Non solo sport. Presidenziali Usa. Serie A: duello a due? Operazione Pound, il doping nello sport.

Non solo sport. Presidenziali Usa. Serie A: duello a due? Operazione Pound, il doping nello sport.
Clinton Hilary images

LA CRONACA DAL DIVANO. In America per la corsa alla presidenza, sono partiti i primi test. Il primo turno. Nel piccolo Iowa. Dove, tra i democratici,  un certo Sanders sembra avere  più tela da tessere di quanto si credeva, anche se per lui ( troppo a sinistra) sarà difficile battere Hilary Clinton. Il prossimo voto nello New Hampshire dirà qualcosa di più. Per i repubblicani, invece, il primo arrivato Cruz se la deve (già) vedere con Marco Rubio, l’uomo dell’establishment. Mentre per Donald Trump, il roboante miliardario dalle dichiarazioni scioccanti,  la corsa alla presidenza sembra (già) alle battute finali.
Sulla lotta all’Isis, John Kerry, segretario di stato Usa, ha precisato: ” Il mondo si aspetta sicurezza. L’Isis è una minaccia comune, per questo tutte le forze vanno unite per eliminarlo”. Intanto, per quel che riguarda la Libia, i ministri dei 25 paesi che hanno preso parte al summit di Roma, hanno deciso di sollecitare il Consiglio presidenziale libico perchè sottoponga al voto del Parlamento di Tobruk, dell’8 febbraio, un nuovo governo di unità nazionale.
Dura risposta della Ue a Renzi. E se a Bruxelles i falchi non perdono occasione di bacchettare l’Italia, da Accra il premier ribatte :” L’Italia, ogni anno,  dà all’Europa molto più di quanto riceve, allora è forse l’ora di dire che non prendiamo più lezioncine dai nostri amici europei. Se vogliamo risolvere il problema dell’immigrazione servono una strategia di lungo periodo e non parolucce da quattro soldi”.

SPECIALE POUND.  Circola, su Sky, una coraggiosa  ( e ampia) intervista a Richard Pound, tra i fondatori della Wada e attuale presidente della Commissione antidoping, che ( in ore accessibili ) dovrebbe essere trasmessa e ritrasmessa ( a nostro modesto avviso) su tutti media del globo.
La testimonianza dell’autorevole esponente dell’Agenzia mondiale antidoping certifica infatti quanto si va ormai dicendo da un decennio almeno sulle pratiche in uso nello sport mondiale col fine di raggiungere alti risultati a tutti i costi. In proposito, visto che una legge antidoping  planetaria non esiste,  ci sono paesi,  ben oltre gli ultimi ‘pizzicati‘ ai controlli, e comunque tuttora al di sopra d’ogni sospetto, i quali,  imperterriti, continuano a mandare in gara atleti  ( assolutamente) indegni.

