Ravenna. A Sant’Antonio una stele in memoria dell’acquedotto del Delta, un simbolo delle bonifiche del dopoguerra.

Ravenna. A Sant’Antonio una stele in memoria dell’acquedotto del Delta, un simbolo delle bonifiche del dopoguerra.
Terre nuove acquedotto del Delta

RAVENNA. Sant’Antonio celebra le sue origini, legate alla bonifica delle valli negli anni 50, con una stele che rievoca la torre dell’acquedotto del Delta.

Domenica prossima, 17 gennaio, alle 11,30 nell’area dell’incrocio tra via Guiccioli e via Canalazzo, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del monumento, organizzata dal Comitato Cittadino di Sant’Antonio, alla presenza dell’assessore alle attività produttive Massimo Cameliani, dei rappresentanti della Banca Credito Cooperativo ravennate & imolese e del Consiglio territoriale di Mezzano.

‘Il Comune di Ravenna ha voluto sostenere questa iniziativa – afferma l’assessore Cameliani- per mantenere viva e valorizzare la storia di questo paese sorto una cinquantina di anni fa. Proporre in chiave simbolica l’acquedotto, rappresentato in questo totem, significa rievocare le origini recenti  di un luogo creato dal nulla, diventato in alcuni decenni insediamento di persone e di attività agricole fiorenti. Lo si deve alla legge che negli anni 50 permise la bonifica di queste aree a nord est del comune e cambiò la vita di molte famiglie che da braccianti poterono divenire proprietarie di una casa e di un terreno da coltivare. Tutto ciò contribuì a dare impulso allo sviluppo della società di quell’epoca sia sotto il profilo economico con l’agricoltura che sotto quello dell’evoluzione sociale’.

La torre dell’acquedotto fu realizzata lungo l’attuale Via Bendazza, vicino all’incrocio con Via Cà Bosco agli inizi degli anni 50 dall’Ente Delta Padano che si occupò anche della costruzione delle case dopo la bonifica per colmata con le acque del Lamone. La struttura idraulica era un’opera di ingegneria in cemento armato di notevole importanza per quel  periodo storico perché portando acqua corrente nelle case e nelle stalle assicurò condizioni di igienicità e salubrità alla pari di quelle cittadine, anche grazie al collegamento alla rete per la fornitura dell’energia elettrica.

La scelta di collocare la stele ‘Acquedotto del delta’ nell’area tra via Canalazzo e via Guiccioli è legata principalmente alla storia di quel sito,  un tempo  crocevia di canali, strade e ferrovie.

Via Canalazzo infatti rappresenta l’orma del medioevale Canale Naviglio o Codarundini che collegava Ravenna con il fiume Po, oggi Reno, lungo il quale i traffici commerciali potevano viaggiare verso Mantova e Milano lontani dalle acque del mare Adriatico infestate dai pirati. Così come  via Guiccioli ricalca l’antico  Canale Guiccioli che alla fine del settecento, scendendo dal mulino sul fiume Lamone, portava a colmare la valle con le risaie.

Tornando agli anni delle bonifiche del dopoguerra,  in prossimità dell’intersezione del canale con la via Canalazzo, fu eretto il centro aziendale del Magazzino delle Pile che diede il nome di Magazen alla località, fino alla realizzazione del centro servizi dell’ente Delta Padano, che prese poi il nome di Sant’Antonio. Lungo la via Canalazzo inoltre, scendeva negli anni 30 la ferrovia delle barbabietole che trasportava il raccolto allo zuccherificio di Mezzano.

La stele è stata realizzata con il contributo del volontariato locale, della Banca Credito Cooperativo ravennate & imolese e con il patrocinio del Comune di Ravenna, del Comitato Cittadino e della Pro Loco di Sant’Antonio e riporta l’immagine della torre piezometrica dell’acquedotto  tratta da una foto d’epoca appartenente all’Archivio storico della Regione Emilia Romagna. Insieme ad altre è stata esposta a cura dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione in una mostra fotografica itinerante dal titolo ‘Terre nuove’, allestita nel 2013 a Sant’Antonio e a Ravenna, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni delle bonifiche.

 

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