Ravenna. Camera di Commercio: i dati sulle imprese confermano un quadro negativo. Qualche tendenza al miglioramento si vede.

Ravenna. Camera di Commercio: i dati sulle imprese confermano un quadro negativo. Qualche tendenza al miglioramento si vede.
La Camera di Commercio di Ravenna. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Al 31 dicembre 2015 sono 40.498 le imprese iscritte nel Registro delle Imprese di Ravenna, 236 in meno rispetto alla stessa data dell’anno passato.

Il calo è stato determinato da un saldo negativo tra cessazioni e nuove iscrizioni di 116 unità a cui si sono aggiunte le ulteriori cancellazioni di ufficio di posizioni inattive da anni.

Al netto di queste ultime il tasso di variazione nel 2015 è risultato del -0,28%. Confrontando questo dato con quello degli ultimi anni, -0,34% nel 2014 e -1,20% nel 2013, se ne ricava un quadro che permane negativo, ma con una tendenza al miglioramento.

Rispetto al 31 dicembre 2014 gli unici settori che presentano un segno positivo nella variazione del numero di imprese registrate appartengono al terziario avanzato. Si tratta di imprese operanti nel settore turistico, creditizio e assicurativo e dei servizi alla persona, servizi all’impresa e professionali. L’incremento più rilevante interessa le imprese dei servizi  alla persona (+69 unità, pari al +2,4%). A seguire le imprese turistiche (alloggio e ristorazione) crescono di 44 unità (+1,3%), quelle dei servizi alle imprese (attività finanziarie, informatiche professionali, immobiliari) di 31 unità (+0,6%) e infine quelle del credito e assicurazioni di 12 unità (+1,7%).

Tra i settori maggiormente in sofferenza si segnalano l’agricoltura, le costruzioni e il commercio.

L’agricoltura negli ultimi dodici mesi fa segnare -141 imprese (-1,9%). Il settore edile perde altre 117 imprese (-1,9%). Il commercio si riduce di 83 unità (-0,9%) mentre il settore dei trasporti e spedizioni diminuisce di 34 unità (-3,5%) allungando anch’esso un trend negativo in atto da tempo.

Il settore industriale si riduce di 49 unità (-1,9%). Al suo interno le attività manifatturiere più colpite sono quelle della fabbricazione di prodotti in metallo, di materiali da costruzione, di altri mezzi di trasporto e quelle alimentari e delle bevande. Il settore più in salute è quello della gomma e plastica e della moda.

Per quanto riguarda le aree territoriali della provincia, nel 2015 tutte sono state interessate da una riduzione del numero di imprese. Quella ravennate è interessata dalla perdita – in termini relativi – più contenuta (-0,2%) seguita dalla Romagna faentina (-0,6%) e infine dalla Bassa Romagna (-1,2%). Tra i comuni più grandi della provincia solo Cervia mostra una variazione positiva, negativi Ravenna, Faenza e Lugo.

Nel comparto artigiano la flessione nel numero delle imprese registrate è risultata più pesante in termini relativi rispetto alla media generale.

Al 31 dicembre 2015 le imprese artigiane registrate sono 10.777 ovvero 195 in meno nel confronto con il dicembre 2015 pari ad una  diminuzione dell’ 1,8%.

Le imprese femminili sono invece risultate 8.249, in crescita di 18unità rispetto alla stessa data dello scorso anno (+0,2%). Appartengono per la maggior parte ai settori del commercio (il 27,2%) , segue l’agricoltura (15%), i servizi alla persona (15%) e il turismo (13,9%).

Anche in questa fase si conferma positivo il saldo delle imprese con titolare straniero o a maggioranza dei soci straniera. Al 31 dicembre 2015 sono iscritte 4.223 imprese straniere nel Registro imprese di Ravenna: 59 in  più  rispetto alla stessa data dello scorso anno (+1,4%). I settori di attività nei quali la quota di imprenditoria straniera è più rilevante sono quelli delle costruzioni (27,8%), del commercio (16,1%) e del turismo (8,9%).

Al 31 dicembre 2015 sono 2.717 le imprese giovanili registrate a Ravenna. Negli ultimi 12 mesi il loro numero ha subito una flessione di 125 unità pari al -4,4% rispetto alla stessa data dell’anno precedente, il che si giustifica principalmente con la perdita dei requisiti per la  definizione di “giovanile” ovvero il superamento della soglia dei 35 anni da parte di soci e titolari. Appartengono prevalentemente ai settori del commercio dove ne sono presenti 798 (il 29,4% del totale delle imprese giovanili), delle costruzioni, 634 (23,3%) e del turismo 333 (12,3%).

 

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