La lotta, sottolinea mister Pound, è resa difficile dall’omertà che vige un po’ in tutti gli sport e a tutte le latitudini con relativa copertura politica. Alle Federazioni danno fastidio i controlli e le positività; mentre ai Governi non garbano atleti medagliati ( o vincenti) poi dichiarati ‘ dopati‘. C’è una realtà, insomma, triste, vigliacca, reiterata, che va coperta a tutti i costi, quasi quasi, non esistesse neppure. E’ il solito giochino del gettare la polvere sotto i tappeti.
Che solo in pochi paesi trova qualche ostacolo, tipo l’Italia, la bistrattata Italia, che però quando si tratta di guardarsi allo specchio e dirsi come vanno le cose non fa sconti a nessuno. Sia chiaro, non è che da noi vada tutto ok; l’intervista sulla ‘rosea‘ a Guariniello lo spiega. Senza indicare i bravi e i meno bravi. Chiaramente. E tuttavia, pare proprio che vada meglio da noi che in altri celebrati paesi plurivincitori dove il coraggio ( e il controllo)  manca.
E’ il caso della Spagna, più volte chiacchierata ma mai apertamente tirata in ballo, dove 223 sacche di sangue acquisite nella Operacion Puerto che ha coinvolto il dottor Fuentes  sono state sottratte ( per il momento, in attesa dei risultati del ricorso)  al controllo della Wada. Le misteriose parole della moglie del medico spagnolo ( ai tempi del processo-farsa) sembrano acufeni nelle povere orecchie di chi le ha lette.
Mister  Pound non tralascia i casi più eclatanti, e tollerati per anni. Come quello del ciclista Hamilton. Come certi incontri di calcio dove, a fronte di allenamenti ‘leggeri‘, si viaggia , poi, sul campo,  a velocità della luce e per tempi prolungati. Qui, ad esempio, è difficile escludere  ” l’uso in corso di sostanze dopanti”. Ma dove sono passati i controlli di cui le autorità calcistiche giurano ogni volta di svolgere regolarmente? Già, qui, che ne è dei controlli?
” Quando nell’estate 1998 uscì la famosa intervista con la denuncia di Zeman, mi attivai – ricorda Raffaele Guariniello, magistrato – perchè coordinavo il gruppo tutela della salute. Subito corsero da me i rappresentanti delle più importanti istituzioni sportive, a partire dal Coni. Tutti mi rassicurarono, mi dissero di stare tranquillo perchè nel calcio si facevano controlli antidoping, non a decine, ma a migliaia.
Sulle prime pensai che fossero tutte fantasie ( di Zeman ), ma per scrupolo mandai la Polizia giudiziaria al Laboratorio dell’Acqua Acetosa a Roma. Sentimmo le persone, guardammo i documenti e facemmo una scoperta sensazionale : le analisi venivano fatte, ma le sostanze dopanti, in particolare gli anabolizzanti, non venivano cercate. Per forza i risultati non evidenziavano nulla. Avvisai il responsabili medico del Cio e feci la segnalazione formale che portò alla chiusura dell’Acqua Acetosa, per anni”.

ANTICIPO. Sassuolo-Roma: 2-0, con Salah e El Shaa. Con un bellissimo primo tempo tra due squadre all’altezza della loro posizione di classifica. In contemporanea, su Sky, andavano in 0nda alcuni match chiave della celebrata  Premier.
Tra questi quello tra lo  semisconosciuto Leicester di Ranieri che battendo il plurititolato Liverpool ( 2-0) di Klopp s’è ancora più saldamente insediato sulla vetta del campionato dei ricconi.  Con nulla di maggiormente eclatante sul campo, rispetto alle nostre due squadre, avvincenti avversarie nel gioiellino del Mapei Sadium. 

Nessun patema per Napoli e Juve. hanno vinto anche Fiorentina, Inter, Roma e Milan. Fatto è che la classifica di testa non è stata cambiata più di tanto dal turno infra settimanale. E adesso sotto con il nuovo weekend. Dove non ci sono incontri particolarmente segnati.
Anche se, come più volte detto, dal cilindro del campionato italiano tutto può sortire. Anche la sorpresa più sorpresa al mondo. Qui non siamo in Germania, Francia e Spagna. In attesa, ovviamente,  del match  di sabato 13 ( ore 20,45) tra Juventus-Napoli. Le prime di un campionato tornato bello. E che sarebbe ancor più bello senza i soliti emarginati che per far sentire che anche loro esistono in questa valle di lacrime  non trovano di meglio che sproloquiare sui soliti razzismi.

LA CLASSIFICA. Napoli punti 53; Juve, 51; Fiorentina,45; Inter,44; Roma,41; Milan,39; Sassuolo,33; Empoli, 33; Lazio,32; Bologna,29; Torino,28; ,Chievo ed Atalanta,27; Udinese,26; 25; Palermo,25; Genoa,24; Samp, 23; Carpi,19; Frosinone,19; Verona,14.
XXIV GIORNATA. ( sabato 6 febbraio) Bologna-Fiorentina ( ore 18), Genoa-Lazio( ore 21,30); ( domenica 7) Verona-Inter ( ore 12,30), Frosinone-Juve(ore 15), Milan-Udinese, Napoli-Carpi, Sassuolo-Palermo, Torino-Chievo, Atalanta-Empoli (ore 18), Roma-Samp (ore 20,45).
I MARCATORI. 23 reti Higuain ( 1, Napoli); 12 reti, Eder ( Inter, 12 reti con 3 rigori nella Samp), Dybala( 3,Juve) e Bacca(1,Milan).

