Forlì. La mostra sulla violenza quotidiana del silenzio delle donne in tour nei Consultori e nelle Case della Salute del Comprensorio forlivese.

Forlì. La mostra sulla violenza quotidiana del silenzio delle donne in tour nei Consultori e nelle Case della Salute del Comprensorio forlivese.
Donna

FORLI’. ostra ‘La violenza quotidiana del silenzio’. A cura di Sara Casati e Patrizia Grementieri. Grazie alla grande attenzione suscitata in operatori e pazienti, che transitavano in ospedale  nel periodo in cui è stata esposta, la mostra sula violenza quotidiana del silenzio va in ‘tour’.  I pannelli verranno esposti da gennaio ad aprile nelle seguenti Case della Salute e Consultori del Comprensorio forlivese:

§  dal 25 gennaio al 8 febbraio al Consultorio Familiare di via Colombo a Forlì

§  dal 9 febbraio al 22 febbraio  presso la Casa della salute di Forlimpopoli

§  dal 23 febbraio al 7 marzo presso il punto informativo Ausl  di Predappio

§  dal 8 marzo al 22 marzo presso l’ospedale di Santa Sofia

§  dal 23 marzo al 4 aprile presso il punto informativo Ausl di Galeata

§  dal 5 aprile al 18 aprile presso il punto informativo Ausl di Rocca San Casciano

‘Si tratta di una tappa di un percorso che un gruppo di donne dell’ospedale di Forlì ha intrapreso da anni - spiega la dottoressa Patrizia Grementieri, tra le curatrici della mostra – riflettendo, e facendo riflettere, sul tema della violenza alla donna attraverso eventi pubblici.Oltre agli accadimenti drammatici ai quali siamo praticamente purtroppo assuefatti, cerchiamo di far luce anche sulla violenza quotidiana che la donna subisce nella tutela della propria salute. La reclusione nel silenzio, dettata dalla vergogna di parlare, è un peso che tutte noi sentiamo e dal quale vogliamo liberarci’.

La mostra, realizzata con il supporto della Associazione Cistite APS ONLUS, Associazione Progetto Endometriosi (APE), Associazione Menopausa precoce, Associazione Vincere Insieme la Vulvodinia, riguarda alcune patologie tipicamente femminili, delle quali in genere non si tende a parlare per vergogna, paura e pregiudizio sociale, ma anche per la sottovalutazione che viene fatta dei sintomi e delle manifestazioni cliniche.

‘Parlarne e costruire insieme riferimenti – spiega la dottoressa Grementieri – ci aiuterà a rompere il silenzio e a metterci in relazione, consapevoli che la salute della donna è senza dubbio la cartina tornasole della salute dell’intera comunità’.

 

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