Non solo sport. Scudetto Italia: una questione a due? Cenerentola in Premier. Cinesi e Alfa in arrivo?

Non solo sport. Scudetto Italia: una questione a due? Cenerentola in Premier. Cinesi e Alfa in arrivo?
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LA CRONACA DAL DIVANO. A quanto sembra sono rimaste in due, anche se la Roma di Spalletti si sta ritrovando, poco alla volta, e potrebbe tornare   anche lei in partita  nella fase finale del Campionato. Una tenzone comunque che restringe il campo dei vincitori: forse due, forse tre. Alle spalle faticano infatti Viola, Inter, Milan.
Loro, le vecchie big, una volta avanti, un’altra indietro. Il Mancio infatti boccheggia, la Viola non sfonda, il Milan manca di quella ( decisiva) ferocia agonistica che solo i suoi padri avevano.
E comunque il nostro, resta un Campionato  bello. Bello. In testa, in medio  et in coda.
Non possiamo infatti lamentarci , soprattutto se ci affacciamo sulle altrui meraviglie : in Germania, ad esempio, il campionato lo aggiudicano già  in partenza; in Francia, pure; in Spagna, dopo qualche  balletto di circostanza tra qualche ancella, tutto torna nelle mani del solito Barca; in Inghilterra, invece, c’è una squadra miracolo, una Cenerentola, certo, guidata ( guarda un po’) da un transfuga italico,  che le sta suonando a tutte le altre altre,  nobili e titolate.
I suoi cinque/sei punti di vantaggio sugli spendaccioni qatarioti la dice lunga sul calcio e sulla sue storie. Infatti, anche qui, e forse più qui che altrove, il lignaggio continua a contare, eccome.
E se mettiamo da parte l’eccezione Leicester guidata dal Caio Julio Caesar Ranieri, non è che il City ( manco una Champions) o il Chelsea ( solo una Champions) possono permettersi di ignorare il dna loro e altrui. I soldi contano, ma solo per acquistare e non per trionfare. Nel calcio ( e nello sport ) infatti ci sono ‘cose ‘che non si acquistano. Che non sono merce. Ma che solo loro, spesso e volentieri, ineffabilmente, decidono il destino dei vari interpreti.

Divertente è il balletto che tanti esterofili ( addetti ai lavori compresi) stanno facendo su mister Allegri. Allora, lo provocano, signor Allegri, la va o no in Premier? Allora, lei la lascia o no sta Signora, il meglio d’una Italia incartapecorita? Insomma, la ci saluta o no?
Lor signori, infatti, forse abbagliati dal luccichio dei soliti danari, oramai, di quanto accade nel calcio del nostro  Paese non se ne fregano un fico secco. Amano lasciarsi andare ai sogni riflessi. Che portano lassù. Donde , si racconta, tra le amene isole d’Albione, s’è trapiantato il nuovo paradiso della pelota.
Un paradiso ricco, sempre più ricco, al punto che In Albione dovranno tornare come nell’Anteguerra, autarchici e soli. Dovranno cioè rifarsi un loro torneo e, poi, una volta assegnato il titolo, torneranno a  sfidare  il campione degli altri campionati europei messi assieme sotto l’egida Uefa. Sempre che ci sia ancora l’Uefa, tra qualche anno.
La debolezza mostrata nel far rispettare il fair play finanziario infatti ha lasciato ferite profonde. Dolorose. Soprattutto tra gli smarriti ( e poveri) club storici del Belpaese.
Si voleva far spendere alle squadre europee  in base ai loro ricavi. Invece, poi, come sempre più capita anche nella leggiadra Europa,  tutto è saltato. Platini compreso. I qatarioti continuano così a sbattersene  del fair play; gli oligarchi russi, pure; i miliardari americani, anche.

