Non solo sport. Sì, l’Europa s’ha da fare! E presto. Intanto alla Juve è toccato il Bayer, alla Roma il Real.

Non solo sport. Sì, l’Europa s’ha da fare! E presto. Intanto alla Juve è toccato il Bayer, alla Roma il Real.
Papa Francesco e bimbi

LA CRONACA DAL DIVANO. Si avvicina il Santo Natale. Nel mentre  il Mondo continua a girare, vorticosamente. I grandi d’oggi stanno già accomodandosi per trasformarsi nei grandi del passato. Nuove realtà emergono dalla Pangea umana. Cina, India, Brasile. Mentre, i vecchi padroni, come gli Stati Uniti, cominciano ad avere il fiato sui denti e, altri padroni ancora, come gli Europei, stanno dando l’addio alla loro centenaria supremazia sui popoli della Terra.
Gli Europei, tra l’altro, se la stanno cercando. Sì, perchè fan di tutto per (auto)affossarsi. Il più velocemente possibile. La copertina di Times dedicata ad Angela Merkel -  non si offendi la Signora – sembra più che altro  un grazioso contentino dato a qualcuna che l’Europa allontana ogni ora di più . Il che, probabilmente, agli Americani può fare anche  gioco. Fin dove non si sa, dato che i figli che aborriscono  la propria madre, di solito, non hanno un grande futuro.
E comunque, gli Americani, resterebbero accerchiati in un consesso d’emergenti da far paura. Paura, nel senso che non si sa proprio cosa potrà venire fuori dal cilindro della Pangea del Mondo. Ad esempio,sopravviveranno organizzazioni super partes come l’Onu, pur con tutti suoi limiti cronici?
E quale diventerà la moneta dominante: il dollaro o lo yuan? E dell’euro, il nostro euro, resterà traccia? E chi diventerà propietarrio delle innumerevoli eccellenze europee  ( se non addirittura americane) quando l’ Us Air Force e la Us Navy non saranno più egemoni sui cieli e sui mari del Mondo?

Di domande, come queste, ce ne sarebbero tante. Il problema è che, al momento,  abbiamo poche e scarne  risposte. O per meglio dire, una o due al massimo ci sarebbero, alla buona si sa, e tuttavia illuminanti. Perchè, qui, soprattutto in Europa, se non ci si affretta a ‘ far Continente’ si rischia davvero di diventare ( nel giro d’un ventennio) dei ‘signor Nessuno’. Fors’ anche ‘ facendo Continente’  non s’otterrà più di tanto. Perchè il tempo perso è oramai volato via. Però.
Però, saremmo in molti di più a far mercato, finanza, ricerca, eccellenza. Insomma, a difenderci da un assalto planetario che, soltanto i miopi e gli insulsi, non riescono a vedere. Magari muovendoci  come sta cercando di fare la Chiesa di papa Francesco, che invece ha occhi e orecchie aggiornati su ogni angolo del Pianeta. Qualcuno sostiene che la Chiesa è in declino, confondendola con l’Occidente. Relegandola, inoltre, ed  una volta di più,  ad  una realtà puramente umana.
E quindi non capace di morire e di risorgere, come  tante altre volte nel passato. Eppure i signacoli ci sono. Nel viaggio apostolico di papa Francesco  in Corea, ad esempio,  è emerso che, in quel lontano paese, avvengono oltre 400 mila nuovi battesimo l’anno; nelle Filippine, invece, erano in sette milioni ad aspettarlo per celebrare Messa su un’unica spianta ; mentre durante il più recente viaggio in Africa si è detto che i 200 milioni di cattolici attuali potranno salire fin a 500 milioni nel prossimo quarto di secolo.  Dinamiche, cifre, anche  complesse. Senz’altro. Com’è complesso e indecifrabile il ‘mistero’ della Chiesa di Roma. Forse in una fase di ‘riposizionamento‘. Planetario. Forse alla vigilia di una nuova evangelizzazione. Forse.  Di certo non in declino. Quella è di una categoria che, non s’offenda la Scienza, sfugge tanto alle lenti dei microscopi quanto a quelle dei telescopi.

