Ravenna. Il sindaco Matteucci ringrazia i servizi tecnici nautici che hanno ricevuto il riconoscimento dal ministero.

Ravenna. Il sindaco Matteucci ringrazia i servizi tecnici nautici che hanno ricevuto il riconoscimento dal ministero.
Sindaco Matteucci porto riconoscimento ministro del Rio

RAVENNA. Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha partecipato ieri mattina all’iniziativa congiunta  dell’Associazione nazionale Gruppi Ormeggiatori e Barcaioli Porti Italiani.(ANGOPI) e della Federazione italiana dei Piloti dei porti ( FEDEPILOTI)  che si è svolta a Pomezia  sul tema: ‘Il fattore umano: elemento di rischio o di opportunità per la sicurezza portuale?’. 

Nel corso dell’iniziativa,  è stato conferito un riconoscimento  ai piloti e agli ormeggiatori protagonisti delle operazioni di soccorso in occasione della tragica collisione fra due navi  avvenuta il 28 dicembre scorso al largo di Marina di Ravenna. 
Ecco l’intervento del Sindaco. 
Oggi ricordiamo una tragedia  che ha colpito profondamente la comunità ravennate, ma nello stesso tempo diamo  un giusto riconoscimento a quanti in quella  giornata si sono spesi con generosità e competenza per salvare delle vite umane.  
Il 28 dicembre di un anno fa al largo della costa ravennate si è verificato un evento terribile: la collisione fra due navi, il Gokbel e la Lady Aziza costata la vita a sei persone. 
Non possiamo dimenticare  quella  maledetta domenica: le condizioni meteorologiche  rese ancora più proibitive da  una tempesta di neve in atto, la nebbia, il mare forza 5/6 e il vento fortissimo, oltre i 50 nodi.  I momenti concitati dei soccorsi, intralciati dalle condizioni del mare difficili al punto di mettere a rischio la vita degli stessi soccorritori. 
Quella mattina la comunità ravennate ha rivissuto terribili emozioni. Le stesse provate il 13 marzo di 28 anni fa, quando morirono 13 operai al porto di Ravenna. 
O il 25 novembre di 25 anni fa, anche quella volta era una domenica e le condizioni del mare erano pessime, quando l’elicottero dell’Agip diretto verso una piattaforma al largo di Marina di Ravenna con 13 persone a bordo  precipitò  in mare. 
Purtroppo anche la data del 28 dicembre è destinata a rimanere dolorosamente impressa  nella storia della nostra comunità.  
Quest’anno Ravenna si appresta a ricordare un altro tristissimo anniversario, rendendo omaggio alle vittime e stringendosi ai familiari e ai sopravvissuti di quel terribile incidente. 
Ma di quel giorno oggi in particolare  vogliamo ricordare anche un’altra cosa: la straordinaria dedizione, anche a rischio della propria vita, di quanti sono intervenuti nelle operazioni di emergenza e nelle varie fasi di soccorso. E poi il loro impegno nelle settimane  successive, nella disperata ricerca dei dispersi e , ancora fino all’estate scorsa, quando il recupero del relitto della Gokbel è stato finalmente completato. 
Oggi rinnoviamo la nostra gratitudine alla Guardia Costiera, alla Capitaneria, all’Autorità portuale, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato,  alla Polizia Municipale, al  personale dell’Agenzia regionale di Protezione civile e delle unità locali di protezione civile, agli operatori dei servizi di emergenza sanitaria,  del  118,  del  Pronto Soccorso e della Medicina dell’ospedale Santa Maria delle Croci, la Croce Rossa ed altri ancora che sono intervenuti con professionalità e coraggio. 
A tutti questi servitori dello Stato ed operatori degli enti pubblici dobbiamo aggiungere  i gruppi privati: la Corporazione piloti del porto, la  Sers  (Società concessionaria servizio di rimorchio), il Gruppo ormeggiatori del porto, l’Eni che è intervenuta con i suoi uomini e i suoi mezzi, la Società Bambini di Marina di Ravenna. E poi la gara di solidarietà nei confronti delle vittime e delle loro famiglie: le spese per il rimpatrio ad esempio sono state sostenute dall’agenzia marittima Ermare. 
Per tutte queste persone  non possiamo non provare ammirazione e  profonda gratitudine. 
Per svolgere attività difficili e delicate, servono efficienza, professionalità, competenza ma anche altruismo e generosità. E quel giorno tutte le quelle persone che non hanno esitato un attimo per cercare di salvare delle vite, hanno dimostrato di avere un cuore davvero grande. 
L’altro aspetto che mi pare giusto  sottolineare è che tragedie come questa accendono una luce potente sul tema della sicurezza del nostro scalo. Il porto è il luogo della nostra città dove si concentrare la nostra massima attenzione, non solo per renderlo più competitivo, ma anche più sicuro. Continueremo a mantenere alta la guardia e ad impegnarci per non abbassare mai il livello dei servizi del nostro porto.

Ma quella giornata ci ricorda che una delle cose che in Italia funziona sono i servizi tecnici nautici. Scardinare il sistema sarebbe  un errore. Le bozze di riforma che ho visto circolare sono sbagliate, sono viziate da ideologismi. I servizi tecnici nautici stanno all’attività portuale come il sistema di emergenza sta alle politiche per la salute, la protezione civile sta alle calamità naturali, le forze dell’ordine ai temi della sicurezza. Solo un pregiudizio ideologico può pensare di ricondurre questi servizi ad una logica unicamente di mercato. E poi, scava, scava scopri che qui pregiudizi ideologici coprono appetiti importanti e interessi potenti. La logica di quelle bozze di riforma sono sbagliare nel loro punto di vista. È quel punto di vista che va cambiato. Per migliorare’.

 

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