Potrebbero cambiar tutto i cinesi. Ancor più danarosi di tutti. Che stanno pagando una mezza pippa quanto un top player. Quelli, in tanti come sono, se ingranano la marcia,  tra uno o due anni ci porteranno via anche i mostri della pelota. Che dovranno così migrare. In blocco. Dove il sol si leva.
E da dove i Polo  già diversi secoli fa sono tornati raccontando mille  maraviglie.  Chissà solo  se i nostri esterofili ce la faranno a riconvertirsi in tempo? Magari, lasciando finalmente  in pace il signor Allegri?

NAPOLI O JUVE? JUVE O NAPOLI. Sembra d’essere tornati indietro (almeno) di un quarto di secolo, quando il torneo italico era ‘ un campionato mondiale per club che si disputava ogni settimana’. Da noi, allora, calcavano la scena Maradona e Careca ( dalla parte napoletana), Platini e Boniek ( da quella juventina).
Con  Milan, Inter, Samp e perfino Verona, a rompere le balle. Che tempi, ragazzi! Che razze di giocatori! Altro che quei quattro cavalli pazzi lasciati a briglia sciolta su e giù per quei rettangoli verdi che si sopportano ( ancor oggi) in una Premier (de) anglizzata. Allora, a chi andrà lo scudetto 2016? Alla Signora o al Ciuccio? A Dybala o a Higuain? A Podgba o ad Hamsik? A Buffon o a Reina?
Sabato, dicono, non sarà decisiva, ma se il Ciuccio supererà  la Signora di cinque punti, sarà difficile ( molto difficile) una seconda remuntada bianconera. Intanto, però, accontentiamoci di quanto passa il convento. Con Cenerentola che sta ammazzando la Premier e i cinesi( più) vicini che  lontani.

OPINIONISTI( E NON SOLO). ” E Levandoski, Ibra e Diego Costa dove li mettiamo?” così il Capello, non più allenatore ma opinionista,  residenza a Londra,   ormai lontano dalla natia Pieris, risponde a chi gli chiede dove collocherebbe l’Higuain del Napoli in una ideale graduatoria dei migliori centrattacchi del mondo.
Capello, come tanti altri transfuga del nostro calcio, non appena pongono piede nell’ Altrove, quando parla del Belpaese, non è che lo esalti particolarmente.Anzi, se possibile, ci par prediligere un calcione ad una carezza. Ad esempio, per lui, dover  ammettere che don Gonzalo da Napoli, il miglior don Gonzalo di sempre, splenda più delle icone dell’Altrove è un po’ come ammettere che, tutto sommato, la bistrattata pelota italica, non è poi così male.

E se non è poi così male, che ci sta a fare lui nelle tristi e umide atmosfere londinesi? Se il  migliore dei punteros è nostro, gli altri, gli squadroni dei qatarioti e degli oligarchi russi, chè gettano a fare al vento  tanti danari? Glielo ha chiesto, a quelli lassù,  il don Fabio?  Inoltre, quando ripete che, lui, nel calcio del Belpaese mai e poi mai rimetterà più piede, lo fa solo perchè  ha visto che quaggiù non hanno più una lira o perchè  lassù non arrivano mai al fondo della borsa?
Il nostro è un calcio malato. Lo sappiamo. Non son più i tempi degli Immortali e degli Invincibili. Tuttavia non vorremmo si rinunciasse a dargli le  medicine di cui abbisogna. Compresa l’ umana autostima. Certo che se alla prima occasione invece di rincuorarlo lo si affossa, beh, l’uscita della malattia non potrà che risultare più  difficile, molto più difficile. Ma forse, questo, ai transfuga, poco importa.
Guidolin, il buon Guidolin,  dopo una vita passata nel Nord Est, col suo viso contrito, da eterno penitente, appena una manciata di settimane fa, ci ha fatto sapere” che se ne andava in Albione a coronare un suo vecchio sogno”. I sogni che si avverano commuovono.
Peccato però che anche lui, come tanti giovani e non, i loro sogni li pensino lontani dalle loro culle. Donde son nati, cresciuti e pasciuti. E donde, un tempo, soprattutto nel Nord Est, i migranti sognavano,certo, ma soltanto di tornare,  ‘ prima o poi’ , al paese loro, tra quelle ‘cime ineguali, note (solo)  a chi è cresciuto tra (loro) , e impresse nella  (loro) mente, non meno che l’aspetto dei (loro) più famigliari…”.

