Non solo sport. Una Pasqua alla caccia dei portatori di morte. Intanto la Nazionale fa 1-1 con la Spagna.

Non solo sport. Una Pasqua alla caccia dei portatori di morte. Intanto la Nazionale fa 1-1 con la Spagna.
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LA CRONACA DAL DIVANO. La partita con la Spagna si è giocata. A Udine, nel rinnovato gioiellino della famiglia Pozzo, con una cornice di pubblico degna di una evento calcistico. Nessuno allarme sul versante sicurezza. Tutto tranquillo e festoso. Con l’Italia la quale ,  pur orfana del suo ductator,  già trasferito al servigio d’altro signore ( Chelsea), si è battuta come meglio non poteva. Il pareggio finale (1-1, bel gol di Insigne su rapida azione di contropiede) è stato un omaggio arbitrale tanto in voga in questi ultimi tempi quando a poter  vincere sono le squadre italiane.
Il pareggio ispanico, infatti, era un evidentissimo fuorigioco a tre bellamente ignorato dalla quaterna arbitrale. Il risultato, tra l’altro, è stato felicemente accolto dai numerosi babbei da commento che popolano l’ambiente mediatico nostrano.
Probabilmente, una vittoria azzurra, avrebbe smentito oltre misura la caterva di opinioni sparse nei giorni di viglia a favore del calcio spagnolo giudicato, come sempre quando si tratta dell’erba del vicino, di gran lunga superiore al nostro. Salvo, ovviamente, venire smentiti dalla realtà. Iuve ( gol regalato all’andata, gol negato al ritorno), Roma ( due rigori negati all’andata) e, ora, Nazionale ( gol in fuorigioco) docent. Per chi vuol capire, ovviamente, perchè per i babbei da commento poco o nulla cambierà.
Ci consoliamo  però col fatto che se ( senza frodarci) ci lasciano giocare quale una delle tre nazionali più vincenti al mondo non ci sarà mai trippa per  gatti per nessun avversario. Europa o Mondo poco conta. Don Fabio Capello, friulano,  ha detto: ” In Italia non ci torno più. Sarò irremovibile”.
E noi , senza offesa per alcuno, lo speriamo con tutto il cuore, perchè dopo quanto ha fatto vedere in Inghilterra e Russia, di lui, del don Fabio, non ne abbiamo proprio alcun bisogno.  E adesso, dopo Pasqua, martedì 29, ore 20,45 a Monaco, sotto con i campioni del Mondo.

ATTACCO TERRORISTICO. Attacco terroristico all’Europa. Con epicentro, ancora una volta, a Bruxelles, la capitale amministrativa del Vecchio continente. Gli aggiornamenti  su quanto è accaduto martedì 22 marzo 2016  si susseguono a ritmo ininterrotto. Sulle tivù, sui social.
Perchè,  questa volta, le  novità sono notevoli: qui, infatti, non si tratta  di un attentato più o meno isolato di qualche ‘cane sciolto’ ma di una serie di  attacchi ‘militari’ veri e propri, mirati, con personale addestrato  e coperto da una  funzionale rete di sostegno;  attacchi, tra l’altro,  pronti ed essere reiterati non si sa dove, come e quando.

In pratica, si ha l’impressione di essere davanti ad una autentica e  terrificante ‘ strategia guerresca‘ volta, molto probabilmente, alla destabilizzazione del Vecchio Continente.
Questi  ’assalti criminosi‘  incidono non poco  sui ‘temi caldi ‘dell’ immigrazione e dell’ integrazione. L’Europa, e l’Italia in particolare, su questi temi si divide ormai da anni.
In campo si fronteggiano infatti  i due opposti partiti dell’integrazione ( a tutti i costi) e della criminilizzazione ( ad ogni piè sospinto) che, com’è d’uso, poco aiutano a raccogliere le forze disponibili per fornire  risposte coordinate ed efficaci. Al momento  la Vecchia Europa appare come  una sorta di  fortezza sguarnita, senz’armi nè soldati, e quindi facile preda di chi si è ripromesso di conquistarla.

Vediamo qualche aggiornamento. A partire dalle prime notizie ( fonte Google News).

