occidente. Della civiltà. Fino alla cristiana città dei papi,  Roma.

SPORT E BOMBE. Si smorzano anche gli echi delle bombe cadute recentemente sullo sport mondiale. Quella ( atomica) di Valencia ( nonostante i vari tentativi di pacificazione universale) continua a mietere vittime, anche perchè il nostro Vale ( giustamente) non ci sta a passare da cornuto e mazziato; mentre, quella (termonucleare) sullo sport russo ha tuttora l’aria di compiere stragi a destra e a manca, sempre che, anche qui, come per il caso Blatter, non si trovi la ( comoda) via della (segreta) conciliazione.

LO SCONCERTANTE LIVIO SUPPO. Il suo ruolo è quello di  team manager della Honda Repsol. Non lo conoscevamo, tale Livio Suppo, ma col senno del poi stavamo bene anche così. Nervosissimo, lui ,poco dopo il fattaccio di Valencia;  tentennante, ora, nel voler giustificare ( a tutti costi) il comportamento dei suoi gioielli e pure  la rinuncia alla presentazione di quelle (fantomatiche) telemetrie che avrebbero dovuto dimostrare ( secondo i giapponesi ) l’irreprensibile  comportamento sportivo della Honda e ( in particolare) del loro imberbe ( presunto) fenomeno.
Mister Suppo,  un attempato dall’aria  giovanile,insiste nel voler dimostrare una verità che milioni di occhi, pro e contro il nostro Vale, hanno potuto constatare direttamente persona. Senza altri intermediari che le immagini della tivù spagnola. Che il  giovin  protetto volesse superare ( come giura Suppo) il candidato al Mondiale ( cioè Lorenzo) non l’ha infatti notato nessuno, in Italia e all’Estero, checchè ne dica il maiorchino; ha meravigliato invece  la grinta di Marc nel rintuzzare l’attacco del compatriota in rimonta. In questo, il  bocia della Honda ( e di mister Suppo) è andato ben oltre ogni immaginazione. E ben oltre ogni codice d’onore.
La sua ‘linea’ di ‘difesa‘ è stata eloquente. Non avesse ottenuto di ‘intimidire‘ l’improvvido, sarebbe stato pure lui costretto al sorpasso di Lorenzo con l’esito finale di consegnare il titolo al suo legittimo proprietario. Autore, tra l’altro,  di una  una rimonta da leggenda. E questa ( la ammettino o no il signor Suppo e il signor  Nagatomo è la verità pura e semplice emersa a Valencia. E che però, come tutte le verità, non va nè c0ntraffatta nè occultata nè raddolcita. Per non confondere il giusto con l’orribile. Da non spargere al vento grazie ( soprattutto) alla protezione e allo zelo di certi  ’ avvocati delle cause perse‘.

Quando infatti il signor Suppo dice :  ” In Italia, non ci credono, ma noi volevamo vincere”, vorremmo chiedergli a chi si rivolge?  A chi predica? Cosa vuole? Gli Italiani di porcate ( purtroppo) sono avvezzi; con una differenza rispetto all’Altrove, che da noi le si combatte, con tanto di morti e feriti, mentre nell’Altrove ci sa tanto che abbiano preso l’abitudine di gettare la polvere sotto il tappeto. Che succederà ora? Nulla di clamoroso. Anzi, probabilmente i Suppo e i Nagatomo cercheranno di mescolare il tutto, come nulla fosse accaduto, anche perchè in fondo chi se l’è presa in quel posto? Mica uno della Honda? Mica uno spagnolo? No, solo, uno di Tavullia!

IL NOSTRO BEL CAMPIONATO. Durante quest’ultimo lustro  non abbiamo fatto altro che ascoltare pianti e lamenti. Sul nostro torneo, ovviamente, bistrattato e tormentato da ferite e acciacchi, fin al punto d’avere perso la terza piazza Uefa, con conseguente ‘ declassamento ’ da parte dei big della pelota.
Che van tutti nell’Altrove, come dicono felici e contenti i nostri esterofili; perchè qui, da noi,  ormai, si transita soltanto, per poi varcare  l’Alpe  fin alle isole d’Albione, dove il sole sorge, illuminando con scintillanti monete il cammino dei nostri moderni eroi.
Il problema però è  che nelle isole d’Albione, se si conferma  il trend degli ultimi due anni, i big ci vanno, sì,  ma per far parcheggio dorato.L’anno scorso, infatti, non una di Premier figurava nelle ultime sedici di Champions e Uefa; quest’anno, poi, Chelsea, Arsenal, City e United non è che se la passino meglio. Se, poi, la Nostra Signora infliggesse un altro ko al City, quello qatariota e spendaccione, beh, chiederemmo chiarimenti. Non tanto ai nostri esterofili, chè quelli son palle perse; ma ai cotanti d’Albione, di certo meno sprovveduti degli esterofili nostrani, se non altro perchè il calcio l’hanno inventato loro e, qualcosa, dovrebbero ancora capire.