TRA SERIE A, EUROPEO E COPPE. Un concentrato di eventi così è raro. In questo week end infatti  tre grossi sono stati gli eventi:  Serie A( XVI Giornata), sorteggio di gironi per la  fase finale dell’Europeo e  sorteggio Champions. Della Serie A parliamo oltre; del sorteggio per l’Europeo, diciamo che ci sono toccate: Belgio, Irlanda e Svezia. Un bel girone, certo, ma con qualche partita ( per noi) difficile. Quella , per citarne una, con il Belgio, leader del ranking mondiale Fifa; poi le altre con  Irlanda e Svezia, sì, quella dell’Ibra, che del sorteggio si è detto molto contento. I favoriti, per lui,  siamo noi, ma a passare dice che sarà lui. Vedremo.
In Champions, invece, sulla carta sorteggi  proibitivi si sono avuti per Juve e Roma. Se qualcuno vuole estrometterci dal ranking Uefa ( dove in pericolo è il terzo posto della Premier) l’ha architettata proprio bene. Nei dettagli. A dire il vero, quel qualcuno ci aveva già provato anche  con i gironi, confezionando tre agguati di tutto rispetto per la Nostra Signora la quale, anche se da pollo nell’ultima comparsata a Siviglia, ce l’ha fatta ad evitare ( quasi tutti) i trabocchetti.
Ora, infatti, la Nostra Signora dovrà vedersela nientepocodimeno che con il Bayern Monaco, mentre alla Roma è andato il Real. Due killer perfetti, non c’è che dire, per eliminare le due italiane. Anche perchè se non ci riescono loro, le italiane, punteranno poi dritte dritte alla finale di Milano, per aggiudicarsela, questa volta.
Sorteggio invece non agevole ma accettabile per la Uefa: il Napoli andrà a far vista al Villareal, la Lazio al Gala mentre la Viola ospiterà il Tottenham. Quest’ultimo varrà quale scontro diretto per (ri)aggiudicarci o meno, dal 2017, la terza piazza Uefa ( con la quarta squadra Champions)  persa qualche anno fa.

Il Campionato. Del Campionato nostro, invece, non possiamo che ripetere la frase dell’ormai  nostro Boban ” Questo torneo è fatto appasta per farci fare, a noi commentatori, ad ogni turno,  la figura dei fessi”. Infatti, pur con qualche eccezione, mettiamo in mostra ad ogni tornata belle e appassionanti partite, con una classifica che sale e scende come ai bei tempi. Paragonare quindi un campionato così ad altri praticamente già assegnati fin da Natale non ci sta. Chi la pensa diversamente, come i nostri numerosissimi e incallitissimi esterofili, si accomodi pure sul divano. Tranquilli. A rimirar l’Altrove, mentre noi ci godiamo i nostri.
Due note di cronaca. LInter del Mancio ha cominciato anche a segnare. Brutto segno per gli altri. Napoli e Roma si elidono a vicenda, lasciando salire la Nostra Signora la quale, eliminata la Viola ( 3-1), è ormai a soli sei punti dalla vetta. Il rumore dei nemici si fa sempre più assordante.
E adesso infatti come la mettiamo? L’Inter del Mancio molla? E il Napoli di Sarri con la Roma del Garcia, pure? Inoltre, nulla ha più da dire la Viola? E quel rincoglionito del Diavolo possibile che non riesca a far punti manco con le Cenerentole?

