Faenza. In Pinacoteca la conferenza di presentazione del libro ‘Il rosso e il nero: due tessere nel mosaico della storia’.

Faenza. In Pinacoteca la conferenza di presentazione del libro ‘Il rosso e il nero: due tessere nel mosaico della storia’.
Pinacoteca di Faenza. Immagine di repertorio.

FAENZA. Tessere di storia ma anche d’arte nella conferenza in programma martedì 15 marzo, alle ore 17.30, a Faenza, in Pinacoteca comunale (via S.Maria dell’Angelo 9).  Sarà infatti presentato il libro ‘Il rosso e il nero: due tessere nel mosaico della storia’,  scritto da Saturno Carnoli e Guido Pasi per le Edizioni Moderna.  Oltre agli autori all’incontro interverrà Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani di Ravenna.

Protagonisti del libro e della conferenza di martedì prossimo, organizzata dalla Pinacoteca comunale e dalla Biblioteca comunale manfrediana, sono le vicende biografiche di due artisti che hanno operato principalmente nel campo del mosaico, ma che nella loro vita hanno fatto scelte molto diverse.

Il primo è il ravennate Zelo Molducci, che nel 1935 è stato volontario in Europa, poi nel 1944-1945 è stato capitano della Guardia nazionale repubblicana e dopo la guerra ha ripreso lavoro e passione per il mosaico divenendo anche un esperto restauratore. Il secondo protagonista è Sauro Ballardini, faentino nato in Borgo, che ha passato i suoi anni giovanili nel cortile della Commenda. E’ stato poi partigiano, per trasferirsi dopo la guerra a Sarajevo, dove nel 1951 fu arrestato e rimase cinque anni nelle carceri di Tito. Tornato libero emigrò a Praga fino al 1981, dove ha lavorato come insegnante e mosaicista. Rientrato in Italia nel 1981, Sauro Ballardini è morto a Bologna nel 2010.

Nella sua formazione all’arte Sauro Ballardini ha frequentato prima la scuola comunale di disegno faentina e poi l’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

In occasione della presentazione del libro la famiglia di Sauro Ballardini ha prestato alla Pinacoteca due opere, che saranno esposte durante la conferenza.

Il primo quadro è del 1943 ed è un ritratto di Barbetta, fabbro della Commenda e personaggio caratteristico, del quale ancora oggi gli amici della Commenda conservano un particolare ricordo. La seconda opera è un autoritratto di Sauro Ballardini, sempre del 1943, dello stesso anno in cui iniziò la sua esperienza partigiana.

 

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