Faenza. La città celebra il ‘Giorno del ricordo’, per non dimenticare le ‘foibe’.

Faenza. La città celebra il ‘Giorno del ricordo’, per non dimenticare le ‘foibe’.
Le foibe (foto di repertorio)

FAENZA. Le foibe – dal latino fovea (fossa, cava) – sono le cavità carsiche scavate dai fiumi nelle viscere della terra attraverso un processo di lenta erosione nel corso dei millenni, che alla fine della seconda guerra mondiale si trasformarono in fosse comuni per migliaia di italiani. Una tragedia che ebbe il suo culmine durante l’occupazione di Trieste da parte delle truppe di Tito.

Per ricordare tutte le vittime delle foibe, del genocidio anti italiano commesso dagli jugoslavi e dell’esodo giuliano dalmata, è stato istituito – con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 – il ‘Giorno del ricordo’, che si celebra ogni anno il 10 febbraio.

A Faenza il ‘Giorno del ricordo’ è commemorato quest’anno dall’Amministrazione comunale con due eventi, programmati nelle giornate del 9 e del 13 febbraio prossimi.

Martedì 9 febbraio, alle ore 18.00, nella chiesa dei Caduti, in corso Matteotti, si terrà una santa messa in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, celebrata dal vescovo della Diocesi di Faenza e Modigliana mons. Mario Toso.

Al termine della funzione religiosa sarà inoltre deposta una corona di fiori a ricordo di tutte le vittime. Sabato 13 febbraio, alle ore 9.15, deposizione di un mazzo di fiori alla lapide in piazzale Vittime delle Foibe, in via Renaccio, poi, alle ore 10.00, nella sala del consiglio comunale di Palazzo Manfredi, commemorazione della tragedia degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. La cerimonia sarà aperta dagli interventi del sindaco Giovanni Malpezzi e del presidente del consiglio comunale Luca de Tollis, quindi sarà proiettato il documentario storico scritto e prodotto da Domenico Guzzo e Alessandro Quadretti: ‘L’ultima spiaggia Pola fra la strage di Vergarolla e l’esodo’. Il documentario sarà preceduto dalla presentazione del regista Alessandro Quadretti.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Libero Comune di Pola in esilio e con il sostegno di Simone Cristicchi e del Circolo di cultura istro-veneta ‘Istria’.

 

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