Cervia. Libri. Presentato al Circolo pescatori il libro di Luciano Sartini ‘Il mare dentro di me’. Un viaggio tra storiche esperienze marinare.

Cervia. Libri. Presentato al Circolo pescatori il libro di Luciano Sartini ‘Il mare dentro di me’. Un viaggio tra storiche esperienze marinare.
Il mare dentro di me libro Luciano Sartini

CERVIA. Si è svolta oggi, mercoledì 16 marzo 2016, presso la sede del Circolo Pescatori La Pantofla di Cervia, alle ore 16,30, la presentazione del libro di Luciano Sartini intitolato “Il mare dentro di me” (Risguardi Edizioni – Forlì), con la partecipazione dell’autore. Nel libro sono raccolte le esperienze di vita marinara di Luciano Sartini in un periodo che va dalla seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi. Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti Massimo Modanesi, consigliere della Coop Pescatori ”Penso Luigi” e Silvano Rovida, Presidente del Circolo Pescatori La Pantofla. I due enti erano promotori dell’iniziativa. Hanno portato la loro adesione all’incontro e riportato il loro interesse all’iniziativa l’Assessore al Turismo, Cultura e Attività Portuali del Comune di Cervia, Roberta Penso, le cui radici sono legate ad una storica famiglia marinara di Cervia e il Sindaco, Luca Coffari, cui è spettato il compito di concludere l’iniziativa. La presentazione del libro era coordinata da Gastone Guerrini, Segretario del Circolo Pescatori,  che ha intervistato Luciano Sartini per l’illustrazione dei contenuti del libro.  Al termine dell’incontro si è svolto un apprezzato aperitivo offerto dalla gestione del Circolo Pescatori che fa capo a Paola Pirini.

Il libro ‘Il mare dentro di me’ riporta la biografia delle esperienze di vita lavorativa di Luciano Sartini. Il racconto di Luciano è preceduto da una prefazione di Luca Coffari, da un’introduzione di Massimo Modanesi, e da una presentazione di Renato Lombardi, che colloca le vicende personali di Sartini nel quadro della più ampia evoluzione della marineria e delle attività portuali della realtà cervese.

Il filo conduttore della narrazione di Sartini è il fascino e la passione per la vita marinara. Significativa è una frase di Luciano: ‘… per me uscire in mare anche adesso dopo 55 anni di imbarco effettivo e altri 5 da piccolo mozzo nelle notti estive, è sempre affascinante’.

Questa attrazione per la vita marinara ha però radici familiari antiche, dal bisnonno Emilio Sartini, dal nonno Mario, dal babbo Antonio. Tutti marinai e pescatori.

La fantasia ci rimanda all’epoca delle barche dalle multicolori vele al terzo, dove le esperienze e le conoscenze della vita di mare si tramandavano da padre a figlio. Un’epoca in cui il mestiere di pescatore era un mestiere di ‘sacrificio’, duro e pericoloso. Luciano cresce quindi come marinaio nel solco di questa tradizione, attento ai consigli e alle indicazioni del padre e del nonno, che saranno un punto di riferimento per la sua vita lavorativa e che trasmetterà poi al figlio Riccardo, quando anche lui sceglierà nel 1992 il mestiere di pescatore.

Nel libro c’è il racconto dei primi imbarchi a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta. Sono imbarchi nel periodo estivo, durante le vacanze scolastiche, in cui Luciano Sartini apprende dal babbo Antonio e dal nonno Mario, i ‘fondamentali’ del mestiere di pescatore  L’immensa distesa del mare è vista anche come uno spazio di libertà. Siamo nell’epoca in cui non si può ancora usufruire delle moderne tecniche per la pesca come il radar, il plotter, la radio di bordo, l’ecoscandaglio, il pilota automatico, di cui Luciano troverà padronanza in anni successivi. Nel 1974 il “capitano Antonio”,  smetterà il mestiere di marinaio. Nel 1992 l’imbarco del figlio Riccardo  porterà una “ventata di aria nuova”. Nel piccolo Eolo, il natante in cui Luciano aveva imparato dal babbo il mestiere di marinaio c’erano solo due leve da manovrare, una dell’acceleratore e una delle marce del motore. A questo si aggiungevano un orologio ed una bussola.  Nell’ultima barca, il Diana, ovviamente un’imbarcazione più grande, la cabina di pilotaggio contiene tutti quegli strumenti moderni, senza i quali oggi non sarebbe possibile governare in sicurezza un natante.