NOI E GLI ALTRI. Due turni addietro. Sassuolo-Roma: 0-2, con gol di Salah e El Shaa. E  un bellissimo primo tempo tra due squadre all’altezza della loro posizione di classifica. In contemporanea, su Sky, guarda caso, andavano in 0nda alcuni match chiave della celebrata  Premier.
Tra questi quello tra lo  semisconosciuto Leicester di Ranieri che battendo il plurititolato Liverpool ( 2-0) di Klopp s’è ancora più saldamente insediato sulla vetta del campionato dei ricconi.  Mettendo in mostra nulla di maggiormente eclatante sul campo rispetto alle nostre due squadre, avvincenti avversarie nel gioiellino del Mapei Sadium. Dove sono loro, insomma, ci siamo anche noi. E tuttavia ad esser completi la favola del Leicester non è finita qui perchè sabato 6 ha asfaltato pure i ricconi del City ( 3-1). Col solito, impensabile, italiota a dispensar  miracoli.

 

PROSSIMO TURNO. ( giovedì 11) Lazio-Verona 5-1 ( ore 20,45); ( venerdì 12, ore 20,45) Carpi-Roma 1-3 ; ( sabato 13) Empoli-Frosinone ( ore 15), Chievo-Sassuolo (ore 18), Juve-Napoli ( ore 20,45); ( domenica 14) Milan-Genoa (ore 12,45), Palermo-Torino ( ore 15), Samp-Atalanta, Udinese-Bologna; Fiorentina-Inter ( ore 20,45).
LA CLASSIFICA. Napoli punti 56; Juve, 54; Fiorentina,46; Inter,45; *Roma,44; Milan,40; Sassuolo,34; Empoli, 34; *Lazio,33; Bologna,30; Torino e Atalanta ,28; Chievo,27; Udinese,27; Palermo,26; Genoa,25; Samp, 24;* Carpi,19; Frosinone,19; *Verona,15.
* ( dati da aggiornare)

RISULTATI XXIV GIORNATA. ( sabato 6 febbraio) Bologna-Fiorentina 1-1( ore 18), Genoa-Lazio 0-0 ( ore 21,30); ( domenica 7) Verona-Inter 3-3( ore 12,30), Frosinone-Juve 0-2 (ore 15), Milan-Udinese 1-1, Napoli-Carpi 2-0, Sassuolo-Palermo 2-2, Torino-Chievo 1-2, Atalanta-Empoli 0-0 (ore 18), Roma-Samp 2-1 (ore 20,45).
I MARCATORI. 24 reti Higuain ( 1, Napoli); 13 Dybala( 3,Juve); 12 reti, Eder ( Inter, 12 reti con 3 rigori nella Samp) e Bacca(1,Milan).

IL CALCIOMERCATO E ALTRO. S’è chiusa dunque senza botti la sessione invernale del calcio mercato 2015/2016. I soldi (  Premier  e Cina a parte ) latitano e i ( buoni) giocatori pure. Eder, El Saha e Perotti sono stati i colpi migliori. Juve e Napoli, invece, col solito esemplare acume, si sono rivolti ai giovani; Lapdula e Caprari, con prenotazione di Ganz Jr per la Signora; Raicevic e Ionita, a luglio, per il Ciuccio.
Ora tutte le contendenti non dovranno che pensare alla volata scudetto, Champions e Uefa, retrocessione a parte. In ballo ci sono fino a  50 milioni. E il terzo posto nel ranking Uefa, dove ci mancano tre punti per passare avanti alla ‘ riccona’ Premier.

