Ravenna. Presentato a Mantova il progetto ‘Dante 2021′ in occasione del convegno ‘Virgilio incontra Dante’.

Ravenna. Presentato a Mantova il progetto ‘Dante 2021′ in occasione del convegno ‘Virgilio incontra Dante’.
Mantova Ravenna convegno virgilio incontra dante

RAVENNA. Il discorso del Sindaco di Ravenna al Convegno ‘Virgilio incontra Dante’ che si è svolto oggi a Mantova. 

‘Grazie per questo invito che è anche un passaggio di testimone di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 a Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016. Il 12 dicembre scorso abbiamo ‘chiuso’ l’anno di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 che è stato anche l’anno delle celebrazioni per il 750° anniversario della nascita di Dante.  Insieme alla città di Verona e alla città di Firenze abbiamo lanciato quel giorno il programma Dante 2021  per dare il via subito ai lavori per le celebrazioni del 700esimo della morte del Sommo Poeta.  Propongo alla città di Mantova di diventare sorella di questo progetto.

Il 12 dicembre abbiamo messo avanti tre idee. Per prima cosa chiediamo al Governo di costituire per tempo un Comitato Nazionale per il 2021.

In secondo luogo riteniamo opportuno che Governo e Parlamento operino perché, come avvenne in occasione del sesto centenario dantesco, si approvi quanto prima una Legge speciale di finanziamento che possa da subito sostenere la progettualità legata al settimo centenario.
In terzo luogo ci impegniamo, come città dantesche, a lavorare in piena collaborazione e a fare in modo, in sintonia con il Ministero, che si possa costituire una rete delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali che di Dante si occupano a vario titolo, attivando un coordinamento permanente tra i diversi soggetti interessati.

Ravenna è teatro di eventi danteschi da decenni e ogni anno sempre di più.
Ad esempio nel 2016 il rapporto tra il Festival e Dante diventerà quotidiano.

Per due mesi dal prossimo maggio, giovani artisti animeranno i chiostri francescani con spettacoli danteschi.

Per realizzare questa rassegna nella rassegna che porterà la zona dantesca al centro di Ravenna e del suo Festival. A gennaio partirà un bando internazionale per ricevere proposte artistiche adeguate.
E poi, nel nome di Dante, il Ravenna Festival darà vita a uno dei progetti del dossier Ravenna 2019.
Dal 2017, a cadenza biennale, Ravenna Festival ha affidato a Marco Martinelli e ad  Ermanna Montanari il compito di rappresentare il capolavoro dantesco usando lo spazio urbano come palcoscenico, dalle archeologie industriali fino alla pineta.
Tanti artisti e tanti cittadini vi saranno coinvolti, come nel teatro medievale, quando a una sacra rappresentazione partecipava tutta la città.

Nel 1921 vi fu una forte mobilitazione in Italia ed anche all’estero (dove vennero costituiti diversi appositi Comitati) per il sesto Centenario della morte di Dante a Ravenna. Benedetto Croce, Ministro della pubblica istruzione (16 giugno 1920- 4 luglio 1921),   ebbe un ruolo centrale per la valorizzazione del sesto centenario della morte di Dante di cui Ravenna fu fulcro .

In particolare la ‘legge Croce’  del 1921, nell’anno della pubblicazione del fondamentale studio La poesia di Dante, che tanta influenza ha avuto nello studio e nella didattica dantesca, destinò non trascurabili risorse per l”dornamento della Tomba di Dante in Ravenna’, per la sistemazione del “recinto di Braccioforte in Ravenna’, per il ‘Comitato cattolico di Ravenna’ per i lavori della ‘Cappella polentana in San Francesco’  per “sussidi, pubblicazioni, conferenze e letture dantesche’. Inoltre erano previsti contributi al Comune per il restauro e la sistemazione della Sala Classense, mentre non venivano trascurate risorse anche per restauri attinenti a Dante in Toscana ed in altri luoghi d’Italia. La  ’legge Croce’, in un’Italia povera uscita da una guerra terribile, prevedeva uno stanziamento speciale di un milione duecentocinquantamila lire del 1921, equivalenti a circa un milione e centomila euro correnti.

Dunque, nella visione di valorizzazione dantesca,  rientravano sia interventi sul patrimonio materiale, (non dimentichiamo che in fondo la Tomba è l’unico segno materiale che riconduce direttamente a Dante, non essendo rimasti, o meglio scoperti, né una sola riga autografa né nessuna testimonianza materiale della sua vita), così come sono previsti interventi di valorizzazione del patrimonio immateriale attraverso le attività di ricerca, studio e divulgazione.

Il Sesto Centenario dantesco a Ravenna si sviluppò per un anno: iniziò il 14 settembre 1920, nell’anniversario della morte di Dante, un anno preciso prima della data centenaria. Il 14 settembre 1920 si svolsero  la visita ed il discorso di Croce, mentre oltre che a Ravenna, fervevano le iniziative dantesche in tutta Italia a cominciare da Roma dove il Sindaco allora era proprio Luigi Rava. Lo Stato, inoltre, decretò festa nazionale il 14 settembre 1921, sesto centenario dantesco che venne commemorato solennemente anche a Ginevra alla Società delle Nazioni (progenitrice dell’ONU).

Si può affermare che a Ravenna il culto di Dante è vivo dal 1321. Da sempre la città aveva considerato il Poeta molto più che un ospite. Complesse e fortunose furono le vicende che riguardarono la Tomba e la permanenza dei resti mortali a Ravenna, sono passati esattamente 500 anni dal più convinto tentativo fiorentino di Restitutio  Dantis, quello di Leone X Medici che su istanza dello stesso Michelangelo mandò emissari a prelevare le spoglie del Poeta, trovando il sepolcro vuoto.

