Forlì-Cesena. CNA: 150 imprenditori a confronto su tassazione, lavoro e investimenti nella nuova legge di stabilità.

Forlì-Cesena. CNA: 150 imprenditori a confronto su tassazione, lavoro e investimenti nella nuova legge di stabilità.
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FORLI’-CESENA. All’incontro che CNA ha promosso lunedì 29 febbraio a Cesena dedicato alle imprese delle due aree territoriali CNA Cesena Val Savio e CNA Est Romagna, hanno preso parte 150 persone. L’assemblea è stata l’occasione per un vivace dibattito, dopo l’introduzione di Sandro Siboni, presidente di CNA Cesena Val Savio e le relazioni di Maurizio Zoli, responsabile Servizio Fiscale di CNA Forlì-Cesena.

‘L’ iniziativa – ha spiegato Siboni – si inseriva nel lavoro di confronto con le Istituzioni, svolto da CNA sia a livello nazionale che locale. Infatti molte misure del governo derivano da proposte portate avanti da CNA, come le detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico. Una conferma dell’importante ruolo di rappresentanza delle piccole medie imprese, esercitato da CNA’.

L’incontro è stata l’occasione per presentare alcuni dei risultati che CNA ha contribuito ad ottenere per il sistema delle imprese. Dopo il dibattito, che ha visto una decina di interventi e domande da parte degli imprenditori presenti, nel concludere i lavori Lorenzo Zanotti, presidente provinciale di CNA Forlì-Cesena ha affermato: ‘si tratta di risultati importanti, pensiamo alle misure in materia di lavoro e fisco, come il cosiddetto Superammortamento, la riduzione dell’Ires, l’incremento della franchigia Irap e la revisione del regime forfettario dei contribuenti minimi. Importantissimo anche l’allentamento del Patto di stabilità per gli enti locali, che può consentire la ripresa degli investimenti per la riqualificazione del patrimonio pubblico e la manutenzione del territorio. Resta però la criticità della tassazione, anche locale, troppo elevata, inoltre è inaccettabile far pagare la Tari anche sui rifiuti speciali che le imprese sono costrette a smaltire a costi sostenuti al di fuori del servizio comunale e, soprattutto, far pagare l’Imu sugli immobili che servono alle aziende per lavorare senza neanche poter dedurre l’imposta integralmente. Per questo continua l’impegno dell’Associazione per modificare queste situazioni’.

 

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