Non solo calcio. Un weekend sportivo di fuoco. Juve contro Napoli; ‘Rossa’ contro le Mercedes; Rossi contro Lorenzo. E Buffon nella leggenda.

Non solo calcio. Un weekend sportivo di fuoco. Juve contro Napoli; ‘Rossa’ contro le Mercedes; Rossi contro Lorenzo. E Buffon nella leggenda.
Vettel con Eva download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. Un weekend di sport davvero stimolante. Ricolmo. Con discipline diverse in gara. Dal calcio ( nazionale e internazionale)  al ciclismo, auto, moto, atletica, sci, tennis  e così via. In pratica, una elettrizzante girandola di campioni e di situazioni agonistiche uniche e interessanti. Vediamole con ordine.

Per il ciclismo c’è la la 107 a Milano-Sanremo, il mondiale di primavera. Se l’è aggiudicata dopo una imperiosa volata il francese Demare, 25 anni, enfante prodige del ciclismo transalpino. Nella lontana Australia, esattamente a Melbourne, sono tornati in pista i gioielli dell’automobilismo mondiale. Nella prima di F1, infatti, si voleva misurare il divario ( eventualmente) ancora esistente tra le ‘frecce’ e la ‘rossa‘, e così è andata.
A leggere l’ordine d’arrivo si potrebbe pensare che tutto è rimasto fermo all’anno scorso, come nel castello della Bella addormentata colpito da sortilegio; invece, non ci fosse stata una inattesa bandiera rossa, staremmo a parlare di tutt’altra situazione.
In ogni caso, bandiera o non,  la ‘rossa’ c’è, è tornata, e poco dice il ritiro di Raikkonen per problemi al motore. Vettel ha spaurito le ‘frecce’ per buona parte della gara; e, molto probabilmente,ma col senno del poi, se si avesse preferito una scelta di gomme all’altra ( medie invece che soft, come han fatto gli alemanni), il nostro Seba avrebbe potuto intonare un’altra delle sue simpatiche dediche alla sua ‘Margherita’.

Nelle moto, invece, come si erano lasciati nel 2015 così si son ritrovati nel 2016 . Con quella ‘rossa‘ di Borgo Panigale a far da terzo incomodo, e il giovin Marquez con il maestro Valentino intenti a marcarsi l’un l’altro, strettamente,  come due innamorati. E’ stata, quella a Losail ( Qatar), la prima di 17 uscite; difficile, quindi, avanzare proiezioni future. Di certo c’è,  che la Yamaha di Lorenzo va più veloce della Yamaha di Valentino. Il perchè questo possa accadere non è dato a sapere.
Si possono fare però delle domande.
E tra le altre: forse che il Lorenzo, che dal podio ha invitato tutti ‘ a tacere’, sia ( ormai)  più bravo del maestro di Tavullia?  Intanto due bei risultati arrivano dalla Moto3, con Antonelli sul posto più alto del podio; e anche dalla Moto 2, con Morbidelli giunto secondo ( dietro Luthi) ma retrocesso per una penalità acquista alla partenza al settimo posto e Corsi,  meritatamente terzo.

Inutile parlare del Ital-disastro del rugby: che ci stanno a fare, quei giganti di cartapesta, al Sei Nazioni lo sanno solo loro. Problemi anche per il basket che, come il rugby, poco produce a livello internazionale. La Fip è pronta a deferire Milan, Trento, Sassari e Reggio per avere optato per l’Eurolega e non per la Fiba.
Ci esalta invece il bel volo indoor nell’alto maschile  ( 2,36 m) di Tamberi, oro ai Mondiali al coperto. Ci esaltano inoltre le belle prestazioni di Greg e della Fede al meeting di nuoto di Milano. Bei tempi, e anche ottime speranze e sensazioni per Rio sempre più vicina.
Nel tennis, agli Indians Wells, Nadal lotta ma in finale c’è andato ancora una volta l’indistruttibile Djoko, che ha abbattuto il menomano Raonic. Nella pallavolo femminile, Piacenza e Bergamo hanno prenotato  una finale da brividi. Con Piacenza 3-1 su Montichiari; e con Bergamo 3 a 2 su Casalmaggiore.
Per il calcio estero continua la favola del Leicester, ancora vittorioso. A Ranieri restano ora sette gare. Per compiere un prodigio che tale è ma solo per alcuni aspetti. Perchè, sia pure sullo sfondo di prestazioni individuali e di conduzione eccezionali, restano i dubbi su un torneo spendaccione, celebrato e venduto ai quattro venti a costi esorbitanti, ma incapace da diversi anni ormai di piazzare una qualche sua rappresentante nel gotha del calcio continentale.

