Non solo sport. Il Campionato più bello. La ‘perfidia’ d’Ispagna. Mentre è in arrivo il Nuovo Anno !

Non solo sport. Il Campionato più bello. La ‘perfidia’ d’Ispagna. Mentre è in arrivo il Nuovo Anno !
Nuovo Anno 2016 download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. In questi giorni di festa, nell’attesa del nuovo anno, sono tante le cose che passano per la testa. Cose passate, presenti e future. Tra quelle passate, ad esempio, c’è il ricordo dei grandi campioni che hanno segnato la storia dello sport e dei loro paesi. In queste ore, Sky, sta sondaggiando i suoi utenti invitandoli a segnalare storie e personaggi memorabili.
Chi risponde, ovviamente, come in tutti i sondaggi, attinge alla memoria sua. Probabilmente, i clienti Sky non andando oltre ad una certa età, rammentano certe cose e ne ignorano altre. Magari davvero memorabili, non solo per i singoli ma per intere nazioni. Quando, ad esempio, si parla di Nivola o di Bartali-Coppi-Magni non si può dimenticare il ‘segno’ che costoro hanno lasciato su intere generazioni del loro Paese.
Valentino, senz’altro,  è un esempio  meraviglioso e che ci rappresenta tutti davanti alla perfidia ispanica, andando anche lui oltre il puro evento agonistico. La sua dimensione è straordinaria, certo non rimpicciolita dai lillipuziani che hanno cercato d’imbrogliarlo e che cercano tuttora d’avallare una tesi che loro stessi faticano a  dire di non avere visto. E che tuttavia non ci pare al punto da essere confrontata con quanto certi nostri personaggi trascorsi hanno fatto per il  nostro Paese prima e dopo la Seconda grande guerra.
Bartali ( contribuì realmente ad evitare)  uno scontro sociale. Coppi ci ridiede l’orgoglio di rinascere sulle macerie della disfatta. Il loro apporto fu di una dimensione tale che sembra quasi impossibile che molti, anche tra i media più aggiornati, se lo siano dimenticato. Anche perchè non è sempre vero che il passato prossimo sia  migliore del passato remoto. Chi ragiona di storia queste cose le sa. Aiuti dunque anche gli altri, i più giovani o i più smemorati,  a conoscere.

MA QUAL E’ IL  CAMPIONATO PIU’ENTUSIASMANTE ? E se non possiamo più dire che abbiamo il campionato più bello dl Mondo,  visto che i fenomeni del  presente possono essere mantenuti ( tranne due o tre eccezioni)  soltanto da spendaccioni qatariori ed oligarchi dell’Est, diciamo almeno di avere ‘ quello più entusiasmante’.
Come in effetti pare. Sì, perchè la verifica è abbastanza confortante: in Germania, infatti, con quel Bayern in circolazione, potrebbero istituire uno scudetto di riserva per il secondo posto, come si faceva con Binda decenni fa al Giro d’Italia; in Francia, vale lo stesso discorso, visto che i qatarioti del Psg non hanno ombra di rivali; più o meno così è anche in Spagna, dove tranne qualche  velleitarismo estemporaneo ed occasionale, alla fine della veglia, per il trionfo finale, tutto si riconduce ai due Panda, Barca e Real.

Colà  basta infatti che l’uno s’avvantaggi di qualche passo sull’altro che la sorpresa scudetto vola via. Restano, dunque, tra i maggiori tornei, solo i danarosi d’Albione. Con quegli stadi sempre ricolmi di gente felice che a noi fa tanta invidia, nonostante che i livelli  si siano leggermente abbassati. Non a caso a governare il gruppo di testa c’è il prodigioso Leicester del ( più ) prodigioso Ranieri, squadra di medio rango e  pressochè sconosciuta oltre le isole.
Lassù, infatti, le big latitano. L’Arsenal del Wenger una volta vince, l’altra s’affossa; il Liverpool del Klopp s’accende e si spegne, come  un alberello di Natale; lo United del Van, poi, è un disastro. Tiene un po’alto il morale anglofilo, il City del Pellegrini, ma sappiamo che perfino con la Roma ha trovato problemi. Dire, quindi, che con tale campionario, sia quell’d'Albione il campionato ‘ più bello’ è chiaramente una forzatura. Più da addetti al marketing,  che da appassionati di pelota.Resta, alla fin della rassegna, il nostro.