IL CAMPIONATO DI GIANLUCA. Vialli, nato, cresciuto e pasciuto, qui, da noi, nel promo Sky sulla Premier dice ” Io, che la conosco, vi dico che è il campionato più sorprendente e appassionante del Mondo. Guardiamolo, dunque, tutti assieme, felici e contenti !”. Forse Vialli, il nostro caro Gianluca di italica memoria, come tanti altri esterofili che si sono abituati a manducar qui e a spender Altrove, quando usa i due aggettivi ‘ sorprendente e appassionante’ confonde qualcosa.
Perchè se ci vuol convincere ( per ragioni commerciali) che colà, diversamente da Spagna, Germania e Francia, il campionato resta ancora da attribuire, ci può stare. Quest’anno, infatti, anche se al vertice c’è il Leicester-Chievo, la Premier è tutta da decifrare. Perfino il ritardatario Mou infatti potrebbe tornare in gioco. E tuttavia dire che è più appassionante del nostro ce ne corre. Intanto perchè qui, da noi, al vertice non c’è il Leicester-Chievo, ma l’Inter ( 3  Champions, 18 scudetti) inseguita da una muta di illustri pretendenti quali il Napoli, la Viola, la Juve, la Roma e perfino quel rincoglionito del Diavolo, al momento, impelagato nella retroguardia.

Pretendere, poi, che sia il più appassionante, significa pensare il nostro caro Gianluca si sia un po’ perso come il Diavolo. E’incredibile, ma che vedono i suoi oculi quando assistono ai derby di Milano o di Genova o di Roma o di Torino? O agli ‘scontri’ tra Juve e Inter o Juve e Viola o Juve e Roma etc ? Che vedono? Se non un carico di passione, nonostante le nefandezze incorse, nonostante i ritardi, nonostante gli stadi ( la più parte) obsoleti, nonostante tutto rimasto  intatto nella sua passionalità straordinaria. Mai banale. Ogni volta incerta. E spettacolare. Talvolta tanto quanto il Palio di Siena. Che è tutto dire, non vi pare?

LE QUALIFICATE AI SEDICESIMI CHAMPIONS. Gruppo A, Real e Psg; Gruppo B, Wolsburg e Psv; Gruppo C, Atletico e Benfica; Gruppo D, City e Juventus; Gruppo E, Barca e Roma; Gruppo F, Bayern e Arsenal; Gruppo G, Chelsea e Dinamo; Gruppo H, Zenit e Gent. In sintesi: tre spagnole, tre inglesi, due tedesche, due italiane, una francese, una portoghese, una olandese, una ucraina, una russa e una belga.

CIAO CIAO ITALIA? Dicevamo, appunto, del ( recente) bel titolone della (nostra)  ’rosea’, bruciato però, qualche giorno dopo (  e non abbiamo capito il perchè) dalla terza parte dell’inchiesta sul calcio europeo. Qui, infatti, la conclusione è drastica e dolorosissima. ” Che ne sarà mai del nostro calcio? Torneremo mai (più) al top d’Europa? La risposta – rimarca Marco Iaria - è no. Anzi, il divario che ci separa dai concorrenti internazionali è destinato ad aumentare”.
Se così fosse, addio Rinascimento, del calcio nostrano; addio anche a tanta gente che in quegli stadi obsoleti manderà solo qualche sparuta rappresentanza. La pelota, da noi, ha fatto breccia, da tempo immemorabile, per un insieme di motivi storici e non solo,  certamente non per tenere bordone ai barbari d’Oltralpe. Noi giochiamo per vincere,per lottare tra di noi e contro l’Altrove, da che mondo e mondo, e non certo per andare a fare le belle statuine. Volteggiare in Europa a collezionare figuracce come  le squadre di basket del presidente Petrucci vuol dire affossamento. Di tutto il sistema sportivo nazionale, anche di quel che si credeva innaffossabile. Come il bel gioco della pelota. Col beneficio d’inventario, sia claro.
Fatta la cornice, entriamo ora nel quadro. Cupo, e per noi senza speranza. Quello disegnato dalla ‘rosea‘. Donde, nell’Altrove,  crescerà infatti tutto di tutto. A ritmi infernali.  Il Barca ad esempio raddoppierà anche i seggiolini del Camp Nou ; e così il Real, quelli del Bernabeu; per non parlare delle squadre franco-inglesi affidate ad oligarchi russi del petrolio o agli spendaccioni qatarioti, per nostra fortuna ( finalmente)  entrati nel mirino degli Americani per i loro rapporti ‘ tutti da verificare’  con il radicalismo islamico e l’Isis. I ‘tagliagole‘.