IL CALCIOMERCATO E ALTRO. S’è chiuso senza botti la sessione invernale del calcio mercato 2015/2016. I soldi ( tranne che in Premier) latitano e i ( buoni) giocatori pure. Eder, El Saha e Perotti i colpi migliori. Juve e Napoli, invece, col solito esemplare acume, si sono rivolti ai giovani; Lapdula e Caprari, con prenotazione di Ganz Jr per la Signora; Raicevic e Ionita, a luglio, per il Ciuccio.
Ora tutte le contendenti non dovranno che pensare alla volata scudetto, Champions e Uefa, retrocessione a parte. In ballo ci sono fino a  50 milioni.

MILANO E IL DERBY PIU’BELLO DEL MONDO  . Forse, di questi tempi, non avremo più il campionato più bello del mondo; di certo abbiamo però il derby più bello del mondo, quello che si disputa  sotto il manto amorevole della dorata Madonnina, giocato da due squadre che più titolate di così è fatica trovarne al mondo ( 7 Coppe dei Campioni+4 finali il Milan e 3 Coppe dei Campioni+2 finali l’Inter , oltre a 18 scudetti cadauna, aggiudicati in un Campionato che per decenni almeno è stato il meglio sul Pianeta).
Titoli, quindi tanti,  sui petti rigonfi, ma anche uno degli impianti calcistici più suggestivi in circolazione e una passione di contorno che  ricalca più il prodigio di un  Palio di Siena  che le rumorose bisbocce con birra, patatine fritte e popcorn tanto in voga nello sbandierato Altrove.
Domenica sera, quel derby è andato al vecchio Diavolo che s’è portato all’inferno il perfido Biscione. Probabilmente, questa edizione, non è stata delle migliori. Anche se il derby di Milano non mostra mai  una edizione migliore ed edizione peggiore, ma solo il derby.
Negli anni addietro, come ebbe a dire il grande Boban, dentro quello stadio, e in particolare in quella speciale tenzone, si sono cimentati i giocatori migliori al mondo. Qualche eccezione è rimasta fuori, certo, ma solo qualche eccezione, perchè di meglio (  dal Pepin Meazza al Gianni Rivera, dal Nordhal al Van Basten, dal Ronaldo alPiscinin, dallo Zanetti al Paolino)  non è che ci sia tanto. Forse una dozzina, non di più, esclusi ovviamente  i ( cosiddetti) fenomeni odierni che per passare dalla eccezionalità al mito ( che non è assegnato dall’Equipe) devono però ancora superare tante, qualificanti,  battaglie.

( Dalla cronaca)  La scenografia della curva milanista è stata, ancora una volta, spettacolare. E pure commovente. Con quel maestoso Hatley, il centrattacco rosso nero,  che sovrastando Collovati,   il difensore nero azzurro,  insacca in rete un cross speditogli dalla fascia destra. Quale eloquente immago della vittoria.
Quella, fin a qualche anno fa,  tanto famigliare nei gironi infernali in cui il Diavolo alloggia. Ed ora latitante, non si sa bene come e perchè, dal momento in cui il suo paron è diventato improvvisamente miserrimo e strano. In altre faccende affaccendato, si dice, ma che col calcio proprio nulla hanno a che fare.
Hatley come Alex. Due cabezon da libri di storia. Perchè è questo il mistero glorioso di quel derby all’ombra della Madonnina: scrivere pagine memorabili. Accarezzato com’è da quelle centinaia di bandiere d’ogni forma e colore, sventolate al vento come tanti messaggi d’amore. Con questa vittoria il Milan risale la china verso l’Europa; mentre con questa sconfitta l’Inter ( sembra voler uscire) dal terzetto dei privilegiati. Sinisa ha ritrovato il sorriso; Mancio il tapiro.

 

 

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