Orfano di Messi e Cr7, ma con tanti giovinastri lanciati sulle loro orme. Inoltre, a contendersi lo scudetto, da noi,  non sono soltanto i soliti ma semmai i  soliti sei o sette campanili che svettano lungo la Penisola. I Milanesi ( 36 scudetti in due) hanno (finalmente) rimesso il naso fuor dalle loro mura; le torinesi ( 32 scudetti, solo la Juve) da spacciati son tornati vivi e vegeti; la Viola, culla e patria  del Magnifico, ha ripreso  a cantare belle arie d’amore; i Romani, tra una pennichella e l’altra, giurano di non  voler (più) mollare; i Napoletani, poi, con quel don Gonzalo che dev’essersi intinto nel sangue del don Diego, ha tutta l’aria di farla pagare cara ‘ ai tracotanti padroni del Nord’. Tra tutti  costoro, quindi,  chi prevarrà? Forse, manco la Sibilla cumana, attrezzatissima, saprebbe rispondere.
E’ dunque una sciocchezza ( tanto grande) sostenere  che è il nostro e non altri il campionato più appassionante ? Ma che occorre mai, in questo terribile Paese, per riuscire a vendere il nostro talento al prezzo giusto?

LE GLORIE DEL NOSTRO CALCIO. In allegato,  una micro ricerca (  indicativa) per sottolineare quanto valga ( nonostante tutto) il calcio italiano: 1 ( Coppa dei Campioni/Championsinizio 1955). Qui,  le italiane, hanno disputato ( salvo contrordini) 27 finali ( 12 vinte); le altre:  Spagna 23 ( 15 vinte); Inghilterra 18 ( 11 vinte); Germania 17 (7 vinte); 2 ( Uefa, inizio 1971). Italia 15 finali (9 vinte); Germania, 14 finali( 6 vinte); Spagna, 12 finali ( 7 vinte); Inghilterra, 12 finali (7 vinte).

Se ci riferiamo alle  scansioni temporali, invece, il Real s’è aggiudicato 6 Coppe dei Campioni nel decennio 1955/56- 1965/66; in seguito ha (ri)vinto la Champions   nel 1997/98 ( settima Coppa) e la decima nel 2014/15.  Nell’ultimo trentennio, il Milan ha fatto meglio del Real perchè dal 1988/89 al 2006/2007 di Champions ne ha vinte cinque ( con 3 secondi posti). La Juventus, da par suo, ha vinto due Coppe ( con sei secondi posti).
In questi giorni si torna a parlare di Ballon d’or. In gara ci sono i soliti noti: Cr7 e Messi, con l’aggiunta del paggio Neymar. Il premio, a dir la verità, così facendo, più che a prestigioso, è diventato una sorta di   rappresentazione comica. Ricalcando certe gags di Stanlio e Ollio: ” Passo tu? No, prima passo io, poi passi tu!”.
Praticamente, ottundendo occhi e mente, davanti a tanti  altri atleti  eccezionali ai quali  il Ballon d’or resta inibito. Il perchè non lo sanno, probabilmente, manco quelli dell’Equipe. Ad esempio, o menti ispirate, ci vuole tanto   a riconoscere a Buffon quanto ( molti anni fa) è stato riconosciuto ad Yaschin, il ragno nero?

LA PERFIDIA D’ISPAGNA. A certi dibattiti vengono invitati anche i ‘fratelli d’Ispagna‘. Che, come dice Buffon quando si tratta dei loro colori perdono il senso degli altri. Nel caso, ad esempio, eclatante, planetario, di Rossi-Marquez- Lorenzo, per non scalfire la reputazione di un piccoletto (probabilmente) destinato a restare tale e per non ‘accettare quanto (tutti noi e anche loro) hanno visto‘, spargono al vento queste amenità: ” Il maestro di Tavullia resta tale. Ci mancherebbe, con nove Mondiali! Anche se non sa accettare con serenità il suo declino”.

Forse, da quelle parti, magari per ragioni storiche e sociali più o meno recenti, con tutta la polvere che si sono abituati a gettare sotto i tappeti, non ce la fanno più a tenere pulite ed ariose le loro stanze. Sì, perchè, non l’avessero ancora capito, i fratelli d’Ispagna, a Valentino non interessa il declino ( che comunque sembra affrontare col solito irriverente e pedagogico sorriso) , ma il tentativo di furto perpetrato dai due lillipuziani spagnoli.
I quali, a questo punto, fossero ( davvero) sportivi, dovrebbero circolare con un titolo mondiale conduttori assegnato ( per la prima volta, Nagatomo e Suppo consenzienti) ad una coppia: 60% a Marquez, 40% a Lorenzo. Sì, perchè, senza il lavoro sporco’ del primo, quando mai il secondo avrebbe agguantato il titolo?

UN AUGURIO. Speriamo ce la faccia Roma 2042 ad imporsi sulle concorrenti per l’Olimpiade. Con tutto il rispetto per la meravigliosa ‘Ville lumiere’ , che proprio dei legionari romani hanno iniziato ad edificare su un insignificante insediamento precedente, la scenografia millenaria della ‘ Città eterna‘ può contare su ben altri effetti e contenuti. Da ritorno alle radici antiche ( o classiche). Memorabile. Come memorabile resta l’edizione 1960.

Ti potrebbe interessare anche...