Non solo sport. Roma: rapina Real. Napoli, battuto; Lazio e Viola, pari sono. Si scopre la ‘ nueva’ Ferrari.

Non solo sport. Roma: rapina Real. Napoli, battuto; Lazio e Viola, pari sono. Si scopre la ‘ nueva’ Ferrari.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Primo turno ottavi di Champions. Il Chelsea perde 2-1 a Parigi, contro un Psg imbottito di ex ‘italiani’, comunque non certo irresistibile. Non è andata meglio alle inglesi in Europa League: sconfitta per lo United ( 2-1) e pareggi per Liverpool e Tottenham ( 1-1, contro la Viola). Messa così, nei nostri confronti, saremmo in parità. Noi, infatti, dobbiamo contare per il ranking Uefa due sconfitte ( Roma e Napoli) e due pareggi ( Fiorentina e Lazio).
Per farci un quadro ancor più chiaro ( cioè se ce la faremo o no colmare i tre punti che ci separano dal sorpasso sulle inglesi)  dovremo perciò avere la pazienza di aspettare  , da una parte, il secondo turno Champions ( 23/24 febbraio) con  Arsenal-Barca e Dinamo Kiev-City;  e,dall’altra,  Juve-Bayern. Con l’ aggiunta del ritorno di quest’ultimo  turno Uefa ( 24/25 febbraio).

Intanto ci sovvien un adagio del nostro Andreotti “ Pensar male è peccato, ma spesso ci si piglia“. E infatti, che dire dei ( due) rigori negati alla Roma ( uno su El Shaa e l’altro su Florenzi) e dell’altro negato al Napoli?  I soliti esterofili, sorvolando al solito, commentano:  ” E comunque, rigore o non rigore, il Real è un’ altra cosa rispetto alla Roma”. Sarà, come dicon costoro; ma se son ‘altra cosa’ perchè sostenerli, rimboccarli, minimizzarli,  oltre ogni  giustizia?
Non dovrebbero esser capaci, da soli, i galattici, a tirar fuori le castagne dal fuoco? Che razza di galattici sono se occorre soccorrerli anche la piccola Roma  per consentirgli di lustrare, ogni volta, sempre e comunque, la loro candida camiseta?
Infatti, il bravo Florenzi, falciato in area sotto milioni di occhi come grano maturo, ha sbottato, amaro, amarissimo: ” Grande partita, la nostra, ci avessero dato quel rigore sacrosanto, chissà che altro avremmo potuto fare?”.  Ora, è chiaro, che il ritorno a Madrid, potrà essere soltanto una piacevole gita premio. Mah, mah: come si fa a non pensar male? Perfino su certe innocenze di ‘ste immacolate ‘ camisete blanche‘?

FINALMENTE UNA CON LE PALLE! No, stiano calmi i non juventini, noi non apparteniamo ad alcuna famiglia, se non a quella che ci accomuna a tutti nell’attesa di quell’altra ancor più grande che aspettiamo oramai come indispensabile, e però quando  sentiamo che qualcuno di noi risponde per le rime  a chi è abituato a svendere il secolare lavoro ( e merito) degli altri (  soprattutto  dei migliori)  non  ci genuflettiamo affatto.
Anzi, se possibile,  alziam lo sguardo. Per guardare ne li oculi  coloro che vorrebbero una Italia in eterno default, con tutti i danni ( vicini e lontani) che ( hanno e )  possono procurare ancora. Sì, facciamola finita,con questa italia peregrina,  por favor.
L’Italia, non è l’ultima arrivata tra le civiltà del Mondo. Anzi.   Cominciamo quindi a contare  sulle nostre forze, mentre, se qualcuno vorrà venire ( lealmente) a consolidarle, sarà bene accetto. A patto però che non si finisca come i britannici, i quali ( com’è noto)  delle loro isole  (  di  pescatori ) hanno venduto ormai anche lenze ed ami. Come nel calcio, ad esempio, ormai (de)anglizzato, con tutti quei colori che provengono da ogni angolo di Mondo. Bene accetti, ovviamente, soprattutto se fattivi e in pace, ma non tali da affidare secoli di storia  nelle mani loro. Per poi dire che gli affari vanno bene.
La Premier, è vero, andrà ad incassare nel prossimo triennio cifre spaventose se paragonate al resto dei tornei d’Europa. Con tutti quei danari dovrebbero fare sfracelli, invece non hanno più ( o quasi) nazionali competitive e ( inglesi) in squadre di club competitive. In questa tornata di Coppe, ad esempio, stante il primo andazzo, dovrebbero  restituirci il quarto posto Champions.  Mentre, a far sognare, lassù, è rimasta  un’umile Cenerentola stregata da un mago italiano. E che al cospetto degli spendaccioni dovrebbe risultare infima cosa. E che, invece,  sa farsi intendere, eccome.
La si fa intendere, finalmente,  quaggiù, sotto l’Ape, anche qualcun altra  della partita, senza mostrar attrazione alcuna per il danaro altrui. Quel qualcuno, da noi, è meglio nota come  la Vecchia Signora, che di lustrini ha gonfio il petto, e che qualche novello Trimalcione d’Oltralpe vorrebbe ridurre a suo scialbo ‘mannerino’.

