Modena. A 7.8.Novecento Pasolini in mostra, i ‘suoi’ sguardi nelle opere di David Parenti.

Modena. A 7.8.Novecento Pasolini in mostra, i ‘suoi’ sguardi nelle opere di David Parenti.
Pier Paolo Pasolini. Immagine di repertorio.

MODENA. 7.8.novecento, fino a domenica a ModenaFiere, rende omaggio al grande regista e scrittore. A quarant’anni dalla morte Pasolini rivive nei quadri del pittore reggiano con l’esposizione ‘Pasolini. Con la forza dello sguardo’: cinquanta opere che, partendo da materiale fotografico, ritraggono momenti di vita dell’intellettuale accanto a coloro che lavorarono con lui. Direttamente dagli anni ’70 in mostra anche le bobine d’epoca della ‘Trilogia della vita’.

L’arte, gli insegnamenti e la lezione culturale di Pier Paolo Pasolini rivivono a Modena attraverso le mani di un altro artista emiliano, David Parenti. 7.8.Novecento rende omaggio al grande intellettuale con la mostra ‘Pasolini. Con la forza dello sguardo’, a cura dello Studio Archeo900: fino al 22 novembre a ModenaFiere il pubblico potrà ammirare una cinquantina di opere di David Parenti, artista genovese ma reggiano d’adozione, di fama internazionale; le sue creazioni si trovano nelle città di tutto il mondo da Londra, New York, Mosca, Parigi a Sydney.

Lavora con matita e tecniche miste su foglio, cartone e legno; pur partendo da materiale fotografico, questo trascende “caravaggescamente” e trasmette una realtà sorprendente sul piano psicologico, in cui affiorano le emozioni del volto umano. Parenti ha fatto del cinema il centro della sua ispirazione: ha dedicato cicli di opere a Fellini, James Dean e Marlon Brando. Il ciclo pasoliniano di David Parenti, con le opere in mostra a Modena, è già stato esibito in altre città con grande apprezzamento (fra le altre Roma, Torino, Vienna, Salò, Latina e Casarsa, paese della madre di Pasolini dove il poeta è “fiorito”).

Nelle opere dell’artista emergono i ritratti di Pasolini, rivelatori di intimi tormenti e di dolcezza caratteriale (come lui stesso rivela in una poesia: ‘Sembro/ provare odio, e invece scrivo/ dei versi pieni di puntuale amore’), momenti della sua vita accanto a coloro che lavorarono con lui: il ‘Laurence Olivier di borgata’ Franco Citti, l’angelico e conturbante Terence Stamp di Teorema, Totò e Ninetto, Laura Betti, l’Anna Magnani di Mamma Roma, Silvana Mangano e Maria Callas; ambienti autobiografici e filmici vissuti con ‘disperata’ ma anche amorosa ‘vitalità’: dalla luce calcinata e ‘bachiana’ delle borgate alla quiete solare di Grado, fino all’incanto architettonico di Sana’a. Sono chiari i riferimenti ai suoi grandi Maestri: da Masaccio a Piero della Francesca, da Caravaggio ai Manieristi.

Ma non è tutto: saranno esposte anche le bobine originali, utilizzate dai cinema dell’epoca, de “La Trilogia della vita”, una composizione di tre film girati da Pasolini tra il 1971 e il 1974: “Il Decameron”, “I racconti di Canterbury” e “Il fiore delle Mille e una notte”.

 

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