Cesenatico. Trivelle in Adriatico. Un incontro con Sos Adriatico per capire cosa succederà con un’eventuale installazione al largo.

Cesenatico. Trivelle in Adriatico. Un incontro con Sos Adriatico per capire cosa succederà con un’eventuale installazione al largo.
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CESENATICO. Sull’orizzonte di Cesenatico irrompono prepotentemente piattaforme e fantasmi di trivellazioni, ‘SOS Adriatico’ propone per questa sera un incontro pubblico alle 17 alla casa del pescatore di Cesenatico in via F.lli Caboto 11. per capire, grazie al contributo di esperti, cosa bolle in pentola e cosa si può fare per evitare il peggio.SOS Adriatico nasce dall’unione informale e apartitica di associazioni, comitati, singoli cittadini della provincia di Rimini che, in seguito alla recente accelerazione imposta a livello nazionale in tema di ricerca e sfruttamento di idrocarburi in Adriatico, decidono di mobilitarsi per creare un fronte compatto di opposizione che contrasti politiche che si ritengono prive di senso ambientale, energetico, sociale ed economico.
La campagna vuole così contribuire a segnare la svolta da un modello sociale necessariamente destinato alla fine, quello basato sulle fonti fossili, verso uno nuovo, in grado di garantire a tutti uno sviluppo sostenibile e in linea con quanto previsto dall’accordo raggiunto alla recente conferenza sul clima a Parigi (COP21). Oggi il tema delle trivellazioni in Adriatico è di grande attualità a Cesenatico, dopo l’arrivo della piattaforma temporanea di ENI Spa sul pozzo Morena I per lavori di manutenzione volti alla riattivazione dello stesso e che lì si tratterrà fino a Pasqua.

Il pozzo Morena I si trova a circa 7 chilometri dalla costa (3.7 miglia nautiche) e, come dichiarato dal colosso dell’energia, è stato chiuso nel 2008 per fuoriuscite di sabbia dal sottosuolo, che dovrebbero essere fermate tramite la nuova tecnologia ‘Sand Control’.
Mentre il governo fa dietrofront per cercare di scongiurare il referendum proposto da nove regioni, ritoccando la Legge di stabilità e imponendo il limite per le nuove concessioni delle 12 miglia nautiche dalla costa, ENI SpA punta alla riapertura di un pozzo ben più vicino rispetto al nuovo limite che ha portato al rigetto, nei giorni scorsi, di 27 istanze lungo tutta la costa adriatica.

I rischi ambientali di questa operazione sono enormi per il territorio, prima fra tutti la subsidenza, che abbasserebbe i fondali marini aumentando l’erosione della costa, fenomeno che a Cesenatico è già di per sé un problema, per non parlare dei danni che anche un piccolo incidente potrebbe causare all’ambiente e alla fauna ittica e di conseguenza alla pesca, che è una delle principali attività economiche con un indotto, solo a Cesenatico, di circa 100 miliardi annui.

Per capire meglio cosa sta succedendo nei mari italiani, i benefici e i rischi diretti e indiretti per Cesenatico e tutta la costa adriatica di questa strategia energetica obsoleta, SOS Adriatico invita tutta la cittadinanza all’incontro pubblico con Augusto De Sanctis, attivista del coordinamento No Ombrina che dopo anni di opposizione attiva ai piani di sfruttamento degli idrocarburi nel nostro Paese ha recentemente ottenuto un’importante risultato con il definitivo rigetto della piattaforma Ombrina Mare in Abruzzo.

L’appuntamento è per venerdì 12 febbraio alle ore 17, presso la cooperativa ‘Casa del pescatore’, in via F.lli Caboto 11.

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