IL RUGGITO DELLA ROSSA. Due buone nuove: il ruggito della ‘rossa’ e il ritorno dell’Alfa. La prima non è una ipotesi, la seconda sì. Ad annunciarla è stato Marchionne in una intervista alla ‘rosea‘. Sarebbe meraviglioso.

GLI ALTRI SPORT. Non è che il signor Petrucci debba chiedere un lustro sabbatico europeo per le sue squadre di basket? Infatti, che ci vanno a fare in Europa quelle masnade senza capo nè coda ? Se non son pronte, le si metta da parte in attesa di tempi migliori. A dire il vero avevamo pensato la stessa cosa per quelli del rugby che, però, con gradita smentita, qualche segno di vitalità l’hanno dato, eccome.
Proprio contro i Galletti di Francia, nel loro tempietto di casa, e che sol per un vezzo del nostro Parisse se la sono cavata di  un nonnulla ( 21-23). Adesso speriamo soltanto  che non sia il solito ferro da cavallo. Ovvero quell’una tantum che ci ha sempre illuso, lasciandoci, poi, successivamente, col solito amaro in bocca.

Brutta fine per il calcio a Cinque, presuntuoso, disattento. Erano più forti, ma si sono fatti buttar fuori dai brasiliani del Kazakistan. Luca Marini, fratellino del Vale, sta per scendere in pista. Per lui i primi positivi test cat 125.
Intanto il Vale arrota i ferri adversus Lorenzo e Marquez, che per merchandising fanno  finta di nulla, ma che sotto sotto non sognano altro che portare a compimento la completa disfatta del Maestro di Tavullia.
Aru s’affaccia sulla stagione 2016 col sorriso. ” Sono in anticipo – dice. Vado davvero forte”. Per lui il Tour. Modena della pallavolo maschile torna ed esultare on Coppa. La bacheca va rimpinguata. Dopo i 38 titoli finora aggiudicati. Un Abbagnale scende invece dalla barca per Rio visto  che ha ( colpevolmente?) saltato tre convocazioni antidoping consecutive . La Vonn, nello sci,  non fa altro che vincere. Mentre Dorothea Wierer sta sempre più diventando la nuova stella del Biathlon. Bella e splendente. Non tormentatela, però.

SPECIALE POUND ( WADA) .  Circola, su Sky, una coraggiosa  ( ed ampia) intervista a Richard Pound, tra i fondatori della Wada e attuale presidente della Commissione antidoping, che ( in ore accessibili ) dovrebbe essere trasmessa e ritrasmessa ( a nostro modesto avviso) su tutti media del globo.
La testimonianza dell’autorevole esponente dell’Agenzia mondiale antidoping certifica infatti quanto si va ormai dicendo da almeno  un decennio  sulle pratiche in uso nello sport mondiale col fine di raggiungere altissimi  risultati a tutti i costi.
In proposito, visto che una legge antidoping  planetaria non esiste,  ci sono paesi,  ben oltre gli ultimi ‘pizzicati‘ ai controlli, e comunque tuttora al di sopra d’ogni sospetto, i quali,  imperterriti, continuano a mandare in gara atleti  ( assolutamente) indegni.

