Modena. Al vincitore del Premio Fotografia Italiana under 40 una mostra nelle sede di Fondazione Fotografia Modena.

Modena. Al vincitore del Premio Fotografia Italiana under 40 una mostra nelle sede di Fondazione Fotografia Modena.
200804231100_concorso_fotografia-1

MODENA. Finalisti: Gianni Ferrero Merlino, Eva Frapiccini, Marco Lachi, Tiziano Rossano Mainieri, Angelo Marinelli, Egle Picozzi, Alberto Sinigaglia, Luca Spano, Lorenzo Tugnoli, Alessio Giacomo Zemoz

Un premio del valore di 15 mila euro e una mostra personale nella sede espositiva di Fondazione Fotografia Modena. Non solo: l’ingresso nella collezione di un’istituzione prestigiosa e l’opportunità di raccontare il proprio lavoro alle telecamere di Sky Arte HD.

È quanto si contendono i dieci finalisti del Premio Fotografia Italiana Under40, selezionati nel corso dell’estate 2015 tra oltre 200 candidature pervenute da tutta Italia, sulla base di una open call. Il vincitore sarà proclamato domenica 6 marzo 2016, in occasione dell’inaugurazione della mostra personale riservata all’artista, in programma al Foro Boario di Modena dal 6 marzo all’8 maggio 2016. Il vincitore riceverà un premio in denaro del valore di 15 mila euro e vedrà entrare le sue opere nella collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Inoltre, sarà il protagonista di uno speciale televisivo prodotto da Sky Arte HD.

Promosso da Fondazione Fotografia Modena e Sky Arte HD, in partnership con UniCredit, gruppo bancario da sempre impegnato in favore dell’arte e delle iniziative culturali nei territori dove è presente, il Premio, a cadenza biennale e senza vincoli di tema, è riservato agli artisti italiani under 40 che operano attraverso i molteplici linguaggi dell’immagine. Ad assegnarlo è una prestigiosa giuria internazionale, in quest’edizione composta da Christine Frisinghelli (fondatrice Camera Austria),Shinji Kohmoto (fondatore Parasophia Festival Kyoto), Simon Njami (co-fondatore Revue Noir),Thyago Nogueira (capo dipartimento di Fotografia Instituto Moreira Salles, Brasile) e Filippo Maggia(direttore di Fondazione Fotografia Modena).

I progetti finalisti del Premio Fotografia Italiana Under 40 2016 sono:

•    La serie fotografica Homework di Gianni Ferrero Merlino (Torino, 1976), un lavoro di sperimentazione in bianco e nero sulle potenzialità dell’immagine come disegno;
•    La serie Golden Jail | Discovering Subjection di Eva Frapiccini (Recanati, 1978), che riflette sui metodi di cancellazione e preservazione del potere attuati in Bahrein e in Egitto durante la Primavera araba;
•    La serie Keep follow the path, you can’t miss it di Marco Lachi (Firenze, 1979), una sequenza fotografica ancora in progress sull’area fluviale della Bassa Padana e sulle conseguenze della crisi economica;
•    L’installazione Ground Zero di Tiziano Rossano Mainieri (Bologna, 1982), composta da quattro fotografie e da un’opera video che riflettono sul rischio della perdita di una memoria collettiva;
•    Il lavoro fotografico Quasi Altrove di Angelo Marinelli (Monteiasi, TA, 1979), documentazione di una Roma del futuro, deserta e disabitata, le cui atmosfere stranianti fanno eco a una decadenza che l’artista vede già in atto nel presente;
•    Il progetto SM di Egle Picozzi (Oristano, 1979), che mette in scena attraverso una serie di autoritratti fotografici le diverse fasi di malattia della sclerosi multipla, tra alterazioni fisiche e mutata percezione di sé;
•    Il libro fotografico Big Sky Hunting di Alberto Sinigaglia (Arzignano, 1984), che conduce in un viaggio verso i limiti della rappresentazione dello spazio e del cosmo;
•    Il libro fotografico Ekaf di Luca Spano (Cagliari, 1982), racconto storico, antropologico e narrativo di un luogo immaginario, ricostruito attraverso la reinterpretazione di materiali e documenti esistenti;
•    Il volume The little book of Kabul di Lorenzo Tugnoli (Lugo, 1979), che ritrae la città di Kabul attraverso le attività quotidiane di una serie di artisti, musicisti e poeti che vi risiedono;
•    Il progetto fotografico Lo Vaco/Il Vuoto di Alessio Giacomo Zemoz (Aosta, 1985), un’esplorazione sulla percezione sociale del paesaggio abbandonato della Valle d’Aosta.

‘L’obiettivo di questo Premio – spiega Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia – è sostenere le ricerche emergenti del nostro Paese e creare nuove occasioni di visibilità per gli artisti che si trovano in una fase di consolidamento della carriera. L’ingresso delle loro opere in un’importante collezione, l’allestimento di una personale in uno spazio istituzionale, così come un significativo sostegno economico al loro lavoro, sono azioni in grado di contribuire efficacemente alla costruzione di un profilo artistico. Non dimentichiamo inoltre che i progetti sono passati al vaglio di una giuria internazionale composta da curatori di rilievo, che ci auguriamo possano a loro volta diventare per i nostri artisti italiani un ulteriore veicolo di connessioni e opportunità’.

Ti potrebbe interessare anche...