Faenza. Tradizioni di una volta. ‘I lòm ad Mêrz’ salutano l’arrivo della primavera.

Faenza. Tradizioni di una volta. ‘I lòm ad Mêrz’ salutano l’arrivo della primavera.
Lom a Merz 2015 focarina Faenza

FAENZA. L’accensione dei falò, la recita degli scongiuri propiziatori per invocare un buon raccolto, la condivisione dei prodotti della terra, le canzoni della tradizione sotto le stelle: la Romagna si prepara a rivivere i ‘Lòm a Mêrz’, la grande festa popolare che ogni anno, tra fine febbraio e i primi giorni di marzo, torna ad animare le campagne per celebrare l’arrivo della primavera. Nell’ambito delle iniziative locali coordinate dal gruppo ‘Il lavoro dei contadini’, particolarmente ricco e suggestivo è il programma messo a punto dall’Associazione Torre di Oriolo, che sabato 27 febbraio invita tutti nell’affascinante parco di Oriolo (Faenza) per riscoprire i segreti e le emozioni di un rito magico che affonda le proprie radici nei secoli scorsi.

L’appuntamento è per le ore 17 a Oriolo dei Fichi, dove si potrà visitare con una guida l’antico fortilizio costruito nel corso del Quattrocento dai Manfredi, i signori di Faenza, ammirando dall’alto della torre il panorama circostante. A partire dalla stessa ora nel parco sottostante saranno proposti cibi e vini tipici del territorio. Protagonista d’eccezione dell’edizione 2016 di Lòm a Mêrz sarà il pane, alimento sacro e intimamente legato all’agricoltura che in una società più ricca di quella del passato rischia di essere relegato a semplice elemento di contorno. A Oriolo si potrà gustare il pane tradizionale prodotto con le farine dei grani antichi Ardito, Senatore Cappelli e Gentil Rosso, riscoprendo i gesti semplici e sapienti della sua preparazione e della conservazione.

Il clou della festa arriverà alle ore 18.30 con l’accensione di un grande falò in cui verranno bruciati i rami secchi, i resti delle potature e, simbolicamente, i rigori dell’inverno per risvegliare la terra e invocare l’arrivo di una primavera favorevole per il raccolto nei campi. A seguire inizieranno i canti e le danze attorno al fuoco con la musica dei Quinzan, mentre alle ore 21 l’appuntamento è con Roberto Amadio e le sue zirudele, componimenti umoristici in dialetto. All’interno della Torre di Oriolo, dove si potrà visitare la mostra fotografica ‘Metamorfosi del cibo’ a cura del fotografo Mirco Villa, dalle ore 19.30 alle 21 i bambini potranno divertirsi con il laboratorio creativo e i giochi della Tata Fata.

In caso di maltempo l’evento sarà replicato domenica 28 febbraio con inizio alle ore 16.30.

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