Non solo sport. Sosta natalizia per il Campionato. Mancio, il ‘rumore dei nemici’ si fa sempre più forte.

Non solo sport. Sosta natalizia per il Campionato. Mancio, il ‘rumore dei nemici’ si fa sempre più forte.
Melo e Mancini images

LA CRONACA DAL DIVANO. Campionato allo stop natalizio. Perde ( con qualche nervosismo interno) l’Inter del Mancio ( 1-2 dalla Lazio);  vincono  Juve, Napoli, Roma e Viola. Risale invece il Diavolo, con qualche patema di troppo, ma risale: ora è lì, infatti, ad un passo dalla zona Europa. Non male. Ma che dire di questo campionato ” fatto apposta – dice Boban- per far passare da pirla i suoi tanti commentatori?”.

Fatto è che quando lo si da per morto e sepolto, ecco che ti propone  la sorpresina. Manco una settimana fa, si dava l’Inter del Mancio quale candidata autorevole allo scudetto. Sei i punti di vantaggio dalla Juve del Max, il quale aveva promesso l’abbordaggio dei primi  in classifica sotto Natale e così è stato. Oramai, infatti, dell’enorme vantaggio accumulato nei confronti della Signora  nella primissima parte del campionato, all’Inter del Mancio non restano che (tre)  briciole.
Facilmente digeribili, non appena si sarà svoltato l’anno,  per intraprendere la ( decisiva) volata di primavera. Ma che si prospetta, in questo torneo tanto imprevedibile, tanto appassionante, alla maniera antica, per l’anno nuovo? L’Inter del Mancio è attrezzata o no per respingere l’assalto della Signora?
E non è che la Signora, una volta raggiunta la vetta, tenti di nuovo una delle sue fughe solitarie, per aggiudicarsi con l’anticipo il penta scudetto? Il Napoli di don Gonzalo sarà in grado di sbarrarle la strada ? E la Roma del Garcia, coi venti di Primavera,  tornerà gagliarda  ?
E il Diavolo del Sinisa s’è messo in testa o no che può tornare a (ri)vincere ( qualcosa) solo se fa il Diavolo? Nel frattempo si può solo dire chi mangerà il panettone: Allegri ( ovviamente), il Mancio ( scontato), Sarri ( non scontato), Sousa ( non scontato), Garcia ( miracolato in extremis), Sinisa ( miracolato) e Pioli ( graziato).

CLASSIFICA: Inter, punti 36; Fiorentina, 35; Napoli, 35; Juve, 33; Roma, 32; Milan 28.
XVIII GIORNATA ( 6 gennaio) Chievo-Roma ( ore 15), Empoli-Inter, Genoa-Samp, Juve-Verona, Lazio-Carpi, Milan-Bologna, Napoli-Torino, Palermo-Fiorentina, Sassuolo-Frosinone, Udinese-Atalanta.
MARCATORI. 16 reti, Higuain ( Napoli) ; 10 reti, Eder ( Samp), 9 reti Kailinc ( Fiorentina).

MARCHIONNE E L’ALFA. Sergio Marchionne, 63 anni, presidente Ferrari, checchè ne dicano i suoi detrattori, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Quel che ha fatto con i marchi Fiat lo sappiamo quel che sta per fare con la ‘rossa‘ lo scopriamo invece giorno dopo giorno. Le sue ultime esternazioni non lasciano dubbi ” Nei prossimi tre mesi dobbiamo soffrire, ma quando arriveremo in Australia lo faremo solo per battere le Mercedes”.

