Non solo sport. La Signora vola agli ottavi, prima. La Roma ama invece collezionare gol nella rete sua.

Non solo sport. La Signora vola agli ottavi, prima. La Roma ama invece collezionare gol nella rete sua.
Allegri repertorio images

LA CRONACA DAL DIVANO. E ci risiamo: Roma, di nuovo umiliata. E sempre con la stessa improvvida direzione tecnica, affidata al solito taumaturgo straniero che invece di guarire ammala. Sabbatini giura di volersi tenere ancora per molto il suo Garcia, ma non ci crediamo. Le partite in Coppa della Lupa sono un campionario unico  di improvvisazione, mancanza di concretezza ( soprattutto in avvio e nel finale ) e di ( sostanziale) inaffidabilità agonistica.
Dopo una ventina di minuti la Lupa già è sotto, a ululare, Barca o non Barca poco conta; inoltre, sul finale, anche a tempo scaduto, consente all’altrui avversario qualsiasi tipo di sogno proibito. E’ vero che ora alla Lupa basterà battere il Bate all’Olimpico, ma con che gusto dopo un’altra così pesante ‘ marzianata’?  Insomma, con squadre così dirette, ci sa dire il buon Sabbatini dove vuol andare a parare ( anche) quest’anno la Roma?

E adesso che la Signora le ha suonate di nuovo ai campioni della Premier, ovvero   gli spendaccioni del City, chi avrà il coraggio di sputare altre ‘ cavolate‘ ancora sul nostro calcio per loro negletto e arretrato? Forse, sta gente, dovrebbe approfondire il passato, donde si ricavano utili visioni per il presente. La pelota, da noi, ha preso fin dalle origini ( che poi pare siano avvenute proprio qui, nel Belpaese) un tale radicamento che anche con squadre dimezzate porteremmo a casa trofei. Chi non vuol capire capirà.
Ora la Signora, con un turno alla fine, può puntare al primo posto del girone che gli garantirebbe un sorteggio ben più benevolo di quello che gli è stato propinato finora. Gli basta, in pratica, un pari in quel di Siviglia, bellissima città di una formazione però già affondata. Altra curiosità: il rischio bocciatura  per le due big Premier, Chelsea ( possibile) e Arsenale (  quasi fatto).

GRUPPO A, Real e Psg; GRUPPO B, in lotta Wolsburg (9),United(8) e Psv(7); GRUPPO C, Benfica e Atletico; GRUPPO D, Juventus e City; GRUPPO E, Barca ( con Roma a 5); GRUPPO F, Bayern ( con Olympiacos, a 9, che deve ospitare l’Arsenal, a 6); GRUPPO G, Chelsea (10), con  Porto(10) e Dinamo(8) in lotta; GRUPPO H con Zenit ( qualificato),  Gent (7) e Valencia (6)  in lotta. Alla Juve basta un pari per restare in vetta al suo difficile gruppo ( o girone, che dir si voglia).

Intanto sono andate in campo anche quelle di Uefa: Napoli ( già primo nel suo girone ), Fiorentina e Lazio. Passano Napoli ( vincente, 5 su cinque gare), Lazio; mentre alla viola ( pari a Basilea, 2-2) gli basterà un pari per andare ai sedicesimi.

 

MONSIEUR PLATINI. Gianni Brera lo scherniva dicendogli che ” in Italia era francese e  in Francia  italiano”. In realtà, qui, da noi, monsieur Platini, le Roi, è stato accolto con il massimo della simpatia. In molti l’hanno amato. Il suo ‘Dieci’ ha fatto leggenda. Tanto che affibbiarlo ad altri è un problema. E tuttavia, nonostante i bei trascorsi, non sono pochi , oggi, nel Belpaese a chiedersi se continuare a sostenerlo oppure se accettare o meno  il duro  verdetto di un ‘tribunale sportivo‘ che ha chiesto per lui la ‘sospensiva a vita’.

Le Roi, infatti, è sempre stato un bel personaggio. Di genia e parentela tutta italica, anzi savoiarda, non è che ci abbia sempre aiutato. In occasione dell’assegnazione dei due Euopei, ad esempio, ha preferito favorire paesi dove il calcio non ha avuto i risultati che ha avuto in Italia. Eppure, quegli Europei, ci avrebbe consentito un rinnovo delle strutture sportive e degli stadi, proprio quello che più ci manca, oggi. Non ci ha mai molto aiutato e, tuttavia, ce lo sentiamo nostro. Un figlio di quell’Italia migrata ai quattro angoli del Mondo, continuando a sfornare talento e personalità. Se lo condannassero ci spiacerebbe, e molto.
Il Belpaese non è mai stato padre e madre benigni verso chi se n’è andato. E tuttavia, non dimentica. Qualche

tempo fa un campano è diventato sindaco di New York. Neanche poche ora fa, un argentino di genia italica, probabilmente genovese, è diventato presidente della Repubblica di quel Paese.
Ad esempio, se il calcio sudamericano dovesse mettere in campo una squadra tutta di provenienza italica constaterebbe con mano cosa abbia voluto dire quell’innesto di sangue, cultura e vita, per l’affermazione planetaria di questo sport: Di Stefano, Sivori, Chiggia, Schiaffino,  Altafini, Maradona, Batistuta, Maradona, Cavani, Messi etc etc

PERCHE’ BLATTER SI’ ED ECCLESTONE NO? Non ce ne voglia Bernie ma a noi, spontaneamente, senza ratio alcuna, quando ammiriamo il padrone della F1 ci viene l’associazione con Jopeph Blatter, il padrone in disgrazia del calcio. Cosa abbiano in come, non si sa. Certo l’amore per le grosse cifre, da accumulare qua e là per i Continenti.  Per loro, infatti, il tintinnio della moneta ha un fascino irrinunciabile. Per Bernie, ad esempio, se non spuntano fuori i dobloni, manco la sacralità d’un tempo come quello di Monza può sperare ad essere rispettata.
Blatter è alla fine della sua avventura. Per danari. Un brutto male.  Tale da far precipitare all’inferno. Ma anche Bernie, se non tintinnano i danari, non guarda in faccia più a nessuno. Lo fa capire ogni volta. Lo aveva fatto capire, qualche mese fa, anche per Monza. Gettando tutti nel panico, tanto che qualcuno si deve essere dato da fare a rimediare quel benedetto gruzzolo da lui auspicato per dare a Monza ( dopo un grande pasato) anche ( un grande) futuro.
E il gruzzolo dev’essere arrivato davvero sennò come avrebbe fatto Bernie a dichiarare: ” Le cose si sono chiarite, c’è un solo interlocutore, Sticchi Damiani, presidente dell’ Aci. Troveremo la giusta soluzione, non ho più dubbi, per dare un futuro al Gp d’Italia”.

ALTRO. Ma Angela Merkel decide: 700 soldati tedeschi inviati in Mali. Si tratta di un aiuto concreto da parte alemanna ai francesi, che potranno così richiamare forze importanti dall’Africa per dislocarle in Europa. Dove continua la caccia ai sedicenti terroristi. Visti qua e là ma mai realmente bloccati.
Anche l’Italia, compatibilmente ai suoi dettami costituzionali, farà la sua parte per accontentare le richieste della Francia. Probabilmente s’incrementerà la presenza in Libano, con qualche contingente in più in Africa. Il problema di fondo resta però, oggi più che mai, quello di una (ri)compattazione dell’Europa su radici comuni e il suo impegno ( finalmente) coordinato ( ed univoco ) nei confronti dei ‘cambiamenti’ e delle ‘sfide’ del mondo non solo islamizzato.

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