Invano, però. Perchè la Vecchia Signora, che deve avere ereditato qualcosa da coloro che ( pur tra tante ombre) hanno saputo dare unità ad una nazione per secoli dispersa, sta rispondendo picche a tutti. Carica di record, ricca, sempre più ricca ( ormai verso la soglia dei 400 ml di fatturato annuo) e solida (anche patrimonialmente), rispetto ai tanti conti di Montecristo che hanno preso d’assalto le isole d’Albione, può concedersi ora  di   farlo. Lasciando  crescere tra l’altro in santa pace i suoi (tanti) giovani talenti, inseguiti e solleticati dai danarosi,  incurante delle loro cosiddette ‘ proposte indecenti’.
Anzi, può pure contrattaccare, magari riportando in Italia qualche costoso top player. Se poi, anche quest’anno, arrivasse in finale Champions, per dar magari una lezione ad un Barca magico sempre più sbruffone ( vedere come s’è messo a tirar  rigori ) ,  scatenerebbe di certo il plauso dei tanti umili e svilanneggiati del pallone ( e non solo) sparsi, qua e là, silenziosamente, a capo chino, sulla faccia del Globo. Sinceramente, stante così le cose, ormai acclarate,  come si fa a non ammirare ( e a non tifare per ) questa nostra, straordinaria,   Vecchia Signora?

UNA ROSSA PER VOLARE. Che Contador continui a correre o meno, personalmente, e senza offesa per alcuno, non ce ne importa molto. In Spagna, se non  hiariscono definitivamente certe ombra nate ( e allungatesi nel tempo) a partire dal caso Fuentes ( tuttora in sospeso), non potranno pretendere  riguardo alcuno. Chi sta nello sport deve, prima di tutto, onorarlo. Con trasparenza. Totale. Assoluta.
E chi, per un verso o per l’altro, a torto o a ragione, questo non può garantire in blocco, meglio è che abbandoni. Anzi, prima lo fa e più sarà compreso. Non assolto, ma compreso. Di certo. Perchè la gran parte degli sportivi ( al solito) non cerca roghi, ma solo belle storie, soprattutto quando le strade s’inerpicano verso il cielo.
Belle storie è abituata invece a scriverle la ‘rossa’.
Svelata venerdì, con tre dettagli simili a quelli della rivale d’argento: muso, sospensione anteriore e intercooler. Per l’uomo dal maglioncino scuro che ne detiene le redini, la ‘rossa’ è ora pronta al grande duello.Con le frecce d’argento. Da pari a pari. Anche se non tutti condividono,  tipo Briatore. Per questi ultimi  le power unit dei motori di Stoccarda hanno ancora qualche centesimo in più in riserva. Può essere.
Ma la ‘rossa‘ le sue storie le ha scritte, spesso e volentieri, a prescindere da questo o quel vantaggio. La ‘rossa’ ha nell’anima ( tornata a ruggire ) un qualcosa in più della concorrenza. I suoi uomini sono speciali. Il ragazzo tedesco prima- guida , quale felice prototipo del cittadino dell’Europa che verrà, capace com’è di apprezzare  la capacità tedesca con la genialità italica, è in grado di bissare e superare il suo grande e sfortunato predecessore.
Kimi, l’uomo che gli fa da spalla, inoltre, sembra aver dimenticato i tramonti polari, per concorrere ( finalmente) ad un’impresa che tutto il circus delle quattro ruote aspetta da tre anni in qua. Dal momento, cioè, che qualcuno ha smanettato un regolamento scritto ad hoc per una  soltanto una delle case automobilistiche che partecipano al Mondiale. Chi siano gli autori del misfatto lo sappiamo.
Anche perchè, ad ogni svolazzo delle‘ frecce‘, non mancano mai di dispensare i loro sorrisini superbi e le loro battutine inzuppate di pregiudizi arcaici. Ecco, la ‘rossa’ dovrà riprendere a vincere anche per questi dettagli. Rivedere quei gaglioffi tornar cianotici sarebbe uno spettacolo nello spettacolo. Non la storia, certo, perchè quella è altro.