* ( martedì 22 marzo, ore 12.56 ) Secondo quanto riportato dal canale belga RbtvInfo, un kalashnikov sarebbe stato trovato nell’area partenze dell’aeroporto di Zaventem. Alcune testimonianze, in precedenza, avevano parlato di spari uditi prima della deflagrazione degli esplosivi.
* (ore 12:52) Secondo quanto riportato da Politico.eu, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha chiamato la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il primo ministro olandese Mark Rutte. Hollande ha espresso la sua solidarietà al popolo belga con un tweet.
* ( ore 12:40) L’organizzazione terroristica Isis avrebbe rivendicato gli attentati. Secondo quanto riportato dall’agenzia Agi, la rivendicazione sarebbe arrivata con una nota diramata dall’agenzia di stampa ‘Amaq‘, che fa capo al gruppo terroristico, tramite il social network Telegram. Nel messaggio di rivendicazione non si trovano altri particolari circa l’attacco ma si promette, alla fine, l’esecuzione di ulteriori attentati in Europa.
* ( ore 12:30) Bruxelles sotto attacco terroristico. Tre attentati hanno colpito l’aeroporto Zavantem e due stazioni della metropolitana, provocando decine di vittime. Secondo l’ultimo bilancio, si conterebbero almeno 26 morti — 11 nello scalo e 15 nella metro — e 130 feriti, alcuni dei quali ricoverati in gravissime condizioni. Un kamikaze si è fatto saltare in aria alle 8 del mattino nel terminal partenze del principale scalo della città, vicino al banco della American Airlines. Un’ora dopo, due ordigni sono esplosi all’interno della metropolitana, nelle stazioni di Maelbeek e Schuman, vicino alle istituzioni europee.
La città è blindata per il timore di nuovi attacchi coordinati. Il traffico aereo è stato bloccato, sono stati sospesi tutti i mezzi pubblici e innalzato lo stato di allerta al massimo livello, con unità militari schierate nelle strade. Gli artificieri hanno fatto brillare un pacco sospetto a Rue de la Loi, tra le due stazioni della metro colpite dagli attacchi. L’ambasciata italiana in Belgio non è ancora in grado di quantificare l’eventuale coinvolgimento di italiani.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi presiederà alle 15 il Comitato nazionale sicurezza al Viminale. L’attacco a Bruxelles segue di poco più di 48 ore la cattura di Salah Abdeslam, il decimo uomo del commando della strage del 13 novembre a Parigi, nella quale morirono 130 persone.
Salah ha chiesto di essere estradato ( e giudicato) in Francia.

UN BILANCIO. Bruxelles,  mercoledì 23 marzo, non è una città vuota. I notiziari ( e i corrispondenti) documentano che la vita quotidiana  continua a scorrere ‘normalmente’ e‘compatibilmente’, è ovvio,  con uno stato di preoccupazione e di allarme notevole. Difficile infatti dire quali sorprese  possano riservare nell’immediato i potenziali assalitori. Che spuntano, ora, come funghi dai quartieri periferici ( sopratutto) delle grandi metropoli del nord Europa.
Metropoli, a quanto sembra, con spazi urbani sfuggiti al controllo della società civile. Come si possa parlare ancora di integrazione davanti a comportamenti   tanto diffusi e aggressivi  è assai problematico.
Sembra semmai  che il Vecchio Continente non si renda conto della pericolosa ‘svolta’ terroristica ma anche dell’accelerazione di certi processi storici globali  che non sembrano lasciare più spazi ad incertezze, divisioni, meschinità di bottega ed anacronismi nazionalistici.
Al momento sono oltre 32 persone le persone decedute nel duplice attentato; mentre i feriti sono saliti a non meno di 300. Tra questi sono stati individuati tre connazionali. E forse la prima vittima italiana. Inoltre sono state diffuse le immagini di due sospetti kamikaze e di un terzo uomo, al momento ricercato.
L’Isis intanto ha rivendicato gli assalti, con un primo messaggio postato in inglese sul sito dell‘Amaq Agency, network di propaganda del Califfato. In serata, poi, seconda rivendicazione sul network Khilafah News così redatto: ” Per la grazia di Allah, una cellula segreta dei soldati del Califfato ha colpito i crociati belgi”.
Secondo gli 007, vanno messi in conto altri attentati. Dove, come, quando, ovviamente, al momento non è dato a sapere. In questo clima, poi, dove collocare gli impegni sportivi, e in ispecie gli Europei di giugno, non è facile da decidere.
Qualcuno parla di  Europei a porte chiuse. E in particolare quelli con in campo la nazionale del  Belgio.Mentre sono stati confermati gli impegni amichevoli della  nostra Nazionale  contro  Spagna ( giovedì 24, ore 20,45, a Udine) e  Germania  ( martedì 29, ore 20,45, a Monaco). Al momento sono quattro i terroristi in fuga. Con qualche arresto, qua e là, il tutto però nella più completa incertezza investigativa.

