Cesena. CNA. Quartiere Novello: solo polemiche o un’opportunità per il comparto costruzioni del territorio?

Cesena. CNA. Quartiere Novello: solo polemiche o un’opportunità per il comparto costruzioni del territorio?
Sandro Siboni CNA Cesena

CESENA. Sui quotidiani locali le analisi circa l’opportunità di dar vita al progetto sul quartiere Novello si sprecano. Le implicazioni oggetto di approfondimento sono diverse: economico-finanziario, immobiliari, sociali e urbanistiche.

Abbiamo letto di tutto e probabilmente, nei giorni a venire, sentiremo il contrario di tutto, ma la situazione in termini di chiarezza non migliorerà molto. Ancora una volta assistiamo allo scontrarsi di due diverse concezioni su come dovrà essere la Cesena che verrà. Un dialogo fra sordi, dove tutto quello che viene presentato ad opera dell’altra parte va rifiutato a priori e viceversa. Ci pare riduttivo un approccio ai problemi dove è tutto bianco o tutto nero. Crediamo che sia sempre possibile trovare, o almeno tentare, una mediazione fra opposti interessi; o che sia possibile trovare spunti interessanti in posizioni divergenti. Il vero problema è che non si riesce a capire quando ci si muova per tutelare l’interesse della collettività, o quando in base a una semplice contrapposizione politica.

Chi si vuole avvicinare in maniera neutra e con la volontà di capire trova enormi difficoltà a comprendere quale sia la realtà.  Questa confusione e la relativa impossibilità di mettere il cittadino in condizioni di farsi un’opinione, rappresenta il vero problema del quale gli esponenti politici dovrebbero preoccuparsi.

Come CNA Cesena Val Savio non vogliamo alimentare la discussione ed esasperare le posizioni, e in quanto Associazione che si occupa di tutelare gli interessi delle imprese ci piacerebbe capire quali riflessi positivi si potrebbero ricavare da un progetto che riguarda un settore produttivo disastrato, con un indice di mortalità aziendale superiore al dato regionale e a quello nazionale. Ancora di più ci piacerebbe, rappresentando gli interessi delle imprese edili e della filiera delle costruzioni, una volta colonna portante dell’economia locale, sapere se gli appalti che supereranno i 50 milioni di euro di valore potranno essere scomposti in appalti più piccoli e se esiste la volontà politica di trovare forme che garantiscano un elemento di premialità per le piccole e micro imprese del nostro territorio. In sostanza, quello che ci preme, in questo momento di difficile congiuntura è capire se, al di là del giudizio sull’opportunità o fattibilità della scelta, sia possibile stringere con l’Amministrazione comunale un ‘patto’ che consenta di garantire, a una platea d’imprenditori allo stremo delle forze, un ritorno economico da questa operazione.

Questo ci pare un aspetto che non ha avuto, fino ad ora, l’attenzione che merita e che dovrebbe comunque essere tenuto in considerazione per una valutazione globale della bontà dell’operazione.  Perciò chiediamo all’Amministrazione Lucchi di attivarsi, in tempi ristretti per formalizzare un’ipotesi che vada nella direzione auspicata. Lo chiediamo come CNA per le migliaia di imprenditori del comparto edile che rappresentiamo e anche a nome di quei cittadini che vorrebbero avere elementi concreti per valutare e dare un giudizio libero da condizionamenti.

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