Nel libro viene messo in evidenza il ruolo delle donne a supporto a terra dell’attività di pesca del  marito, oltre che nella gestione dell’attività familiare. Un ruolo che diventa quasi esclusivo nella vendita del pescato.

 Il libro ci aiuta a conoscere i termini della tradizione marinara degli attrezzi usati, per quello che riguarda le attività lavorative di supporto. Il libro ci aiuta a comprendere i termini che si riferiscono alla conformazione della barca da pesca e dei suoi vari elementi (ad es. la “rigolla” del timone, i “parabordi”), alle differenze tra “il pesce di fondo” e “pesce da volo”, alle tecniche da pesca (“strabig”), alle situazioni meteo marine causate dal vento (sia che si tratti di vento di Tramontana  o sciruchel fument ovvero della burrasca di Scirocco) e alla vita di bordo. Ma non è solo il vento che crea problemi alla navigazione. Il racconto di Luciano riguarda anche il pericolo della nebbia, del gelo, della pioggia e della neve. con situazioni di difficoltà che vengono rivissute.

Nel libro si ricordano le vicende legate al rapporto difficile con i delfini visti dai pescatori come un vero e proprio pericolo per la rottura delle reti, per i tentativi di questi mammiferi di impadronirsi del pescato che gonfiava le reti.

Un altro aspetto che colpisce è il principio di solidarietà attiva tra i pescatori, le esperienze cooperative- Si rivive il passaggio della vendita del pescato nel Mercato all’ingrosso del pesce (dal 1975 sede del Circolo e della Coop Pescatori), alla vendita diretta del pesce in banchina, alla costruzione del Mercatino dei Pescatori (sempre a metà degli anni Settanta).  Le vicende personali di Luciano si inquadrano nell’evoluzione della marineria cervese (dalla vela al motore), delle caratteristiche del porto, con lo sviluppo della cantieristica, della portualità turistica, dei servizi nautici e dell’enogastronomia marinara.

Nei racconti della vita di bordo di Luciano Sartini vengono descritte varie figure di marinai, che si sono imbarcati con lui e che rappresentano personaggi conosciuti del mondo della pesca cervese.

Luciano è attento nella sua opera alla mutazione profonda delle condizioni del mare che risente dell’aumento progressivo della temperatura dovuta a varie cause, e tra queste, preminente, l’inquinamento della terra e delle acque marine. Pensiamo a fenomeni come quelli di fioriture algali, che abbiamo avuto in passato e che hanno avuto il loro apice nell’eutrofizzazione del 1989.

Il libro di Luciano Sartini ci riporta alle problematiche legate al ‘fermo pesca’, alle limitazioni imposte dalla Comunità Europea, penalizzanti rispetto alle caratteristiche della piccola pesca ‘a strascico’ delle nostre marinerie ed alle caratteristiche del pescato dell’Adriatico.

Il quadro generale sulle condizioni del mare e sui mutamenti normativi relativi alla pesca, si intreccia con le vicende biografiche di Luciano e rivive nel suo libro.

Il libro con i racconti  di Luciano, corredato dalla videoproiezione di immagini d’epoca,  può essere un utile strumento per laboratori didattici per le scuole di Cervia e non solo. Può essere un elemento in più per rilanciare il binomio pesca e turismo e per affermare il patrimonio storico della nostra marineria.

Il libro di Luciano Sartini si conclude con una nota di ottimismo sulle capacità rigenerative del nostro mare e con la speranza che ‘possa succedere anche in futuro’. Del resto il mare, partendo dal ricordo del passato,  è il filo conduttore della storia di Cervia nelle sue varie componenti (dalla marineria, alla produzione del sale, al turismo) e la sua ‘rigenerazione’ è la condizione necessaria per il loro rilancio futuro.

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