Non solo calcio. Nuovo anno, vecchie passioni. Il nostro e l’altrui calcio. Ma anche gli altri sport.

Non solo calcio. Nuovo anno, vecchie passioni. Il nostro e l’altrui calcio. Ma anche gli altri sport.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Un altro anno, dunque, con la cronaca dal divano. Ovvero da un punto di osservazione molto diffuso e che, senza voler essere una delle (tante, troppe) bocche della verità,  (soprattutto) sulla scorta di impressioni ( non solo ) soggettive e (spesso) anche fuor dal comune sentire dei nostri media, con una punta di ironia che speriamo si avverta, cerca di commentare quanto abitualmente, anzi periodicamente, accade nel mondo dello sport ( e non solo).
Ci riproviamo ancora, anche quest’anno; anche perchè abbiamo  la sensazione che qualcuno, forse in numero anche maggiore dei cento lettori manzoniani, ci segue. Ci legge. Con tutti costoro ( ovviamente)  vorremmo dialogare, ma la ns organizzazione ( redazionale) non è (ancora) tale da poterlo fare con assiduità e completezza. Confidiamo perciò nel futuro. E, intanto,  felice lettura a tutti.

IL CALCIOMERCATO. A fine anno buona parte dello sport va in letargo. Le uniche eccezioni sono ( è ovvio) gli sport invernali, come lo sci e lo sci di fondo, purtroppo ( sempre più spesso) senza il supporto del loro elemento naturale, ovvero la neve. Vedere certe discese, infatti, anche mitiche, con quelle valli ai lati senza manto bianco, in effetti, ci toglie uno poco di appeal verso attività sportive che restano comunque ( molto) importanti.
Non ha problema di habitat naturale, invece, il calcio. La nostra pelota. La nostra cara, inestinguibile pelota. Ormai assediata da ogni dove eppure sempre in vetta, nonostante quegli stadi obsoleti e popolati da rari cespugli di appassionati. A dir il vero, sia pur con molta calma, qualche novità c’è. Il buon Pozzo, ad esempio, lassù, ai confini orientali d’Italia da dove piovvero  sul Belpaese i Longobardi, è riuscito a ristrutturare il suo ‘Friuli‘. E molto bene. Tanto che ora è tornato a brillare come un diamante al collo di Ermengarda.
Per altri Paesi la novità sarebbe relativa, per noi invece anche la ristrutturazione di un vecchio impianto sportivo è un evento. Che speriamo sia seguito un po’ da tutta la marmaglia che s’agita, mangia e beve, con la pelota. Del resto, esempi (anche nostrani ) quale ( quello )  della Nostra Signora taurinense, indicano chiaramente che se il nostro calcio non vuol rassegnarsi a far da ancella a quelli d’Oltralpe ed Iberici, deve ( obbligatoriamente) rifornirsi ( almeno) di nuovi e moderni stadi. In fretta. Senz’altro tempo da perdere. Speriamo che l’Olimpiade in programma possa dare il là ad una (indispensabile) rimonta.

Che centra tutto questo con il Calciomercato? Centra. Eccome. Perchè se andate a sfogliare le pagine dei nostri giornali ( non solo) sportivi si noterà molto facilmente che con la riapertura invernale del calciomercato da noi si torna ad agitarsi. Per rifornirsi,però, non dei Maradona e dei Van Basten, ma solo dei ‘giocatori liberi a giugno’ presso i mercati dell’Altrove. La lista è  tuttavia interessante: Ibra (34 anni, dove va?), Lavezzi ( 30, Inter?), Ivanovic ( 31, ?), Banega ( 27,?), Feghouli (26,?), Van Der Wiel( 27, ?) e Caceres (28 anni,?) e altri, altri, ancora.
Vediamo qualche dettaglio. Ibra, che sembrava sognare i rossoneri, può anche lasciare il Psg ma solo per l’Mls. Questione di stipendio. Il Pocho, invece, anche se al limitar della età giovanile, è all’asta. Lo vorrebbe ( soprattutto) il Mancio, ma anche qui c’è un problema di stipendio ( il Biscione offre 3 ml annui, il Pocho, poverino,  parte da 5);  non dovessero accordarsi con l’argentino i milanesi sarebbero comunque pronti all’assalto a Feghouli, franco-algerino in carico al Valencia.
Tra i sogni interisti c’è pure Van Der Wiel, l’olandese volante, attualmente in fase interlocutoria con il Psg. Altro argentino conteso è Banega, che si sta mettendo in luce nel Siviglia. Su di lui gli occhi di Juve, Inter ( con qualche spicciolo) e Milan ( senza neppure qualche spicciolo).
Dal devastato scenario Chelsea cerca di uscire Ivanovic, classe 1984, eclettico difensore serbo. Tra gli altri obiettivi a breve termine c’è anche ( per le nostre big) il centrale camerunense N’Koulou, 25 anni, che ha deciso di lasciare l’Olympique Marsiglia.