IL SALUTO AD UN GRANDISSIMO. Come capita da sempre nel calcio, ci sarà chi lo porrà sul gradino più alto o chi sui gradini intermedi. E comunque sia, Johan Cruijff, 68 anni, deceduto per un tumore, il suo segno in questo sport planetario  l’ha lasciato davvero.
Come personalità, a volte aspra, a volte anche molto critica nei confronti del nostro calcio, e certamente forte, netta, appassionata; e come giocatore in campo. Straordinario come pochi. Qualcuno lo ha soprannominato il Pelè bianco. Qualche altro sostiene che sia il più grande giocatore europeo di ogni tempo. I suoi allori ( da giocatore e allenatore ) sono eccezionali. Da giocatore ha vinto tre Champions e tre Palloni d’oro.

IL CAMPIONATO. Dopo le figuracce europee il Campionato è tornato ( inevitabilmente) alla sua mediocrità. Con sole due o tre eccezioni : quella della Juventus, ormai stabilmente sul podio delle squadre più forti al Mondo;  quella del Napoli dello straordinario  Pipita, candidato alla Scarpa d’oro europea ; e forse anche della Roma dello Spalletti miracoloso, non sempre una squadra  fulmine di guerra ma con tante frecce nell’arco per centrare  l’obiettivo Champions.
Possibile, a questo punto,  per i romani, anche perchè dietro c’è solo l’Inter che potrebbe far da spauracchio, molto remoto, ma da spauracchio; mentre, per quel che riguarda la Viola e il Milan, meglio rimandare il tutto all’anno prossimo. Storico intanto  il record di Buffon. L’aver superato Seba Rossi nell’imbattibilità ( 974′ ) , lo consegna alla fascinosa mitologia dei grandi portieri. Che da noi, in Italia, sono stati tanti e valorosi.

RICADUTI ALL’INFERNO. Ce l’abbiamo fatta a ripiombare nell’inferno. In questi ultimi turni europei solo la Juve ha lottato come un leone e se, alla fine, è stata costretta a lasciare  il passo grazie ai  fraudolenti maneggi Uefa, oggi è senza dubbio alcuno una regina d’Europa.

Forse  l’unica in grado battere il Barca, già l’anno scorso uscito dal confronto in finale Champions  con un grosso spavento in corpo. La Signora ha dato così una svolta  ai valori  stantii del calcio continentale.
E se non ce l’ha fatta la  Signora, figuriamoci le altre in Coppa. Indegne. Se queste squadra, pur ridimensionate dal confronto con gli spendaccioni d’Oltralpe, anche quelli  meno blasonati, devono ripresentarsi  l’anno prossimo in Europa  alle stesse condizioni attuali sarà meglio pensarci su due volte per  chiedere o meno  ( come già per  rugby o pallacanestro) un lustro di astensione sabbatica dalla competizioni continentali.
Sì, perchè andarci per collezionare ‘ cucchiai di legno’ non è molto edificante. Anzi, ci pare operazione estremamente penalizzante. Sotto tutti gli aspetti. E soprattutto sotto quello economico.
Vogliamo controllare  infatti quanto entrerà nelle nostre casse con il  prossimo rinnovo dei diritti tivù nazionali e internazionali?  Senz’altro briciole. Soprattutto rispetto agli inglesi. Giustamente, perchè non possono essere premiate oltre misura gestioni improvvide e senza attaccamento ai colori e all’interesse generale dello calcio italiano.
Si sappia che nel ranking Uefa siamo arrivati a soli tre punti di distacco dagli Angli e a sei dai Tedeschi:  inezie, facilmente colmabili con una condotta programmata e attenta delle nostre squadre. Soprattutto in  coppa Uefa.
Che dire infatti del Napoli che i passaggi di turno europei li regala a mani basse, Benitez o Sarri che siano poco conta?
O anche  della Viola, che pur davanti al  Tottenham poteva ancora farcela a superare un ostacolo non certo fenomenale? E perfino quello della Lazietta attuale , poverina lei, tanto imbelle che   nessuno ( o quasi) s’è accorto se sia stata presente o meno  nell’agone europeo?