Lo stile, sì, è quello dei ductator antichi. Poca acqua nel vino, obiettivi chiari e mirati, collaboratori  ( vicini e lontani ) pronti sul piede di guerra. Del resto, per le imprese memorabili  non si parte balbettando, visto che la truppa ha necessità di una guida salda e consapevole.
Cesare, i suoi legionari, dopo aver soggiogato le Gallie ed essere sbarcato in Britannia, se un anonimo manipolo di  vili non lo avesse pugnalato alle spalle, li avrebbe portati anche oltre le rive dell’ Indo, come già aveva fatto il grande Alexandros, il suo mito. Certo sarebbe entusiasmante rivedere le ‘rosse‘ avanti alle ‘frecce’, anche per riscattarsi dal quel regolamento scellerato  stilato ad hoc per ‘ fotterla’. E’ da allora infatti che l’ingrato Niki se la ride, ogni volta, impunemente.
Rivederlo tornare cianotico, sarebbe un’altra di quelle soddisfazioni da marcare sui libri. Anche perchè vorrebbe dire che la ‘rossa‘ è tornata, dove le compete, è  ovvio,  e per mano di un gioioso e straordinario driver che più che tedesco  sembra l’ archetipo del  cittadino  della (  nuova )  Europa.
Marchionne, oltre ad aver punzecchiato Alonso che comunque ‘rosso‘ era e resterà per sempre, ha annunciato anche il ritorno dell’Alfa Romeo alle corse. Sarebbe meraviglioso. L’epopea dell’Alfa è memorabile. Sfogliando i libri, nel 1935, al Gp Europa,  fu una ‘rossa’ P3  Alfa Romeo guidata dal Nivola a far andare in palla Hitler e la sua banda sorpassando alle ultime curve dell’ultimo giro una tracotante ‘freccia d’argento’ che già assaporava l’ebbrezza del trionfo.
Quella volta,  non trovando ‘Fratelli d’Italia’ per la premiazione, che mai e poi mai gli ariani avrebbero immaginato di fare con quell’ordine d’arrivo, gli organizzatori del Nurburgring s’arrangiarono con ‘ O sole mio‘. Per Nivola andò bene lo stesso. Ma ci pensi quante belle storie verrebbero a galla, vecchia e cara Alfa?

 GLI ALTRI SPORT. Monsieur Platini e mister Blatter sono stati condannati a 8 anni dal Comitato etico della Fifa. I due boss vengono così estromessi da ogni incarico calcistico presente e futuro. Ne riparleremo. Valanga azzurra nello snowboard, con il cuoco Mick, 27 anni,  primo di quattro italiani nello slalom parallelo. Primo anche Pellegrino, 25 anni, re delle volate nello sci di fondo. Sempre nello slalom parallelo ma al femminile, Ochner seconda dietro la svizzera Kummer.

Il Barca si aggiudica ( 3-0 sul River) il suo terzo Mondiale. Il Leicester di Ranieri continua a dominare la Premier. A Ronaldinho manca il Milan. Mou Mou è ufficialmente disoccupato. Lo cercano però perfino al Real. Parte la Dakar. Il sudafricano Meintjes, 23 anni, approda alla Lampre. Lo svedese Svindal resta imbattibile in Coppa, mentre Mayer dopo un volo pazzesco in libera  viene salvato dall’ airbag, un dispositivo introdotto proprio quest’anno.  Detti, 21 anni, alter ego di Greg, domina nei 1500 m gli assoluti invernali in vasca lunga. Spettacolo infine del Settebello in amichevole contro l’Australia, a Sidney.

