Piacenza. La città prima in regione per densità di società ciclistiche sportive.

Piacenza. La città prima in regione per densità di società ciclistiche sportive.
ciclismo, foto di repertorio

PIACENZA. Secondo un’analisi di DAS Italia, compagnia specializzata nella tutela legale, L’Emilia-Romagna, sestultima per densità di società ciclistiche sportive, è terza per percentuale di donne tesserate.

Piacenza è la provincia dell’Emilia Romagna con il maggior numero di società ciclistiche sportive rispetto alla popolazione in età sportiva (1 ogni 9.438 abitanti*), precedendo Ravenna (1 ogni 11.828 ab.) e Parma (1 ogni 114.120 ab). E’ quanto emerge da un’analisi di DAS (Generali Italia), compagnia specializzata nella tutela legale che, con la polizza Difesa associazione sportiva, vuole avviare un dialogo con le 198 società ciclistiche sportive della regione e i loro 4.980 tesserati.

‘Il ciclismo su strada – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di D.A.S. – espone gli sportivi a molti pericoli. Con una spesa minima, anche di 2 euro a persona, l’associazione ciclistica può tutelare i propri iscritti sia nel caso in cui debbano attivarsi contro terzi per un danno subito durante l’attività sportiva, sia per resistere a ingiuste richieste di risarcimento avanzate da altri nei loro confronti. Anche in sede penale – conclude Grasso – è fondamentale essere tutelati perché in caso di lesioni provocate dal ciclista a terzi è necessario difendersi’. 

Al quarto posto della graduatoria elaborata da DAS c’è la provincia di Forlì-Cesena, dove vi è una società ciclistica sportiva 14.821 abitanti. Seguono Reggio Emilia (1 ogni 18.448 residenti), Rimini (1/23.243 ab.) e Modena (1/24.127 ab.). Il capoluogo Bologna (1 società ciclistica sportiva ogni 28.380 abitanti) è penultimo e precede Ferrara (1/28.943 ab.).

L’Emilia Romagna è terza in Italia per percentuale di donne iscritte alle società ciclistiche sportive. È, infatti, donna l’8,3% del totale tesserati della regione. La presenza femminile è più corposa solo in Valle d’Aosta (14,6%) e Trentino Alto Adige (11,7%), mentre è più bassa in Molise (2,6% del totale tesserati della regione), Calabria (3,1% ) e Campania (3,2%).

A livello nazionale l’Emilia Romagna è al sestultimo posto, con una densità di una società ciclistica sportiva ogni 18.411 abitanti in età sportiva. In vetta alla graduatoria elaborata da DAS, ci sono Valle D’Aosta (1 ogni 4858 ab.), Trentino Alto Adige (1/5646 ab.) e Umbria (1/8150 ab.). Il Triveneto è il regno incontrastato dei ciclisti, con un numero di tesserati pari a oltre un quarto del totale nazionale (26,5%).

Secondo l’analisi di DAS Italia agli ultimi posti per la pratica ciclistica nel nostro Paese, ci sono le regioni del Sud. La Campania fa rilevare la performance peggiore (1 società ciclistica ogni 45.715 residenti) ma non fa meglio la Calabria (1/53.499 ab.). Agli ultimi posti, tra Puglia (1/27.758 ab.) e Sicilia (1/24.483 ab.), è posizionato il Lazio (1/27.422 ab.).

Nella classifica elaborata da D.A.S. le regioni del Centro-Sud, nonostante i numeri assoluti  ancora bassi, fanno registrare i più alti tassi di “crescita” delle società sportive ciclistiche. In Puglia, tra 2014 e 2015, si è registrato un aumentato del 12,6%. Seguono Molise (+10%), Campania (+7,8%) e Lazio (+6,5%). Nell’ultimo anno le associazioni sportive ciclistiche sono calate soprattutto in Calabria (-16,1%), Marche (-8,6%) e Friuli Venezia Giulia (-5,8%).

Per quanto riguardo i numeri assoluti la Lombardia (712) batte tutti per società ciclistiche iscritte nel 2005 alla federazione nazionale, molto indietro troviamo Veneto (564), Toscana (288) e Piemonte (226). L’analisi di DAS rileva ai primi due posti per numero di tesserati sempre Lombardia (17.386) e Veneto (13.904). Il Piemonte (5.628), invece, scavalca la Toscana (5367) al terzo posto quanto ad atleti iscritti.

Con Difesa Associazione, D.A.S. offre agli iscritti, ai dirigenti e ai dipendenti di un’associazione sportiva l’assistenza necessaria e il rimborso delle spese legali in caso di procedimenti penali per delitto colposo o per contravvenzione; vertenze di natura civile per danni subiti e per difendersi da richieste di risarcimento danni avanzate da terzi (ad esaurimento di quanto dovuto dalla polizza di RC).  D.A.S. sostiene inoltre gli assicurati nel caso in cui intendano opporsi a una sanzione amministrativa (pecuniaria o interdittiva) conseguente ad una presunta violazione della normativa vigente. Tramite il servizio ConsulDAS, gli assicurati potranno ottenere via telefono una consulenza legale gratuita nell’ambito delle materie comprese in polizza.

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