Nel Novecento la tradizione dantesca ravennate ebbe grande impulso dalla celebrazione del VI Centenario della morte, fulcro di un’attenzione e di un impegno che iniziarono almeno otto anni prima.

Nel 1913 si costituì, sotto la spinta di Don Mesini, un Comitato Cattolico per la celebrazione del 1921 che diede vita alla pubblicazione di un Bollettino Dantesco  Bimestrale; nel primo numero si legge (1914): Disegni sparsi di commemorare quella data, seppur vagamente orditi, già sorgono in Italia, né prematuramente, perché otto anni di preparazione non sono sovrabbondanti a cose durevoli e degne’.

Il 1921 fu caratterizzato da interventi sulla Tomba di Dante, sulla Basilica e sulla Piazza di San Francesco che perdette le caratteristiche proprie del restauro settecentesco per un ritrovato aspetto medievale, inizio di un percorso che, terminato nel 1936, riconfigurò completamente una zona centrale dell’assetto urbanistico ravennate; Corrado Ricci, inesausto protagonista della cultura ravennate e nazionale, interlocutore dello stesso Croce,  fece confluire su Ravenna l’interesse dei maggiori intellettuali del Paese e seguì con dedizione inaudita l’andamento stesso dei lavori e degli studi danteschi.

Sempre frutto dell’attenzione per Dante in occasione del VI centenario si inscrive la tradizione della comunità ravennate di riflettere e approfondire la conoscenza della Commedia e dell’opera di Dante prima attraverso la tradizionale Lectura Dantis, vale a dire lo studio della Commedia per singoli canti, iniziative che proprio in questi anni si moltiplicarono in tutte le città d’Italia, fino ad arrivare in occasione dell’VII centenario della nascita, nel 1965 alla realizzazione di specifici approfondimenti tematici e interdisciplinari sull’opera omnia del Fiorentino che presero il nome di  “Letture Classensi”.  Merito di questa prestigiosa iniziativa che, da 50 anni,  continua senza soluzione di continuità è quello di offrire alla comunità un’occasione di alta formazione e anche  quello  di tenere ancorata a Ravenna la ricerca internazionale, attraverso la pubblicazione per i tipi dell’editore ravennate Longo, tradizione prestigiosissima  ed acclamata eccellenza dantistica.

Affiancando questo momento di alta ricerca scientifica con altre, maggiormente finalizzate all’obiettivo di allargare la fruizione e la partecipazione, Ravenna ha dato vita al ‘Settembre Dantesco’, calendario di iniziative promosse dalla Biblioteca Classense e dall’Opera di Dante che negli anni, per estensione temporale (arriva  da maggio a novembre) e per la pluralità dei soggetti coinvolti, è divenuta ‘Ravenna per Dante’.

Negli ultimi anni, l’identità dantesca di Ravenna è stata ulteriormente sottolineata dai Dossier di Candidatura della città a Capitale Europea della Cultura, dei quali costituiva una dei filoni tematici fondamentali.

Ravenna continua ad accogliere Dante con la stessa generosità di circa 700 anni fa, attraverso un impegno di valorizzazione assai rilevante, così come attestato anche dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali che ha elaborato un calendario delle manifestazioni di rilevanza nazionale per le celebrazioni del 750° anniversario della nascita entro il quale gli eventi ravennati si situano al primo posto per quantità, innovazione e qualità. Ravenna, con Firenze e Verona, è  stata inserita nel “Comitato per la Valorizzazione dei 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri”   istituito con Decreto Ministeriale del che opererà fino al 2017.

Il Comune di Ravenna ha svolto, sulla scorta degli ottimi risultati degli anni precedenti, un ruolo di coordinamento e sostegno delle tante istituzioni e associazioni che si sono impegnate in azioni di valorizzazione del lascito dantesco. Concorrono infatti all’elaborazione del programma dantesco  l’Istituzione Biblioteca Classense con  l’Opera di Dante,  l’Istituzione Museo d’Arte della città, la Fondazione Cassa di Risparmio e con essa l’Accademia della Crusca, il Centro Dantesco dei Frati Minori, l’Università di Bologna, la Società Dante Alighieri – sede di Ravenna, la Fondazione RavennAntica, l’Associazione Dante in Rete, l’Associazione Nati per Leggere e dal 2015, Ravenna Manifestazioni che ha dato vita ad un progetto davvero senza pari nel panorama internazionale e tante altre associazioni del territorio.

Nel 2015, in occasione dei 750 anni dalla nascita di Dante, a Ravenna abbiamo sviluppato un programma  ricco di oltre 60 appuntamenti,che ha visto  40 soggetti culturali e 25 spazi coinvolti.

Chiudendo le celebrazioni per il 750° Anniversario della nascita, abbiamo avviato subito i lavori per le celebrazioni del 700° della morte del Sommo Poeta.

Per prima cosa chiediamo al Governo di costituire per tempo un Comitato Nazionale per il 2021.

In secondo luogo riteniamo opportuno che Governo e Parlamento operino perché, come avvenne in occasione del VI Centenario, si approvi quanto prima una Legge Speciale di finanziamento che possa da subito sostenere la progettualità legata al VII Centenario dantesco.

In terzo luogo ci impegniamo, come città dantesche, a lavorare in piena collaborazione e a fare in modo, in sintonia con il Ministero, che si possa costituire una rete delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali che di Dante si occupano a vario titolo, attivando un coordinamento permanente tra i diversi soggetti interessati».


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