IL CAMPIONATO. Dopo le figuracce europee il Campionato è tornato ( inevitabilmente) alla sua mediocrità. Con due o tre eccezioni : quella della Juventus, ormai stabilmente sul podio delle squadre più forti al Mondo; quella del Napoli dello straordinario  Pipita, candidato alla Scarpa d’oro europea ; e forse anche della Roma dello Spalletti, non sempre un fulmine di guerra ma con tante frecce al suo arco volto a centrare l’obiettivo Champions.
Possibile, anche perchè dietro c’è solo l’Inter che potrebbe far da spauracchio, molto remoto, ma da spauracchio; mentre, per quel che riguarda la Viola e il Milan, meglio rimandare il tutto all’anno prossimo. Storico il record di Buffon. L’aver superato Seba Rossi nell’imbattibilità ( 974′ ) , lo consegna alla fascinosa mitologia dei grandi portieri. Che da noi sono stati tanti e valorosi.

RICADUTI ALL’INFERNO. Ce l’abbiamo fatta a tornare all’inferno. Solo la Juve ha lottato come un leone e se, alla fine, è stata costretta a lasciare  il passo per i fraudolenti maneggi Uefa, oggi è una regina d’Europa. Senz’altro l’unica in grado battere il Barca, già l’anno scorso uscito dal confronto con un grosso spavento in corpo, dando così una svolta abbastanza evidente ai valori ormai  stantii del calcio continentale.
Non ce l’ha fatta la Nostra Signora, mentre per le altre in Coppa è stata una passerella a dir poco indegna. Se queste squadra, pur ridimensionate dal confronto con gli spendaccioni d’Oltralpe, anche quelli senza blasoni importanti, devono ripresentarsi anche l’anno prossimo in Europa  alle stesse condizioni attuali sarà meglio pensarci su due volte, e valutare o meno se chiedere  ( come già per il  rugby o la pallacanestro) un lustro di risposo sabbatico dalla competizioni continentali.
Sì, perchè andarci per collezionare ‘ cucchiai d’argento’ non è molto edificante. Anzi, ci pare operazione estremamente penalizzante. Vogliamo controllare  infatti quanto entrerà nelle nostre casse al prossimo rinnovo dei diritti tivù nazionali e internazionali?  Senz’altro briciole. Soprattutto rispetto agli inglesi. E giustamente, perchè non possono essere premiate oltre misura gestioni improvvide e senza attaccamento alcuno ai loro colori e all’interesse generale dello sport praticato .
Eravamo arrivati nel ranking Uefa a soli tre punti di distacco dagli Angli, e a sei dai Tedeschi, inezie, facilmente colmabili con una condotta assennate delle nostre squadre. Soprattutto in Uefa. Come quella del Napoli, ad esempio, che i passaggi di turno regala a mani basse, Benitez o Sarri che siano poco conta.
O anche della Viola, che anche se si è  trovata difronte il Tottenham poteva magari farcela a superare quell’ ostacolo non certo di fenomeni. E perfino della Lazietta attuale  , poverina lei, della quale  nessuno ( o quasi) s’è accorto se c’era o meno  nell’agone europeo.

