Valmarecchia. Novafeltria. Percorso Comune: ‘Sui problemi legati alla DSA il servizio pubblico deve fare di più’.

Valmarecchia. Novafeltria. Percorso Comune: ‘Sui problemi legati alla DSA il servizio pubblico deve fare di più’.
elena vannoni scritta percorso comune

VALMARECCHIA. NOVAFELTRIA. Elena Vannoni, Percorso Comune: ‘Giovedì scorso, nel consiglio dell’Unione dei Comuni a cui è stata delegata la funzione dei servizi sociali, è stata discussa la mia interrogazione in merito alla concreta applicazione in ambito locale della legge 170/2010 ‘Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico’, in cui chiedevo di conoscere i numeri dei ragazzi che in Valmarecchia risultano portatori di diagnosi di DSA, e le azioni concrete che vengono  messe in campo per aiutarli nel loro percorso scolastico, essendo la loro difficoltà una patologia a cui il legislatore ha riconosciuto tutta una serie di garanzie in termini di strumenti compensativi e dispensativi, di didattica individualizzata, di formazione del personale docente…., al fine di ripristinare il normale diritto alle pari opportunità e il diritto allo studio.

La mia richiesta partiva dalla constatazione che, sul territorio, le famiglie con ragazzi con diagnosi di DSA, sono abbandonate a loro stesse, non trovando purtroppo adeguato supporto informativo sul da farsi, se non sporadici casi di insegnanti preparati, e dovendosi, quindi, rivolgere a professionisti privati, formula alquanto onerosa se si pensa che l’onorario medio è di 40-50 euro all’ora e che questi ragazzi hanno difficoltà a seguire le lezioni e a svolgere i normali compiti scolastici che ogni giorno vengono assegnati.

Occorre, inoltre, considerare che non tutti possono permettersi il professionista privato e che, mancando un servizio pubblico efficiente, le diagnosi sono spesso tardive e producono anche grossi danni sulla formazione dell’autostima.

La risposta che mi è arrivata dal responsabile Dott. Tullini, mi ha lasciato alquanto sconcertata: infatti, dallo stesso, veniva riconosciuto un incremento, a suo dire ‘ingiustificato e non spiegabile’, delle diagnosi DSA, nonostante ammettesse che ‘ mancano screening organizzati nel nostro territorio….gli screening per avere senso debbono essere diffusi a tutto il territorio e non a sporadiche scuole volenterose’, che per loro ‘una visita per sospetto DSA non è prioritaria rispetto ad esordi psicotici, anoressia….’, che i numeri sono più chiari delle parole: dai 390 casi del 2010 siamo passati ai 1040 casi, in tutto il territorio riminese.

 Il fatto che non mi abbia saputo fornire i dati per ogni singolo comune della Valmarecchia, cosa da me richiesta, oltre alla superficialità con cui si parla di rilascio indiscriminato di diagnosi, mi fa pensare che non si abbia per niente il polso della situazione sulla materia e che l’argomento non stia tanto a cuore, tanto più che nemmeno gli amministratori locali avevano risposte in merito e c’è stato un palese tentativo di ributtare la questione nell’ambito scolastico, quando, invece, le ‘Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento’ parlano chiaramente di una interazione tra mondo scolastico e servizi sociali, richiamando le figure di psicologi, logopedisti e neuropsichiatri, notoriamente non in dotazione ai dirigenti scolastici. In fondo ci è già stato detto che ci sono patologie che hanno la precedenza in quanto evidentemente più debilitanti.

Probabilmente il Dott. Tullini non sa che fatica sia apprendere quello che chiunque di noi ha appreso a scuola e nella vita quando hai difficoltà a decifrare i segni linguistici, nella realizzazione grafica, nei processi linguistici di transcodifica, negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri…

Probabilmente non sa che fatica psicologica sia convivere col peso che gli altri, che non riescono ad immaginare cosa si provi,  pensino di te che sei pigro e svogliato e come questo produca un senso profondo di inadeguatezza nella vita.

Inoltre dalle risposte si evince che non fosse assolutamente al corrente del recente report dell’Ufficio Scolastico Regionale sul  progetto ‘ProDSA’ a seguito del quale sono stati messi a disposizione, in comodato d’uso gratuito alle famiglie, software e tablet. Peccato poi che su 113 kit destinati al CTS di Rimini ne siano stati distribuiti solo 54 , e su 102 tablet ne siano stati consegnati alle famiglie solo 59, mentre io conosco persone che si sono indebitate per poterselo comperare e che non sapevano minimamente di poterlo richiedere.

Personalmente credo che il servizio pubblico debba approcciarsi ai problemi che gli si presentano cercando di capire che cosa si può fare in merito, senza operare scale soggettive di priorità. Personalmente credo che dei numeri in aumento delle diagnosi, invece di stupirsi, si debba dare una lettura legata al fatto che la legge del 2010 ha posto in luce un fenomeno, riconoscendo per la prima volta valore giuridico alla patologia e affermando che i portatori di diagnosi DSA hanno tutta una serie di diritti e doveri, inscrivibili nell’universalmente riconosciuto diritto alla pari opportunità di accesso al diritto allo studio. E, visto che questi principi sono già ampiamente riconosciuti dalla Costituzione, non credo che possano esser messi in discussione da un Direttore responsabile di un servizio, al quale spetta , invece, di trovare le risorse umane e professionali per rispondere ai bisogni (tutti) che vengono dal territorio’.

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