 

E ADESSO TUTTI PRO ROMA E JUVE.    Se non lo sanno, glielo ricordiamo noi, ai nostri cari esterofili. In ballo, in questo, turno di Coppe c’è il rating Uefa che, a partire dal 2017, potrebbe restituirci la quarta di Champions. Infatti il divario tra noi e gli inglesi ( circa tre punti) e i tedeschi ( circa 6 punti) può essere colmato. Tanto che se Juve, Roma e le altre in Europa League ce la faranno a superare il turno, potrebbe arrivare l’impresa sui cui effetti rimandiamo (ev.te ) al dopo.

LA GUIDA PER I PROSSIMI APPUNTAMENTI

( mercoledì 15, Champions, andata ottavi di finale) Roma-Real Madrid ( ore 20,45); ( giovedì 16, Europa League, andata sedicesimi) Fiorentina-Tottenham ( ore 19), Villareal-Napoli ( ore 19), Galatasaray- Lazio ( ore 21,o5).

( lunedì 22 febbraio, Campionato, ore 21) Napoli-Milan.

( martedì 23 febbraio, Champions, andata ottavi finale)  Juventus-Bayern ( ore 20,45) ; ( giovedì 25, Europa League, ritorno sedicesimi) Lazio-Gala, ore 19), Napoli-Villareal ( ore 21,05), Tottenham-Fiorentina ( ore 21,05).

LA CLASSIFICA. Juve, 57 Napoli punti 56; Fiorentina,49; Roma,47; Inter,45; Milan,43; Lazio,36; Sassuolo,35; …  Frosinone 22; Carpi,19; *Verona,15.
( dati da aggiornare).
RISULTATI XXIV GIORNATA. ( sabato 6 febbraio) Bologna-Fiorentina 1-1 ( ore 18), Genoa-Lazio 0-0 ( ore 21,30); ( domenica 7) Verona-Inter 3-3 ( ore 12,30), Frosinone-Juve 0-2 (ore 15), Milan-Udinese 1-1, Napoli-Carpi 2-0, Sassuolo-Palermo 2-2, Torino-Chievo 1-2, Atalanta-Empoli 0-0 (ore 18), Roma-Samp 2-1 (ore 20,45).

RISULTATI XXV GIORNATA. ( giovedì 11) Lazio-Verona 5-2; ( venerdì 12) Carpi-Roma 1-3; ( sabato 13) Empoli-Frosinone 1-2; Chievo-Sassuolo 1-1; Juve-Napoli 1-0; ( domenica 14 ) Milan-Genoa 2-1, Palermo-Torino 1-3, Samp-Atalanta 0-0, Udinese- Bologna o-1; ( sera) Fiorentina-Inter 2-1.
I MARCATORI. 24 reti Higuain ( 1, Napoli); 13 Dybala ( 3,Juve); 12 reti, Eder ( Inter, 12 reti con 3 rigori nella Samp) e Bacca (1,Milan).

IL RATING SOTTOSTIMATO DELL’ITALIA. Finalmente, qualcuno che arriva in soccorso. Sono anni, infatti, che mal sopportiamo il vezzo di alcune nostre elite ( si fa per dire) che non aspettano altro che sparlare del proprio Paese. Come sia nata questa voga non è dato a sapere. Certo è che fa i suoi danni, ben più profondi e vasti di quel che si è portati normalmente a credere.
” C’è da noi – annota Marco Forti su Il Sole24Ore - un diffuso ‘nocciolo duro’ che non esita ad essere sempre in prima linea nel definire l’Italia ‘ a rischio default‘, non diversamente da come farebbe un  qualunque ‘falco’ o anche un semplice straniero pieno di pregiudizi sul nostro Paese. In questo, noi Italiani, siamo abbastanza unici perchè nelle altre nazioni invece si guardano bene dal dipingere i loro debiti pubblici come ‘ pericoli’ e dal farsi cattiva pubblicità”.

Al nostro Paese, la fantomatica S&P, assegna un miserrimo BBB-, più o meno come la Romania. E noi, tutti zitti, e a testa bassa, pronti a sputarci in faccia piuttosto che andare a prendere ‘ per il collo’ come meriterebbe l’ineffabile agenzia americana, e darle una lezione sul come bene  rovistar  nelle casse altrui. S&P, infatti, non considera una economia reale solida come poche altre, una ricchezza privata record e una posizione finanziaria netta garantita.
Come dire che, a noi, gli argomenti per  farci intendere come si deve non mancano. Sarebbe quindi ora che gli Italiani – suggerisce Fortis - diventassero un poco più avvocati del loro debito pubblico. Usato da altri, aggiungiamo noi, in buona sostanza,  per ricattarci e impoverirci.
” Infatti con ratings migliori – conclude Fortis, dopo una dettagliata e attenta analisi complessiva  - come minimo pagheremmo meno interessi, gli investitori scommetterebbero di più sulle nostre imprese e sulle nostre banche, difenderemmo meglio i nostri stessi risparmi e ci guadagneremmo anche in potenziale crescita”. Detto questo, tutto vero, anzi verissimo, che vogliamo fare noi?  Vogliamo continuare, ridendo e cantando,  sospinti da quell’insulta e snobistica onda esterofila,  a dipingerci semplicemente come gli abitanti di un Paese ( eternamente) a rischio default? Default sempre e ovunque ( sport compreso) . Prostrando com’è d’uso (  per certi lor signori) , da qualche decennio almeno  a questa parte, soltanto il retro?