E INOLTRE. Arrigo Sacchi,  dall’angolino concesso sulla ‘rosea’, dice: ” Max, da allenatore capace ed intelligente aveva fatto tesoro della prima partita organizzando la squadra con un atteggiamento più autoritario: pressing alto, giocate in velocità e ripartenze. Però questa tattica mano a mano è andata scemando, non so se per la sindrome di Pollicino o per stanchezza…”. Ci scusi mister Arrigo, ma qui non ci pare più il caso di far battute. Qui ci sa tanto che Pollicino e la stanchezza poco contano.
Qui, davanti a gente che dal 90 in avanti corre il triplo dei primi venti minuti e degli avversari esausti, vogliamo conoscere finalmente la realtà delle cose. Infatti: che ‘ mangiano’ o che ‘bevono‘ questi fenomeni da baraccone per ripetere costantemente ( e tanto agevolmente) prestazioni   massacranti? Sono alimentati a crauti e bresaola? Perchè, allora,  non facciamo altrettanto anche noi, alla Juventus e non solo, visto che di bresaole ne abbiamo diverse e di eccellenti?
Ci scusi mister Arrigo, le sue analisi sono molto attente, le leggiamo con molto rispetto, ma quanto dice Richard Pound, tra i fondatori della Wada, sono ‘farneticazioni’ o anche ‘ soffiate‘ precise su un malcostume   che sta deformando sempre più  a livello planetario  i valori dello sport? E  non solo quello praticato in alcune nazioni o in alcune specialità, ma anche quello di tutte le specialità, o quasi, compreso quello (finora)  ammesso nel super protetto mondo del pallone. Miliardario,  certo, ma non per questo al di sopra della legge e dell’onore nello sport.

CAMPIONATO XIX ( sabato 19, ore 20,45) Roma-Inter 1-1; ( sabato, ore 18) Empoli-Palermo 0-0; ( domenica 20, ore 12,30) Atalanta-Bologna; ( domenica 20, ore 15) Frosinone-Fiorentina 1-1, Sampdoria-Chievo 0-1, Sassuolo-Udinese 1-1, Torino-Juve 1-4, Verona-Carpi, ( ore 18) Napoli-Genoa 3-1, ( ore 20,45) Milan-Lazio 1-1.

CLASSIFICA. Juventus, punti 70; Napoli, 67; Roma,60;  Inter, 57; Fiorentina 55; Milan, 49; Sassuolo 45…
MARCATORI. 29 reti, Higuain ( 3, Napoli); 14,Dybala (3, Juve);  14, Bacca ( 1,Milan).

PROSSIMO TURNO. XXXI GIORNATA. ( sabato 2 aprile) Carpi-Sassuolo ( ore 18), Juve-Empoli ( ore 20,45); ( domenica 3) Udinese-Napoli ( ore 12,45), Atalanta-Milan ( ore 15), Chievo-Palermo , Fiorentina-Samp, Genoa-Frosinone, Lazio-Roma; Inter-Torino ( ore 20,45); ( lunedì 4) Bologna-Verona ( ore 20,45).

COPPE EUROPEE? PRATICAMENTE UN DISASTRO! Coppe: praticamente un disastro. Dietro alla Nostra Signora, ultimo nostro vero baluardo anti Europa,  se n’è andata anche la Lazietta di questi tempi. In silenzio, quasi non fosse mai esistita.
Un disastro che tutti si stanno sbizzarrendo a commentare ( come al solito) a piacimento ( e in ordine sparso) ma che, dal punto di vista effettuale del ranking Uefa ci fa precipitare al quinto posto stagionale, con la perdita (  oramai scontata)  della possibilità di accedere ( fin dal 2017 ) alla quarta di Champions ai danni di angli  ( 3 i punti di distacco all’ultimo rilevamento) oppure di germani ( sei i punti di distacco, sempre all’ultimo rilevamento).