MA CHI E’ IL PIU’ BELLO DEL REAME ? Gianluca Vialli, insiste. Per lui la Premier è il campionato più “entusiasmante e imprevedibile“. Lo ripete dal pulpito d’un promo Sky, che grande televisione è anche se di marca anglofila. La quale, quanto il cavallo di Troia, sembra voler smantellare le antiche mura  del calcio nostrano. Il quale, seppur riconoscente ai maestri d’Albione, ha poi accumulato ( nel tempo)  tante gloria da oscurarli. Basti vedere le Nazionali.
Il problema però è che i maestri continuano a vendersi meglio degli allievi. Il loro campionato, rispetto alla Serie A, incassa almeno il doppio dei diritti televisivi.  E non soltanto. E il tutto perchè sa valorizzare quanto fa. Anche se, per farlo, ha quasi ceduto l’intero sistema a ricconi americani ( United), spendaccioni qatariori ( City), oligarchi russi ( Chelsea). Del vecchio ‘patrimonio’  anglosassone c’è, ormai, da quelle parti, soltanto il ricordo. Eppure, gli affari non vanno male.
Oggi, infatti, nel gran Barnum del calcio mondiale, se c’è qualcuno che può spendere ( oltre al qatariota Psg e ai due Panda spagnoli) sono proprio loro. A dire il vero, se si dovesse giudicare dalle spese pazze di Chelsea, United e Liverpool, sembrerebbe che i maestri più che spendere scialacquano. I risultati, infatti, da loro latitano, e  da alcuni anni; e se la partita non si raddrizza, entro quest’anno, noi, derelitti del Sud, potremmo scavalcarli nel ranking Uefa. Con contraccolpo (psicologico ) notevole.

Al punto che anche il nostro Gianluca non potrebbe evitare l’imbarazzo di domande impertinenti: ma come, il campionato più ‘entusiasmante e imprevedibile‘ è stato superato da quell’altro, quello del Sud,  sgangherato e obsoleto? Ma com’è stato possibile? Al mondo, la gente, e i sacri templi, di calcio, non capiscono più una mazzola ? O non è che, il modello Premier, vada un poco rivisto e più esattamente sbandierato ? Gradiremmo conoscere  chi è il più bello del reame.

LE QUALIFICATE AI SEDICESIMI CHAMPIONS. Gruppo A, Real e Psg; Gruppo B, Wolsburg e Psv; Gruppo C, Atletico e Benfica; Gruppo D, City e Juventus; Gruppo E, Barca e Roma; Gruppo F, Bayern e Arsenal; Gruppo G, Chelsea e Dinamo; Gruppo H, Zenit e Gent. In sintesi: tre spagnole, tre inglesi, due tedesche, due italiane, una francese, una portoghese, una olandese, una ucraina, una russa e una belga.

CIAO CIAO ITALIA? Aggiorniamoci. Dicevamo, qualche tempo fa, del bel titolone della (nostra)  ’rosea’, bruciato però, qualche giorno dopo (  e non abbiamo capito il perchè) dalla terza parte dell’inchiesta sul calcio europeo. Qui, infatti, la conclusione è drastica e dolorosissima. ” Che ne sarà mai del nostro calcio? Torneremo mai (più) al top d’Europa? ” La risposta – rimarca Marco Iaria - è no. ” Anzi, il divario che ci separa dai concorrenti internazionali – sottolinea- è destinato ad aumentare”.
Se così fosse, addio Rinascimento, del calcio nostrano; addio anche a tanta gente che in quegli stadi obsoleti manderà solo qualche sparuta rappresentanza. La pelota, da noi, ha fatto breccia, da tempo immemorabile, per un insieme di motivi storici e non solo,  certamente non per tenere bordone ai barbari d’Oltralpe. Noi giochiamo per vincere,per lottare tra di noi e contro l’Altrove, da che mondo e mondo, e non certo per andare a fare le belle statuine. Volteggiare in Europa a collezionare figuracce come  le squadre di basket del presidente Petrucci vuol dire affossamento. Di tutto il sistema sportivo nazionale, anche di quel che si credeva innaffossabile. Come il bel gioco della pelota. Col beneficio d’inventario, sia claro.
Fatta la cornice, entriamo nel quadro. Cupo, per noi senza speranza. Almeno ad attenerci a quello  disegnato dalla ‘rosea‘. Donde, nell’Altrove,  crescerà infatti tutto di tutto. A ritmi infernali.  Il Barca ad esempio raddoppierà anche i seggiolini del Camp Nou ; e così il Real, quelli del Bernabeu; per non parlare delle squadre franco-inglesi affidate agli oligarchi russi del petrolio o agli spendaccioni qatarioti, per nostra fortuna ( finalmente)  entrati nel mirino degli Americani per i loro rapporti ‘ tutti da verificare’  con il radicalismo islamico e l’Isis. I ‘tagliagole‘.