In pratica, questi ed altri, stan pronti a  sbarcare ( anche) nel Bel Paese, ma solo perchè squadre come il Psg ( che i soldi se li stampano in casa)  hanno deciso ( bontà loro) di attuare ricambi generazionali. A quelli che non vogliono credere ai ‘ cicli e ricicli’ storici, quindi,  l’invito a meditare sull’andamento delle  sorti umane: a volte alle stelle, a volte nelle stalle. Eravamo i primi, infatti, ora  facciamo fatica ad attestarci tra quelli ‘ della terra di mezzo’ . In una sorta di ignavia ( calcistica ) che speriamo di superare, e in fretta, seguendo l’esempio della Nostra Signora e dei Pozzo del Friuli , anche perchè non sarebbe bello sentirsi dire: ”  Guarda e passa e non ti curar di loro”.

Un’appendice a margine del Calciomercato nostrano. Si va dicendo in giro che il Raiola, padre e padrone del mercato, abbia intenzione di riportarsi il ( suo, nostro ) Balo a Liverpool. Dicono. Speriamo però che parlino a casaccio. Perchè, se per i tifosi rossoneri vorrebbe dire  liberarsi con un sol colpo di due  ingombri, da un punto di vista del Campionato e della Nazionale, cadrebbero definitivamente anche gli ultimi rimasugli di recupero dell’ex talento nostrano. Sì, perchè non appare di certo la soluzione migliore quel continuo ‘sbalottare’ del Raiola nei confronti d’un (ex) talento che ci pare abbia bisogno (soprattutto) di identità e certezze.

LE FAVORITE DEL REAME. Il Mancio da Jesi ce l’ha fatta a riportare la truppa del Biscione in testa. Non accadeva dai tempi ( dell’allora ) mitico Mou Mou. Forse, le manca qualcosina in avanti, con quell’ Icardi non sempre con la testa nel posto giusto, e perciò ancora un poco balbettante. E questo nonostante una difesa forte, aitante, difficilmente perforabile. Alle sue spalle però, il Mancio, comincia a sentire il rumore degli zoccoli dei nemici, i soliti, ovviamente, su cavalcature bianche e nere, che grazie alle risorse loro si sono potuti permettere perfino un settembre da tregenda. Infatti, avessero tenuto un andamento normale fin dai primi turni a quest’ora sarebbero di gran lunga … dove stanno da circa un lustro.

Ma tant’è. Il Calcio è questo. Il Campionato nostro è questo. Mai prevedibile, sempre appassionante, con tante nobili decadute tornate a far la Primavera del Botticelli attorno allo Scudetto. Chi se lo aggiudicherà,  infatti, lo sa solo la bizzosa Eupalla, perchè con Inter ( prima in classifica  ), Juve ( quarta, a tre lunghezze), Viola e Napoli ( seconde, a un sol punto) oltre a Roma ( quattro lunghezze di distacco) e Milan ( otto lunghezze di distacco) non si sa proprio cosa potrà succedere.
Abbiamo dunque gli stadi ( in gran parte ) obsoleti, ma anche il torneo più appassionante. Lo possiamo dire, o no?  Infatti, quanto sta succedendo in Albione o dalle parti dei due Panda spagnoli, è solo contingenza pura e semplice. Quando, infatti, ai primi sentori di primavera, le loro  big (come da storico copione ) torneranno ad ingranare  le previsioni sono bell’è fatte. Ovvero: Barca e Real in quel d’ Ispagna ed  Arsenal e City ( con eventuale United, comunque staccato ) in quel d’Albione.

CLASSIFICA SERIE A. Inter, punti 36; Fiorentina, 35; Napoli, 35; Juve, 33; Roma, 32; Milan, 28.
CLASSIFICA PREMIER. Arsenal, punti 42; Leicester, 40; Manchester City, 39; Tottenham 35; Manchester United 33.
CLASSIFICA LIGA. Atletico Madrid, punti 41 * ( da aggiornare), Barca 39; Real 36, Villareal 33.