L’attuale  ranking Uefa ( primi quattro posti)  : Spagna 97,713 punti; Germania 77.177; Inghilterra 73.902; Italia 70.272.
Proiezione 2016/2017 ( tolti gli scarti 2011/2012) :  Spagna, 76.856 punti; Germania 61.927; Italia 58.915; Inghilterra 58.659.

Il sorteggio Champions: Barcellona-Atletico M / Bayern-Benfica/ Real Madrid-Woslburg/ Psg- Manchester City.
Il sorteggio quarti Europa League ( 7 aprile/14 aprile): Braga – Shakhtar D/ A.Bilbao-Siviglia/ Villareal-Sparta Praga/ Borussia D-Liverpool.

UN DUELLO ANTICO. A volte, per ritrovare la strada giusta, occorre fermarsi e ricostruire quanto percorso a tornare ai primi passi. Dar acqua alle radici vuol dire rigenerare l’inter pianta, soprattutto se cresciuta e frondosa. Ed in effetti l’automobilismo su pista in un secolo o giù di lì s’è molto allargato. Non a caso sta per partire un Mondiale con 21 Gp, dislocati nei cinque continenti, come mai in precedenza.
Eppure, lui come tutti gli altri sport, non possono far finta che il passato non sia mai esistito. Con le sue storie incredibili in bianco e nero. Con i suoi eroi che mettevano a repentaglio la vita per andare a cogliere i limiti umani della velocità. Negli anni Trenta, ad esempio, col fiorire dell’industria automobilistica in Europa, e in particolare in Gran Bretagna, Germania e Italia, ebbero luogo ‘ duelli’ che alimentarono la mitologia ( e l’industria) di questo sport.
Quando, nel 35, al Gp d’Europa al Nurgburing, il  Nivola  su una rossa P3 Alfa sorprese  le ‘sverniciate‘ tedesche mandò in tilt Hitler e la sua congrega. Si racconta che non disponendo dell’inno d’Italia ( visto che ai nazisti manco li sfiorava l’idea d’un altro competitore vincente) si risolsero a suonare ‘O sole mio‘. Che Nivola benedì con un sorriso, irriverente, tanto inno o non inno, quel che contava era averle suonate ai ‘crucchi’  padroni del mondo.
Ma non era solo il politico o il sociale ad alimentare i duelli di quegli anni. C’erano anche i campanili nazionali, che in Europa ci saranno sempre quanto  le contrade in quel di Siena. Ma che, se ben conservati, non sono solo cagione di lutti e lacrime. Anzi, possono trasformarsi in festa, spesso e volentieri; in una grande festa sportiva, che invece di separare inizi a cementare  il Vecchio Continente. Che solo Dio sa quanto abbia bisogno di unirsi. In fretta. Il più in fretta possibile.

Hamilton, con quell’aria strafottente tipica del ‘ padrone sono mi’, ha come avversario Vettel, un tedesco che non è tedesco ma il prototipo dell’europeo che verrà. Hamilton, britannico,  ha la ventura ( o la sventura) di pilotare un’auto sverniciata; Vettel, invece, ha l’onore ( e l’onere) di cavalcare la ‘rossa‘ più ambita del pianeta. Dietro di loro, sullo sfondo, stanno alcuni dei campanili più  emblematici  del vecchio continente. Che prevalga l’uno piuttosto che l’altro non è indifferente. Anzi, a seconda del vincitore, dovrebbero emergere dalla polvere del tempo tante storie, figure, insegnamenti.

SPECIALE POUND ( WADA)  ( continuiamo a lasciar questo pezzo per l’importanza estrema dell’argomento. Sul quale molto facilmente si ricorre all’indifferenza e all’oblio).

