Bologna. ‘Brisa selfies…va mo’ la’ Bulåggna!’, inaugura la mostra di Francesco Mastrorilli.

Bologna. ‘Brisa selfies…va mo’ la’ Bulåggna!’, inaugura la mostra di Francesco Mastrorilli.
Santo stefano Brisa selfies Bologna

BOLOGNA. Un paio di Converse sdrucite, di quelle che hanno camminato chilometri e fatto molta strada, hanno imperversato questa estate sui social di un bolognese un po’ speciale, facendo da protagonista a immagini notturne, velate dal caldo, a narrare una Bologna deserta di piazze, vicoli e portici. Insolite e curiose le cartoline firmate da Francesco Mastrorilli da Instagram e Facebook hanno fatto il salto sulle pareti di Well Done Burger, in via Caprarie 3, nel cuore della città, quella stessa che il fotografo ha voluto catturare nelle sue immagini grazie alla fotocamera del suo iPhone5.

Francesco Mastrorilli, classe 78′, indossa qui una nuova veste, passando da essere interprete per videoclip, cinema, televisione e teatro a porsi dietro l’obiettivo e catturare gli scorci più affascinanti del capoluogo emiliano. Un volto noto per i molti video del cantautore Cesare Cremonini, tra cui il celeberrimo ’50 Special’ e per film che hanno altrettanto celebrato Bologna come “Paz”, dedicato alla vita del fumettista Andrea Pazienza, ‘Il Cuore Grande delle Ragazze’ di Pupi Avati e ‘La Linea Gialla’ dedicato alla strage del 2 agosto 1980 alla Stazione Centrale. Quelle di Francesco Mastrorilli non sono immagini da incorniciare, ma da lasciare libere, come ha fatto l’autore lasciando sempre volutamente inquadrati solo i piedi e facendo quindi immaginare idealmente l’uomo, il corpo e le mani che stavano indirettamente introducendo gli spettatori dentro quell’inquadratura.

Francesco Mastrorilli Brisa selfies

Da Piazza Maggiore, a via Indipendenza, passando per via Ugo Bassi, via Rizzoli, per finire sui colli bolognesi. Questi sono solo alcuni dei luoghi immortalati da Francesco Mastrorilli e in mostra da Well Done Burger, l’hamburgeria gourmet al centro della città. Luoghi che passano inosservati nel vorticoso trascorrere della vita quotidiana e che nascondono spesso anche aneddoti e leggende metropolitane, come quelle legate all’università che vietano a chi sta studiando all’Alma Mater di salire sulla Torre Asinelli o attraversare il ‘crescentone’ di piazza Maggiore pena il non riuscire a laurearsi.

L’idea, anche se sviluppata a Bologna durante lo scorso agosto, è nata nel 2000 durante un viaggio in America, quando Francesco si è trovato a camminare su una di quelle lunghissime strade che si vedono nei film, e ha deciso di fare la prima foto. L’estate scorsa, nel pieno della notte bolognese, ha rivissuto quella sensazione desertica mentre si trovava in via Rizzoli vuota per i lavori di ricostruzione, e ha deciso di cominciare a scattare. Durante tutti questi mesi queste foto hanno viaggiato attraverso Instagram e Facebook, grazie ai quali il fotografo ha potuto trasmettere l’amore per la sua città ai suoi follower, e loro hanno risposto con like e commenti ma soprattuto interpretandone l’ottica condivisiva. Molti di loro hanno infatti immortalato la propria città e lo hanno taggato negli scatti in modo da allargare sempre più questo circolo virtuoso di bellezza.

 

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