Cesena. ‘Vero reale fuori dal ogni schema’, inaugurata la mostra di Ramona Ranalli al Tunnel della Piastra Servizi.

Cesena. ‘Vero reale fuori dal ogni schema’, inaugurata la mostra di Ramona Ranalli al Tunnel della Piastra Servizi.
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CESENA. ‘Vero reale fuori da ogni schema’. Questo il titolo della mostra d’arte di Ramona Ranalli che ha aperto i battenti oggi nel Tunnel della Piastra Servizi dell’ospedale Bufalini di Cesena. L’esposizione, che sarà visitabile fino al prossimo 30 gennaio, comprende una decina di creazioni di pittura e scultura materica contemporanea che la giovane artista realizza utilizzando resina, gessi e altri prodotti acrilici per creare, nello sguardo dell’osservatore,  elementi di realtà,  desideri, emozioni che spesso con il linguaggio delle parole non si riescono a spiegare.

‘Credo che all’interno di un luogo di cura – racconta Ramona Ranalli che di professione fa l’infermiera nel reparto di Pediatria dell’ospedale Bufalini -  l’incrocio fra attività espressiva e la sofferenza possa rivelare un senso che è così facile perdere nei momenti difficili della vita. Spero che le mie opere possano suscitare l’attenzione e una sorta di sollievo in un’area di scambio dove l’arte per compiersi non richiede sforzo; è una esperienza diretta rivolta alle persone che vorranno ascoltare’.

Obiettivo della mostra  – visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 7 alle 21, la domenica dalle ore 7 alle 13 – è quello di umanizzare e rendere più confortevoli gli ambienti ospedalieri, spesso vissuti solo come luoghi di cura e di dolore, utilizzando l’arte e la sua funzione terapeutica per migliorare la percezione della qualità di vita degli utenti all’interno delle strutture sanitarie.

Anconetana di nascita e romagnola d’adozione, Ramona Ranalli è una giovane autodidatta poco più che trentenne. Alle elementari riempiva quaderni di disegni, per lo più scarabocchi, creava giochi di cartone. Credeva fosse necessario intraprendere altri studi, ma continuava a non riuscire a decifrare quel vulcano di sentimenti che le riempiva le giornate…‘provava un desiderio troppo fisico per le cose che le piacevano, le voleva avere. E per questo che sentiva sempre quel doloroso insaziabile desiderio, quella nostalgia per un qualcosa che le appariva irraggiungibile, nostalgia che chiamava allora ‘impulso creativo’. Credo che fossero queste forte emozioni a farle pensare di essere nata per fare l’artista’ (Etty Hillesum).

Scolpisce in resina, scagliola, per avere una pittura materica che permetta di toccare con mano ciò che è racchiuso dentro lo scrigno del suo animo.

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