 

GLI ALTRI SPORT.

SPECIALE POUND ( WADA) .  Circola, su Sky, una coraggiosa  ( ed ampia) intervista a Richard Pound, tra i fondatori della Wada e attuale presidente dellaCommissione antidoping, che ( in ore accessibili ) dovrebbe essere trasmessa e ritrasmessa ( a nostro modesto avviso) su tutti i media del Globo.
La testimonianza dell’autorevole esponente dell’Agenzia mondiale antidoping certifica infatti quanto si va ormai dicendo da almeno  un decennio  sulle pratiche in uso nello sport mondiale col fine di raggiungere altissimi  risultati a tutti i costi.
In proposito, visto che una legge antidoping  planetaria non esiste,  ci sono paesi,  ben oltre gli ultimi ‘pizzicati‘ ai controlli, e comunque tuttora al di sopra d’ogni sospetto, i quali,  imperterriti, continuano a mandare in gara atleti  ( assolutamente) indegni.

La lotta, sottolinea mister Pound, è resa difficile dall’omertà che vige un po’ in tutti gli sport e a tutte le latitudini con relativa copertura politica. Alle Federazioni danno fastidio i controlli e le positività; mentre ai Governi non garbano atleti medagliati ( o vincenti) poi dichiarati ‘ dopati‘. C’è una realtà, insomma, triste, vigliacca, reiterata, che va coperta a tutti i costi, quasi quasi, non esistesse neppure. E’ il solito giochino del gettare la polvere sotto i tappeti.
Che solo in pochi paesi trova qualche ostacolo, tipo l’Italia, la bistrattata Italia, che però quando si tratta di guardarsi allo specchio e dirsi come vanno le cose non fa sconti a nessuno. Sia chiaro, non è che da noi vada tutto ok; l’intervista sulla ‘rosea‘ a Guariniello lo spiega. Senza indicare i bravi e i meno bravi. Chiaramente. E tuttavia, pare proprio che vada meglio da noi che in altri celebrati paesi plurivincitori dove il coraggio ( e il controllo)  manca.
E’ il caso della Spagna, più volte chiacchierata ma mai apertamente tirata in ballo, dove 223 sacche di sangue acquisite nella Operacion Puerto che ha coinvolto il magico dottor Fuentes  sono state sottratte ( per il momento, in attesa dei risultati del ricorso)  al controllo della Wada. Le misteriose parole della moglie del medico spagnolo ( ai tempi del processo-farsa) sembrano acufeni nelle povere orecchie di chi le ha lette.
Mister  Pound non tralascia  inoltre  i casi più eclatanti, e tollerati per anni. Come quello del ciclista Hamilton. Come quelli relativi a certi incontri di calcio dove, a fronte di allenamenti ‘leggeri‘, si viaggia , poi, sul campo,  a velocità della luce e per tempi prolungati. Qui, ad esempio, è difficile escludere  ” l’uso in corso di sostanze dopanti”.
Ma dove sono passati i controlli di cui le autorità calcistiche giuravano (e giurano )  ogni volta di svolgere regolarmente? Già, vhe ne è degli sbandierati controlli?
” Quando nell’estate 1998 uscì la famosa intervista con la denuncia di Zeman, mi attivai – ricorda Raffaele Guariniello, magistrato – perchè coordinavo il gruppo tutela della salute. Subito corsero da me i rappresentanti delle più importanti istituzioni sportive, a partire dal Coni. Tutti mi rassicurarono, mi dissero di stare tranquillo perchè nel calcio si facevano controlli antidoping, non a decine, ma a migliaia.
Sulle prime pensai che fossero tutte fantasie ( di Zeman ), ma per scrupolo mandai la Polizia giudiziaria al Laboratorio dell’Acqua Acetosa a Roma. Sentimmo le persone, guardammo i documenti e facemmo una scoperta sensazionale : le analisi venivano fatte, ma le sostanze dopanti, in particolare gli anabolizzanti, non venivano cercate. Per forza i risultati non evidenziavano nulla. Avvisai il responsabili medico del Cio e feci la segnalazione formale che portò alla chiusura dell’Acqua Acetosa, per anni”.

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