Riccione. ‘Giornata della Memoria’, la città ricorda tutte le vittime della Shoah con diverse iniziative.

Riccione. ‘Giornata della Memoria’, la città ricorda tutte le vittime della Shoah con diverse iniziative.
giornata della memoria (foto di repertorio)

RICCIONE. Il programma delle iniziative proposte nell’ambito della Giornata nazionale della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto dall’Istituzione Riccione per la cultura.

Mercoledì 27 gennaio 2016 alle ore 9,30 CinePalace Riccione

Cinema e Memoria/Riccione Cinema d’Autore

Il Labirinto del silenzio

Regia di Giulio Ricciarelli

Film candidato al Premio Oscar 2016 per il miglior film straniero e indicato tra i cinque film finalisti

Proiezione mattutina riservata alle scuole di Riccione e provincia.

Il film verrà riproposto prossimamente al pubblico all’interno della Rassegna Riccione Cinema d’Autore

Mercoledì 27 gennaio 2016 alle ore 21

Spazio Tondelli (ex Teatro del Mare)  

Concerto del gruppo Siman Tov

Musica klezmer 

I vivaci ritmi della festa e le struggenti e melodie della lontananza: un appassionante viaggio musicale nella cultura ebraica, per percorrere la storia di un popolo che da secoli attraversa terre e culture di altri, tra integrazione, assorbimento, discriminazione e persecuzione-

Il concerto sarà preceduto dalla lettura di brani scelti di testimoni dell’Olocausto e della Deportazione a cura dell’attore Gianluca Vannucci. 

Ingresso libero      

Siman Tov

Siman Tov nascono nell’estate 2005 dall’incontro tra la fisarmonica di Fabrizio Flisi e il clarinetto di Martino Colicchio entrambi affascinati dalle sonorità della musica klezmer. Presto si aggiungono Tiziano Paganelli (fisarmonica, flauti e percussioni) e Nicolò Fiori al contrabbasso. Il gruppo colleziona numerosi concerti prima in l’Italia e all’estero.

I contesti in cui i Siman Tov si propongono sono i più svariati: dai festival buskers alle collaborazioni teatrali passando per osterie, le feste private e gli eventi pubblici. Nel 2009 il gruppo  cresce e scopre nuove sonorità grazie all’incontro con Gioele Sindona (violino) e diventa così un quintetto dove si incrociano esperienze musicali molto diverse per un repertorio che spazia ormai dal klezmer alla musica etnica di altre culture includendo anche brani originali. Negli ultimi anni collaborano attivamente coi Siman Tov altri musicisti come Giulio Cantore (chitarra) e Paolo Veronica(percussioni).

Numerosi i festival internazionali a cui i Siman Tov hanno partecipato:

Pennabilli International Buskers Festival; Adriatico Mediterraneo (Ancona); StrassenMusikFestival di Ludwigsburg (Stoccarda); Di strada in strada, Santa Sofia (FC) buskers festival; Radio libera festival di Alatri (FR) di Terzostudio;

Mangialamusica, Forlì; Cremona Buskers Festival; Fiesta Global di Montefabbri (PU); Migrantica Festival, Cupello (CH); Monsano Folk Festival (AN).

simantovquartet@libero.it - 328/7094349

Il Labirinto del silenzio

Regia di Giulio Ricciarelli

Il labirinto del silenzio racconta la storia di un giovane pubblico ministero che decide di mettersi alla ricerca della verità alla fine degli anni ‘50. Combattendo contro ogni ostacolo immaginabile, supera i suoi limiti e quelli di un sistema, dove è più facile dimenticare che ricordare.

Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, Il labirinto del silenzio getta uno sguardo molto personale e particolare sullo stile di vita degli anni del “miracolo economico”, l’era delle sottogonne e del rock’n'roll, in cui le persone volevano solo dimenticare il passato e guardare avanti. Il film racconta in maniera emozionante un capitolo poco noto di quegli anni, che fondamentalmente hanno cambiato il modo in cui la Germania guardava al suo passato. Un’emozionante storia di coraggio, responsabilità e di lotta per la giustizia.

Diretto da Giulio Ricciarelli, Alexander Fehling è abbagliante nel ruolo del giovane pubblico ministero Johann Radmann. Assieme a Fehling, nel film recita un grande cast di giovani attori famosi, tra di loro André Szymanski nel ruolo del giornalista Thomas Gnielka, Friederike Becht in quello della ragazza di Radmann, Marlene Wondrak, Johannes Krisch nella parte di Simon Kirsch, Hansi Jochmann in quella della segretaria dell’ufficio del pubblico ministero, Erika Schmitt, Johann von Bülow nel ruolo del collega di Radmann, Otto Haller, Robert Hunger-Bühler nella parte del Pubblico Ministero Capo, Walter Friedberg, Lukas Miko in quella di Hermann Langbein; e la leggenda del teatro Gert Voss nella parte del Pubblico Ministero Generale: la forza trainante dietro ai processi di Auschwitz.

Il labirinto del silenzio è una produzione Claussen+Wöbke+Putz Filmproduktion, Uli Putz e Jakob Claussen, naked eye filmproduction, Sabine Lamby. La produzione del film è stata possibile grazie al sostegno di HessenInvestFilm, FilmFernsehFonds Bayern (FFF), Filmförderungsanstalt (FFA) e Deutscher Filmförderfonds (DFFF).    

Sinossi  

Germania 1958. Ricostruzione, miracolo economico. Johann Radmann (Alexander Fehling) è stato recentemente nominato Pubblico Ministero e, come tutti i novizi, si deve accontentare di occuparsi dei verbali automobilistici. Un giorno, il giornalista Thomas Gnielka (André Szymanski) causa un gran trambusto in tribunale, Radmann lo ascolta con interesse: un amico di Gnielka avrebbe riconosciuto un insegnante, che secondo lui sarebbe un’ex guardia di Auschwitz, ma nessuno è interessato a perseguirlo legalmente. Contro il volere del suo diretto superiore, Radmann inizia ad esaminare il caso, e così cade in una rete di repressione e negazione, ma anche di idealizzazione. In quegli anni, “Auschwitz” era una parola che alcune persone non avevano mai sentito pronunciare, mentre altri volevano solo dimenticarla il più presto possibile. Solamente il Pubblico Ministero Generale, Fritz Bauer (Gert Voss), incoraggia la curiosità di Radmann; lui stesso, da tutta la vita, spera di riportare all’attenzione pubblica i crimini commessi ad Auschwitz, ma gli mancano i mezzi legali per un’azione penale. Quando Johann Radmann e Thomas Gnielka trovano dei documenti che riconducono ai colpevoli, Bauer si rende conto immediatamente di quanto siano esplosivi e affida ufficialmente il caso a Radmann. Il giovane Pubblico Ministero si dedica anima e corpo al suo nuovo incarico ed è deciso a scoprire cosa sia davvero accaduto all’epoca. Interroga testimoni, passa al setaccio gli archivi, raccoglie le prove e si immerge talmente a fondo nel caso da dimenticarsi qualsiasi altra cosa, anche di Marlene Wondrak (Friederike Becht), della quale si è perdutamente innamorato. Radmann supera ogni confine, tralascia gli amici, i colleghi e i suoi alleati, e viene inghiottito in un labirinto di bugie e di sensi di colpa, alla disperata ricerca della verità. Quello che scoprirà alla fine, cambierà il paese per sempre…

Informazioni: Istituzione Riccione per la cultura tel 0541 608369-321 email: cultura@riccioneperlacultura.it

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