Forlì-Cesena. La provincia fa sistema contro il turismo mordi e fuggi.

Forlì-Cesena. La provincia fa sistema contro il turismo mordi e fuggi.
Turismo a Cesena.

FORLI’-CESENA. Il grande interesse suscitato dal convegno sui ‘Cammini d’Italia’, che si è svolto a Forlimpopoli lo scorso 11 marzo alla presenza dell’onorevole Marco Di Maio e di Paolo Piacentini, componente del Gabinetto del Ministro dei Beni culturali e del turismo, impegna l’Amministrazione provinciale a continuare il lavoro di valorizzazione dei quattro cammini individuati per la nostra Provincia: la Via Romea Germanica, Il cammino di San Vicinio, Il cammino di San Francesco (Dovadola – Assisi), il cammino di Dante, ai quali altri potrebbero aggiungersi, come ad esempio l’interessantissimo itinerario relativo alla trafila garibaldina.

Questi  percorsi si inseriscono in una rotta di itinerari culturali di particolare rilievo europeo e  nazionale già definiti ma non esaustivi di quanto offre o potrebbe offrire il territorio nazionale, da scoprire a piedi, in bicicletta o in altre forme lungo percorsi alternativi alle grandi arterie viarie che spesso sono carenti dal punto di vista della sicurezza e delle infrastrutture dedicate ai viaggiatori, per arrivare, secondo le indicazioni del Ministero e della Regione, ad elaborare un Atlante dei Cammini d’Italia.

‘La decisione del Ministro Franceschini di indicare il 2016 come ‘Anno dei cammini d’Italia’, sostiene Gabriele Zelli, consigliere provinciale con delega al turismo, nonché sindaco di Dovadola, pone le  basi per lanciare una nuova modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, che si organizza intorno a temi di interesse storico, artistico, religioso o sociale. Una risposta concreta contro un modello di richiesta turistica sempre più orientato a un’esperienza ‘mordi e fuggi’, come emerge dai dati nazionali.  La parola d’ordine, quindi,  della Provincia e di tutti i Comuni che ne fanno parte è di fare sistema soprattutto laddove sono già presenti eccellenze che vanno solo adeguatamente valorizzate. Oltre un centinaio di intervenuti,  fra associazioni di categoria,  associazioni culturali e sportive, imprenditori del comparto ricettivo, agenti di viaggio, guide turistiche ed ambientali escursionistiche, amministratori locali, rappresentanti di Pro Loco, tutti d’accordo che questa rappresenti un’ opportunità straordinaria per rivalutare zone interne, anche poco conosciute, del nostro territorio e per dare una risposta appropriata anche a chi cerca qualcosa di diverso rispetto a una classica vacanza balneare’.

Dal nostro territorio, come è successo in altre occasioni, possono e devono partire  istanze e proposte innovative che potrebbero essere prese a modello per uno sviluppo del paese  decisamente sostenibile, sostenuto da un forte incremento del Bilancio  del MIBAC, di circa il 27%, rispetto all’anno precedente.

Nella nostra Regione, l’Assessore al turismo Andrea Corsini ha già avviato, insieme all’APT Servizi, la ricognizione delle Vie di Pellegrinaggio e dei Cammini di rilievo storico e culturale  e delle attività imprenditoriali legate all’offerta turistica per la costruzione di un vero e proprio prodotto turistico, alla Regione le istituzioni del territorio chiederanno la  promozione dei Cammini attraverso l’organizzazione corsi di formazione per le professioni turistiche, finanziamenti dedicati, lo snellimento della normativa relativa all’attività d’impresa, lo studio e l’individuazione di un modello organizzativo pubblico/privato sovra comunale per garantire la manutenzione dei percorsi.

A questo punto è strategico che enti locali, associazioni, imprese locali  lavorino insieme sotto un’unica regia, perché questo potenziale enorme legato alla nostra identità possa essere, non solo occasione di sviluppo economico ma anche un’eredità culturale per le giovani generazioni. E’ un dato di fatto che stia cambiando in modo radicale  l’idea del turismo e per dare risposta a questa nuova richiesta  servono interventi che accrescano la competitività di un settore che rappresenta una potentissima leva non solo di sviluppo  economico  ma anche di coesione territoriale. Per questo motivo è  necessario fare sistema anche attorno a questo grande progetto.

 

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