Da noi, invece, tutto si dimezzerà. Anche in casa della  Nostra Signora che, in fatto di gestione e crescita societaria, nel Vecchio Continente, dovrebbe risultare lucente quanto  una stella polare. E tuttavia, in prospettiva, poco oltre i 400 milioni di bilancio. L’Internazionale di Milano,  invece,  punterà al tetto dei  300 milioni, Champions permettendo. Da noi, sostiene infatti  la ’rosea‘, a non funzionare, è l’intero sistema.
Come volevasi dimostrare, ovviamente. Con tanti vecchi draghi abbarbicati ai loro scranni, burocrazia, insensibilità, stupideria, insomma, che continueranno a farla da padrona, finchè la bella favola della pelota italica non sarà ( definitivamente) volata via. Bella prospettiva, vero?
Non c’è che dire. Con un grosso rammarico, tra altri. Il Milan che ( con Barbara ) aveva  lottato per trovar posto ad un impianto di prim’ordine, s’è improvvisamente defilato. Lotte in famiglia? Non si sa. Certo è che quel picciol barlume di luce sui nuovi impianti ( almeno milanesi) s’è ora spento.
La speranza però passava tutta di lì.  Oggi, il Diavolo, che in trent’anni ha partorito Immortali e Invincibili, s’è ridotto ad ogni ora di più come  una sorta di novella madama Butterfly a scrutare l’orizzonte per veder ( povero  lui) se c’è ancora qualche ( fantomatico ) salvatore  in arrivo da Oriente; ovviamente, col suo carico d’oro.

IL NOSTRO POVERO CALCIO. In allegato,  una micro ricerca (  indicativa) per sottolineare quanto valga ( nonostante tutto) il calcio italiano: 1 ( Coppa dei Campioni/Championsinizio 1955). Qui,  le italiane, hanno disputato ( salvo contrordini) 27 finali ( 12 vinte); le altre:  Spagna 23 ( 15 vinte); Inghilterra 18 ( 11 vinte); Germania 17 (7 vinte); 2 ( Uefa, inizio 1971). Italia 15 finali (9 vinte); Germania, 14 finali( 6 vinte); Spagna, 12 finali ( 7 vinte); Inghilterra, 12 finali (7 vinte).

Se ci riferiamo alle  scansioni temporali, invece, il Real s’è aggiudicato 6 Coppe dei Campioni nel decennio 1955/56- 1965/66; in seguito ha (ri)vinto la Champions   nel 1997/98 ( settima Coppa) e la decima nel 2014/15.  Nell’ultimo trentennio, il Milan ha fatto meglio del Real perchè dal 1988/89 al 2006/07 di Champions ne ha vinte cinque ( con 3 secondi posti). La Juventus, da par suo, ha vinto due Coppe ( con sei secondi posti).
In questi giorni si torna a parlare di Ballon d’or. In gara ci sono i soliti noti: Cr7 e Messi, con l’aggiunta del paggio Neymar. Il premio, a dir la verità, così facendo, più che a prestigioso, è diventato una sorta di   rappresentazione comica. Ricalcando certe gags di Stanlio o Ollio: ” Passo tu? No, prima passo io, poi passi tu!”.
Praticamente, ottundendo occhi e mente, davanti a tanti  altri atleti  eccezionali ai quali  il Ballon d’or resta inibito. Il perchè non lo sanno, probabilmente, manco quelli dell’Equipe. Ad esempio, o ispirati, ci vuole tanto   a riconoscere a Buffon quanto ( molti anni fa) è stato riconosciuto ad Yaschin, il ragno nero?

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