Faenza. L’Asp della Romagna faentina capofila per l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio.

Faenza. L’Asp della Romagna faentina capofila per l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio.
Stranieri, foto di repertorio

FAENZA. Dopo l’Asp della Bassa Romagna anche l’Azienda di servizi alla Persona della Romagna faentina ha sottoscritto con la Prefettura la convenzione sui servizi di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti uno status giuridico di protezione internazionale. In questo modo l’ASP di viale Stradone sarà l’unico interlocutore e rappresentante per l’Unione dei Comuni faentini nei confronti della Prefettura per gestire i servizi di prima accoglienza, sia in forma diretta, sia mediante soggetti terzi qualificati. La stipula del documento è stata voluta al fine di evitare che si verifichino altre situazioni avvenute nel recente passato, vedi Casola Valsenio,  legate ai bandi emanati direttamente dalla Prefettura sul tema dell’ accoglienza.

Dal 1° gennaio 2016 sul territorio della Romagna faentina la Prefettura, in base ai nuovi indici di ripartizione territoriale ha deciso di determinare e distribuire 80 posti/persone. In precedenza sul faentino gli stranieri richiedenti accoglienza distribuiti nei Comuni sono stati 98. In questo modo l’equilibrio tra i territori limitrofi sarà rispettato (oggi sono 170 a Ravenna e 190 nella Bassa Romagna).

‘Con questa convenzione – spiega Fabio Anconelli, assessore con delega al welfare dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina, nonchè presidente dell’assemblea dei sindaci soci dell’Asp – si vuole governare in modo razionale, efficace e calibrato questa fase. In accordo con la Prefettura e grazie alla collaborazione con i soggetti del volontariato e dell’associazionismo locale che oggi e domani si faranno carico della gestione di queste persone, abbiamo voluto dare un segnale di unità e convergenza di intenti. La politica del territorio vuole governare queste situazioni evitando situazioni, non sempre coordinate, come successo nel recente passato’.

Per quanto riguarda l’accoglienza che partirà dal nuovo anno 80 sono le persone che saranno distribuite nei sei comuni in strutture con un massimo di 15 persone accolte per ogni realtà territoriale. ‘Una decisione – spiega il presidente dell’Asp faentina, Massimo Caroli – che abbiamo voluto concordare assieme ai comuni e alla Prefettura per evitare concentrazioni e per favorire, soprattutto, i necessari processi di integrazione come si stanno realizzando nelle esperienze di Casola Valsenio e  Solarolo gestite dall’Asp’.

In queste settimane voci di preoccupazione sul territorio si sono levate sull’adeguata rappresentanza degli organi istituzionali dell’Asp anche in funzione delle tematiche in oggetto. Sul tema chiara è la presa di posizione del’assemblea dei sindaci Asp, espressa da Fabio Anconelli. ‘Prendendo spunto anche dalle operazioni di accoglienza che stiamo realizzando – ci tiene a sottolineare il sindaco Anconelli- stiamo dimostrando l’esatto contrario. L’Asp, con essa il presidente e i due consiglieri, stanno rispondendo con i fatti a speculazioni politiche che non trovano riscontri operativi concreti. La governance della nuova Asp della Romagna faentina sta dimostrando che le azioni effettuate fino ad oggi, dalla fase di genesi della nuova realtà unica in poi, generano risposte tempestive e qualitative per le risoluzioni di problematiche anche molto complesse. Siamo soddisfatti ed esprimiamo massima fiducia all’operato del presidente Caroli e  dei suoi collaboratori’.

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