( dati ufficiosi)

PROSSIMO TURNO SERIE A ( XVIII GIORNATA). ( martedì 5 gennaio) Genoa-Samp ( ore 20,45); ( mercoledì 6 gennaio) Udinese-Atalanta (ore 12,45), Chievo-Roma ( ore 15), Juve-Verona, Lazio-Carpi, Milan-Bologna, Palermo-Fiorentina, Sassuolo-Frosinone, Empoli-Inter ( ore 18), Napoli-Torino ( ore 2045).

I COMPLIMENTI PIU’ GRADITI. Da noi, si sa, che il massimo godimento si raggiunge quando si può dir male della propria stirpe. Il vizietto ce lo hanno pure quelli di evidenti origini italiche e che quelle origini spesso e volentieri occultano. Sono comunque anni in cui, tanti epigoni del conte  di Montecristo,  stanno spadroneggiando nel calcio europeo. I soldi, molto spesso, non arrivano ( come predicava il buon Platini) dal  calcio,  ma da altre casse diversamente dislocate e affaccendate.
L’afflusso enorme ( e non controllato)  del denaro sta mettendo in serie difficoltà (anche) le nostre big più blasonate. Fin al patetico. Si veda il Milan, ad esempio, sette Champions, 18 scudetti, trofei a volontà, e oggi a tutte l’ore  alla finestra per vedere se il cino-tailandese spunta all’orizzonte col suo promesso carico di danari.
Volete sapere da chi arrivano sul nostro calcio le considerazioni più lusinghiere? Dagli stranieri, come quelli della Juve. Tra questi Podgba, che ha detto ” Qui si lavora, eccome;  al Manchester United invece sembrava  di essere sempre in vacanza”. Domanda:  come fanno allora  quelli d’Albione a correre in campo così tanto ( più dei nostri) con tanti mesi, al sole,  sotto l’ombrellone?

VALENTINO, CREDICI! Cambiano gomme ed elettronica, la sua esperienza lo aiuterà. A dirlo è la nostra ‘rosea’. Che se non ci fosse bisognerebbe inventarla. E comunque anche lei non in grado di nascondere il cumulo d’anni che gravano sulle spalle del più grande pilota ( non ce voglia Agostini ) di tutti i tempi. Vent’anni di onorata carriera . Praticamente un’era sportiva. E che i lillipuziani d’Ispagna hanno cercato ( ad ogni costo) di ‘sporcare’  o  (perfino)  di ‘ridimensionare’.
Le vacanze invernali dureranno qualche giorno ancora. Poi sarà tempo di scendere a Sepang ( 1-3 febbraio) per i primi test dell’anno. In quella circostanza il Maestro di Tavullia  si ritroverà accanto uno dei suoi storici Rivali, Casey Stoner assoldato dalla nostra  Ducati. Come collaudatore, per ora.

ALTRI EVENTI. Altri lutti alla Dakar? Nel prologo da Buenos Aires a Rosario, infatti,  l’auto della cinese Guo è finita sugli spettatori, con otto spettatori coinvolti. Di cui tre in modo grave. Nibali torna nella corsa più bella del calendario ciclistico, il nostro Giro; poi andrà al Tour, con Aru, per vincerlo e per fare da balia al giovane ( ma  imprevedibile) campione sardo: dopodichè, per lui, e per tutti gli altri nostri pedalatori, l’obiettivo principale sarà l’oro all’Olimpiade di Rio.
Nel rugby, Treviso, non sa più vincere. Un po’ come la Nazionale del Petrucci. Nel basket è uno super show di Milano, che asfalta Sassari con un +37. Peccato solo che l’Armani riesca a ruggire sole tra le mura domestiche, diventando invece tenero agnello sui campi d’Europa. Brignone e i discesisti, Italia a due velocità. E’ infatti Federica la migliore di questo inizio anno sulla neve; nell’attesa messianica dello (scomparso?) Razzoli e degli altri discesisti.
Esulta invece Federico Pellegrino, aostano, 25 anni, re dello sprint sulla neve. Con lui è (parzialmente) rinato il fondo azzurro. Federico dice ai giovani come lui” Non aspettate i 30 anni per esplodere; bisogna vincere prima, proprio come sto cercando di fare io”.

Tutto qui, al momento, mettendoci però in fila per ‘Quo vado‘, ultimo nato del divertente ed arguto Checco Zalone, 38 anni, nuova stella del nostro cinema.

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