E veniamo alla cronaca. La Roma si è disfatta della Lazio ( con rigore di Dzeko e  perla di Jervino ); l’Inter, con il solito goletto ( questa volta di Kondogbia) , porta a casa i tre punti; la Juventus, prima perde e poi rimonta ( 1-3),  grazie a  gente umile e laboriosa tipo Evra; la Viola accartoccia la Samp a Marassi( 0-2)  e il Napoli prevale di misura ( 1-0, Higuain) sull’Udinese; il Milan invece torna all’antica apatia  andando a scuola  calcio dal maestro Reia, ora atalantino (0-0).
Con questa morale: Viola e Inter, salgono in testa ( 27 punti); con Roma ( 26), Napoli (25), Sassuolo (22), Milan (20), Juventus (18) al seguito. Praticamente in una graduatoria con le sei storiche  big in testa, pronte a dar l’anima per questo imprevedibile, ma sempre più entusiasmante,  scudetto.
Inoltre, il Bologna, affidato ad un allenatore serio e capace come Donadoni ha abbandonato, con due vittorie di seguito, il fondo classica ( lasciato a Carpi e Verona). E che altro aggiungere, quindi? Siam messi poi tanto male? Nel frattempo, in Coppa, portiamo a casa quattro vittorie e un pareggiano, che annunciano ( salvo contrordini) che   dal prossimo anno dovremmo di nuovo appropriarci del terzo posto nel ranking Uefa. Dov’è lo schifo

Bella partita della Nazionale di Conte con i belgi, primi (?) nel ranking mondiale. I tre gol potevano essere evitati, per cui rimbocchiamoci le maniche. Per noi, catenacciari di nome e non più di fatto, non dovrebbe essere difficile ritrovare il bandolo giusto per difese impenetrabili. L’Europeo, infatti,  aspetta una protagonista.

SULLO STADIO DI SAN SIRO. Ce l’hanno dunque fatta in famiglia  a mettere in castigo Barbara Berlusconi ? Già, perchè la sua assenza all’incontro Berlusca-Thohir sul Meazza ( o San Siro) la dice lunga sulle   condizioni imposte alla figlia più giovane del patron rossonero. La ( nuova) scelta di restare a San Siro ( se non andiamo errati) che altro significa se non azzerare gli sforzi fatti da Barbara in questi ultimi anni per dare al Diavolo un assetto (più) moderno?
Proiettato cioè nel futuro, come da tempo  insegnano i maggiori club europei. Sì, perchè la soluzione americana ( o californiana) ventilata dai due attuali boss del calcio meneghino appare più  che altro un patetico tampone per evitare di  ammettere che ( loro ) i soldi non li cacciano fuori (manco ) sotto minaccia. Nel frattempo, piuttosto, dov’è passato mister Bee ? Circola ancora nei paraggi di Milanello  o se l’è data a gambe levate?

LA CLASSIFICAFiorentina e Inter, punti 27; Roma 26; Napoli 25; Sassuolo, 22;  Milan  20; Juve, Lazio, Atalanta 18; Samp 16; Toro 15; Palermo e Empoli 14; Chievo e Genoa  13; Udinese e Bologna   12; Palermo 11; Frosinone 11; Verona e Carpi 6.
I MARCATORI. 9 reti, Eder ( 2, Samp) e  Higuain ( Napoli); 7 reti, Kalinic (Fiorentina); 6 reti,  Bacca (1, Milan), Insigne ( Napoli) e Gervinho( Roma).
RISULTATI XII GIORNATA . ( sabato 7) Verona-Bologna o-2 (ore 18), Milan-Atalanta 0-0 (ore 20,45);  ( domenica 8) Torino-Inter 0-1 ( ore 12,45), Empoli-Juve 1-3 (ore 15), Frosinone-Genoa, Palermo-Chievo 1-0, Roma-Lazio  0-2, Sassuolo-Carpi, Napoli-Udinese 1-0 ( ore 18), Sampdoria-Fiorentina 0-2 ( ore 20,45).

PROSSIMO TURNO XIII GIORNATA. ( sabato 21) Bologna-Roma ( ore 18), Juventus -Milan ( ore 20,45); ( domenica 22) Verona-Napoli ( ore 12,30), Atalanta-Torino( ore 15), Carpi-Chievo, Fiorentina-Empoli, Genoa-Sassuolo, Lazio-Palermo, Udinese- Samp, Inter-Frosinone ( ore 20,45).

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