Loto voleranno. Da noi, invece, tutto si dimezzerà. Anche in casa della  Nostra Signora la quale, in fatto di gestione e crescita societaria, nel Vecchio Continente, dovrebbe risultare una stella polare. E tuttavia collocabile, in prospettiva, poco oltre i 400 milioni di bilancio. L‘Internazionale di Milano,  potenziale seconda,  punterà al tetto dei  300 milioni, Champions permettendo. Da noi, sostiene infatti  la ’rosea‘, a non funzionare, è l’intero sistema.
Come volevasi dimostrare, ovviamente. Con tanti vecchi draghi abbarbicati ai loro scranni, burocrazia, insensibilità, stupideria, insomma, che continueranno a farla da padrona, finchè la bella favola della pelota italica non sarà ( definitivamente) volata via. Bella prospettiva, vero?
Non c’è che dire. Con un grosso rammarico, tra altri. Il Milan che ( con Barbara ) aveva  lottato per trovar posto ad un impianto di prim’ordine, s’è improvvisamente defilato. Lotte in famiglia? Non si sa. Certo è che quel picciol barlume di luce sui nuovi impianti ( almeno milanesi) s’è ora spento.
La speranza però passava tutta di lì.  Oggi, il Diavolo, che in trent’anni ha partorito Immortali e Invincibili, s’è ridotto ad ogni ora di più come  una sorta di novella madama Butterfly a scrutare l’orizzonte per veder ( povero  lui) se c’è ancora qualche ( fantomatico ) salvatore  in arrivo da Oriente; ovviamente, col suo carico d’oro.

LE GLORIE DEL NOSTRO CALCIO. In allegato,  una micro ricerca (  indicativa) per sottolineare quanto valga ( nonostante tutto) il calcio italiano: 1 ( Coppa dei Campioni/Championsinizio 1955). Qui,  le italiane, hanno disputato ( salvo contrordini) 27 finali ( 12 vinte); le altre:  Spagna 23 ( 15 vinte); Inghilterra 18 ( 11 vinte); Germania 17 (7 vinte); 2 ( Uefa, inizio 1971). Italia 15 finali (9 vinte); Germania, 14 finali( 6 vinte); Spagna, 12 finali ( 7 vinte); Inghilterra, 12 finali (7 vinte).

Se ci riferiamo alle  scansioni temporali, invece, il Real s’è aggiudicato 6 Coppe dei Campioni nel decennio 1955/56- 1965/66; in seguito ha (ri)vinto la Champions   nel 1997/98 ( settima Coppa) e la decima nel 2014/15.  Nell’ultimo trentennio, il Milan ha fatto meglio del Real perchè dal 1988/89 al 2006/07 di Champions ne ha vinte cinque ( con 3 secondi posti). La Juventus, da par suo, ha vinto due Coppe ( con sei secondi posti).
In questi giorni si torna a parlare di Ballon d’or. In gara ci sono i soliti noti: Cr7 e Messi, con l’aggiunta del paggio Neymar. Il premio, a dir la verità, così facendo, più che a prestigioso, è diventato una sorta di   rappresentazione comica. Ricalcando certe gags di Stanlio o Ollio: ” Passo tu? No, prima passo io, poi passi tu!”.
Praticamente, ottundendo occhi e mente, davanti a tanti  altri atleti  eccezionali ai quali  il Ballon d’or resta inibito. Il perchè non lo sanno, probabilmente, manco quelli dell’Equipe. Ad esempio, o ispirati, ci vuole tanto   a riconoscere a Buffon quanto ( molti anni fa) è stato riconosciuto ad Yaschin, il ragno nero?

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