Circola tuttora, su Sky, una coraggiosa  ( ed ampia) intervista a Richard Pound, tra i fondatori della Wada e attuale presidente dellaCommissione antidoping, che ( in ore accessibili ) dovrebbe essere trasmessa e ritrasmessa ( a nostro modesto avviso) su tutti i media del Globo. La testimonianza dell’autorevole esponente dell’Agenzia mondiale antidoping certifica infatti quanto si va ormai dicendo da almeno  un decennio  sulle pratiche in uso nello sport mondiale col fine di raggiungere altissimi  risultati a tutti i costi.
In proposito, visto che una legge antidoping  planetaria non esiste,  ci sono paesi,  ben oltre gli ultimi ‘pizzicati‘ ai controlli, e comunque tuttora al di sopra d’ogni sospetto, i quali,  imperterriti, continuano a mandare in gara atleti  ( assolutamente) indegni.
La lotta, sottolinea mister Pound, è resa difficile dall’omertà che vige un po’ in tutti gli sport e a tutte le latitudini con relativa copertura politica. Alle Federazioni danno fastidio i controlli e le positività; mentre ai Governi non garbano atleti medagliati ( o vincenti) poi dichiarati ‘ dopati‘. C’è una realtà, insomma, triste, vigliacca, reiterata, che va coperta a tutti i costi, quasi quasi, non esistesse neppure. E’ il solito giochino del gettare la polvere sotto i tappeti.
Che solo in pochi paesi trova qualche ostacolo, tipo l’Italia, la bistrattata Italia, che però quando si tratta di guardarsi allo specchio e dirsi come vanno le cose non fa sconti a nessuno. Sia chiaro, non è che da noi vada tutto ok; l’intervista sulla ‘rosea‘ a Guariniello lo spiega. Senza indicare i bravi e i meno bravi. Chiaramente. E tuttavia, pare proprio che vada meglio da noi che in altri celebrati paesi plurivincitori dove il coraggio ( e il controllo)  manca.

E’ il caso della Spagna, più volte chiacchierata ma mai apertamente tirata in ballo, dove 223 sacche di sangue acquisite nella Operacion Puerto che ha coinvolto il magico dottor Fuentes  sono state sottratte ( per il momento, in attesa dei risultati del ricorso)  al controllo della Wada. Le misteriose parole della moglie del medico spagnolo ( ai tempi del processo-farsa) sembrano acufeni nelle povere orecchie di chi le ha lette.
Mister  Pound non tralascia  inoltre  i casi più eclatanti, e tollerati per anni. Come quello del ciclista Hamilton. Come quelli relativi a certi incontri di calcio dove, a fronte di allenamenti ‘leggeri‘, si viaggia , poi, sul campo,  a velocità della luce e per tempi prolungati. Qui, ad esempio, è difficile escludere  ” l’uso in corso di sostanze dopanti”.
Ma dove sono passati i controlli di cui le autorità calcistiche giuravano (e giurano )  ogni volta di svolgere regolarmente? Già, vhe ne è degli sbandierati controlli?
” Quando nell’estate 1998 uscì la famosa intervista con la denuncia di Zeman, mi attivai – ricorda Raffaele Guariniello, magistrato – perchè coordinavo il gruppo tutela della salute. Subito corsero da me i rappresentanti delle più importanti istituzioni sportive, a partire dal Coni. Tutti mi rassicurarono, mi dissero di stare tranquillo perchè nel calcio si facevano controlli antidoping, non a decine, ma a migliaia.
Sulle prime pensai che fossero tutte fantasie ( di Zeman ), ma per scrupolo mandai la Polizia giudiziaria al Laboratorio dell’Acqua Acetosa a Roma. Sentimmo le persone, guardammo i documenti e facemmo una scoperta sensazionale : le analisi venivano fatte, ma le sostanze dopanti, in particolare gli anabolizzanti, non venivano cercate. Per forza i risultati non evidenziavano nulla. Avvisai il responsabili medico del Cio e feci la segnalazione formale che portò alla chiusura dell’Acqua Acetosa, per anni”.

 

 

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