La lotta, sottolinea mister Pound, è resa difficile dall’omertà che vige un po’ in tutti gli sport e a tutte le latitudini con relativa copertura politica. Alle Federazioni danno fastidio i controlli e le positività; mentre ai Governi non garbano atleti medagliati ( o vincenti) poi dichiarati ‘ dopati‘. C’è una realtà, insomma, triste, vigliacca, reiterata, che va coperta a tutti i costi, quasi quasi, non esistesse neppure. E’ il solito giochino del gettare la polvere sotto i tappeti.
Che solo in pochi paesi trova qualche ostacolo, tipo l’Italia, la bistrattata Italia, che però quando si tratta di guardarsi allo specchio e dirsi come vanno le cose non fa sconti a nessuno. Sia chiaro, non è che da noi vada tutto ok; l’intervista sulla ‘rosea‘ a Guariniello lo spiega. Senza indicare i bravi e i meno bravi. Chiaramente. E tuttavia, pare proprio che vada meglio da noi che in altri celebrati paesi plurivincitori dove il coraggio ( e il controllo)  manca.
E’ il caso della Spagna, più volte chiacchierata ma mai apertamente tirata in ballo, dove 223 sacche di sangue acquisite nella Operacion Puerto che ha coinvolto il magico dottor Fuentes  sono state sottratte ( per il momento, in attesa dei risultati del ricorso)  al controllo della Wada. Le misteriose parole della moglie del medico spagnolo ( ai tempi del processo-farsa) sembrano acufeni nelle povere orecchie di chi le ha lette.
Mister  Pound non tralascia  inoltre  i casi più eclatanti, e tollerati per anni. Come quello del ciclista Hamilton. Come quelli relativi a certi incontri di calcio dove, a fronte di allenamenti ‘leggeri‘, si viaggia , poi, sul campo,  a velocità della luce e per tempi prolungati. Qui, ad esempio, è difficile escludere  ” l’uso in corso di sostanze dopanti”.
Ma dove sono passati i controlli di cui le autorità calcistiche giuravano (e giurano )  ogni volta di svolgere regolarmente? Già, vhe ne è degli sbandierati controlli?
” Quando nell’estate 1998 uscì la famosa intervista con la denuncia di Zeman, mi attivai – ricorda Raffaele Guariniello, magistrato – perchè coordinavo il gruppo tutela della salute. Subito corsero da me i rappresentanti delle più importanti istituzioni sportive, a partire dal Coni. Tutti mi rassicurarono, mi dissero di stare tranquillo perchè nel calcio si facevano controlli antidoping, non a decine, ma a migliaia.
Sulle prime pensai che fossero tutte fantasie ( di Zeman ), ma per scrupolo mandai la Polizia giudiziaria al Laboratorio dell’Acqua Acetosa a Roma. Sentimmo le persone, guardammo i documenti e facemmo una scoperta sensazionale : le analisi venivano fatte, ma le sostanze dopanti, in particolare gli anabolizzanti, non venivano cercate. Per forza i risultati non evidenziavano nulla. Avvisai il responsabili medico del Cio e feci la segnalazione formale che portò alla chiusura dell’Acqua Acetosa, per anni”.

POLITICA E NON SOLO. In America per la corsa alla presidenza, sono partiti i primi test. Il primo turno. Disputato nel piccolo Iowa. Dove, tra i democratici,  un certo Sanders sembra avere  più tela da tessere di quanto si credeva, anche se per lui ( troppo a sinistra) sarà difficile battere Hilary Clinton. Il voto nello New Hampshire,  poi, ha aggiunto qualcosina di più. Per i repubblicani, invece,  Cruz se la deve (già) vedere con Marco Rubio, l’uomo dell’establishment. Mentre per Donald Trump, il roboante miliardario dalle dichiarazioni scioccanti,  la corsa alla presidenza non pare affatto alle battute finali.
Sulla lotta all’Isis, John Kerry, segretario di Stato Usa, ha precisato: “ Il mondo si aspetta sicurezza. L’Isis è una minaccia comune, per questo tutte le forze vanno unite per eliminarlo“. Intanto, per quel che riguarda la Libia, i ministri dei 25 paesi che hanno preso parte al summit di Roma, hanno deciso di sollecitare il Consiglio presidenziale libico perchè sottoponga al voto del Parlamento di Tobruk, dell’8 febbraio, un nuovo governo di unità nazionale.
Dura risposta della Ue a Renzi. E se a Bruxelles i falchi non perdono occasione di bacchettare l’Italia, da Accra il premier aveva ribattuto :” L’Italia  dà all’Europa, ogni anno, molto più di quanto riceve, allora è forse arrivata l’ora di dire che non prendiamo più lezioncine dai nostri amici europei. Se vogliamo risolvere il problema dell’immigrazione servono una strategia di lungo periodo e non parolucce da quattro soldi”.

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