E INOLTRE. Arrigo Sacchi,  dall’angolino concesso sulla ‘rosea’, dice: “ Max, da allenatore capace ed intelligente aveva fatto tesoro della prima partita organizzando la squadra con un atteggiamento più autoritario: pressing alto, giocate in velocità e ripartenze. Però questa tattica mano a mano è andata scemando, non so se per la sindrome di Pollicino o per stanchezza…”. Ci scusi mister Arrigo, ma qui non ci pare più il caso di far battute. Qui ci sa tanto che Pollicino e la stanchezza poco contano.
Qui, davanti a gente che dal 90 in avanti corre il triplo dei primi venti minuti e degli avversari esausti, vogliamo conoscere finalmente la realtà delle cose. Infatti: che ‘mangiano’ o che ‘bevono‘ questi fenomeni da baraccone per ripetere costantemente ( e tanto agevolmente) prestazioni   massacranti? Sono alimentati a crauti e bresaola? Perchè, allora,  non facciamo altrettanto anche noi, alla Juventus e non solo, visto che di bresaole ne abbiamo diverse e di eccellenti?
Ci scusi mister Arrigo, le sue analisi sono molto attente, le leggiamo con molto rispetto, ma quanto dice Richard Pound, tra i fondatori della Wada, sono ‘farneticazioni’ o anche ‘ soffiate‘ precise su un malcostume   che sta deformando sempre più  a livello planetario  i valori dello sport? E  non solo quello praticato in alcune nazioni o in alcune specialità, ma anche quello di tutte le specialità, o quasi, compreso quello (finora)  ammesso nel super protetto mondo del pallone. Miliardario,  certo, ma non per questo al di sopra della legge e dell’onore nello sport.

Si è riacceso il mercato, con questa prospettiva: Dzeko sogna la Premier; Bacca il Bayern e Morata il ( ritorno al) Real. Mentre Icardi ha già le valigie pronte ( deciderà Wanda ) e per Higuain ( San Gennaro volendo) è già pronto un budget da 95 milioni. Chi resterà dalle nostre parti ? Il babbei da commento, i babbei da anfratti sportivi, i babbei  da‘profumo d’erba di campo‘.
I babbei, insomma, di qualsiasi genere e tipo, che abbondano in una società che ha lasciato spazio alla demagogia e agli incapaci. Perfino De Rossi, il romano, sogna di volare nel mitico Altrove. Ci manca che lo segua pure Totti, altro romano. Dall’eterno amore. Ma si sa che,  qui, da noi, nel Belpaese,  i grandi amori muoiono al primo tornaconto .

CAMPIONATO XIX ( sabato 19, ore 20,45) Roma-Inter 1-1; ( sabato, ore 18) Empoli-Palermo 0-0; ( domenica 20, ore 12,30) Atalanta-Bologna; ( domenica 20, ore 15) Frosinone-Fiorentina 1-1, Sampdoria-Chievo 0-1, Sassuolo-Udinese 1-1, Torino-Juve 1-4, Verona-Carpi, ( ore 18) Napoli-Genoa 3-1, ( ore 20,45) Milan-Lazio 1-1.

CLASSIFICA. Juventus, punti 70; Napoli, 67; Roma,60;  Inter, 57; Fiorentina 55; Milan, 49; Sassuolo 45… Palermo, 28; Frosinone,27; Verona,19.
MARCATORI. 29 reti, Higuain ( 3, Napoli); 14,Dybala (3, Juve) e   Bacca ( 1,Milan).

PROSSIMO TURNO. XXXI GIORNATA. ( sabato 2 aprile) Carpi-Sassuolo ( ore 18), Juve-Empoli ( ore 20,45); ( domenica 3) Udinese-Napoli ( ore 12,45), Atalanta-Milan ( ore 15), Chievo-Palermo , Fiorentina-Samp, Genoa-Frosinone, Lazio-Roma; Inter-Torino ( ore 20,45); ( lunedì 4) Bologna-Verona ( ore 20,45).

COPPE EUROPEE? PRATICAMENTE UN DISASTRO! Coppe: praticamente un disastro. Dietro alla Nostra Signora, ultimo nostro vero baluardo anti Europa,  se n’è andata anche la Lazietta di questi tempi. In silenzio, quasi non fosse mai esistita.
Un disastro che tutti si stanno sbizzarrendo a commentare ( come al solito) a piacimento ( e in ordine sparso) ma che, dal punto di vista effettuale del ranking Uefa ci fa precipitare al quinto posto stagionale, con la perdita (  oramai scontata)  della possibilità di accedere ( fin dal 2017 ) alla quarta di Champions ai danni di angli  ( 3 i punti di distacco all’ultimo rilevamento) oppure di germani ( sei i punti di distacco, sempre all’ultimo rilevamento).

L’attuale  ranking Uefa ( primi quattro posti)  : Spagna 97,713 punti; Germania 77.177; Inghilterra 73.902; Italia 70.272.
Proiezione 2016/2017 ( tolti gli scarti 2011/2012) :  Spagna, 76.856 punti; Germania 61.927; Italia 58.915; Inghilterra 58.659.

Il sorteggio quarti di Champions: Barcellona-Atletico M / Bayern-Benfica/ Real Madrid-Woslburg/ Psg- Manchester City.
Il sorteggio quarti di Europa League ( 7 aprile/14 aprile): Braga – Shakhtar D/ A.Bilbao-Siviglia/ Villareal-Sparta Praga/ Borussia D-Liverpool.

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