Non solo calcio. L’inchiesta impietosa della ‘rosea’. E, ora, se mandassimo ‘al diavolo’ il nostro calcio?

30 marzo 2016 0 commenti
Non solo calcio. L’inchiesta impietosa della ‘rosea’. E, ora, se mandassimo ‘al diavolo’ il nostro calcio?
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LA CRONACA DAL DIVANO. La Spagna ci ha pareggiato ( 1-1) con un gol che vedeva un loro triplice fuorigioco. E comunque abbiamo tenuto testa ai campioni del tutto. Stesso discorso avrebbe dovuto valere contro i campioni del Mondo. Che con noi non vincevano da una amichevole disputata vent’anni fa.  Diventa quindi ovvio che a leggere  i nostri commentatori sembriamo una banda allo sbando. E questo non solo sul rettangolo verde. Ma anche nei conti. Dove spiccano meno ricavi e  più spese. Con un cumulo di debiti che non si sa se siano o meno  sotto controllo  ( vedi Inter e Milan). Nulla di nuovo intanto sugli impianti.
Mentre continua il sollazzo di mister Bee. Un quadro ben diverso da quel che impera Oltralpe. Dove volano tutti. Tutti. Buoni e cattivi. Almeno per quel che riguarda il mondo a noi tanto caro del pallone.
Il Watford dei Pozzo, ad esempio, può chiudere l’anno con un  bilancio sui 150 milioni, praticamente il triplo di quello dell’Udinese che pure si è impegnata nella diversificazione delle entrate ristrutturando il Friuli. A questo punto, chi glielo fa fare ai Pozzo di restare nel Bel Paese?

SFOGLIAMO LA CRONACA. La Germania,  dopo 20 anni, si è ripresa la vittoria contro l’Italia con un 4-1 molto chiaro. La nostra truppa, appena qualche giorno fa dopo la Spagna elogiata a quattro mani, è tornata col cilicio in mano. E così anche Conte, che però da bravo ‘ armiamoci e partite‘ s’è affrettato a dire ” Queste sono le truppe di cui dispongo. I miracoli li possono fare loro non io”.
Contro la Spagna il ductator già passato ad altro servigio, è rimasto allibito. Credeva di avere acquisito alcune certezze, si ritrova invece con tante incertezze. Vero è che mancavano  Marchisio e Verratti, e che teneva in campo mezza difesa malandata, ma non è certo questo l’alibi che l’assolve.
Il ductator, infatti, come tutti i ductator di etnia italica, s’è affrettato a prendere le distanze ” Tutto, vero, ma i giocatori che ho sono questi. C’è un gap da colmare. Quando gli altri alzano l’asticella noi ci perdiamo“. Come dire : gli elogi li incasso, ma le colpe no. Se non ricordiamo male diceva così anche con la Juve. Mamma mia, ma con tali ductator come faremo   a  (ri) conquistar le Gallie?  ( Sorvoliamo altri flash  sul tema Conte e Nazionale la miriade di opinioni emesse dalla solita folla di babbei da commento. Che salta dal bianco al nero in un batter di ciglia).

Euro 2016 sarà il più ricco di sempre. L’Uefa distribuirà alle 24 nazionali un totale di 301 milioni di euro. 27 solo per i campioni. Presto si comincerà a parlare di premi per gli azzurri. E se l’Italia piange, gli avversari non ridono. Il Belgio sbatte la capoccia contro il Portogallo ( 2-1);  l’Irlanda soffre contro Hamsik ( 2-2) e la Svezia non va oltre uno stiracchiato pareggio ( 1-1) contro i cechi. Ibra infatti non incanta, vince la noia.

L’Italia Under 21 del Di Biagio ha rischiato la figuraccia contro l’Andorra. Per fortuna nostra Cerri, al 34′ del secondo tempo, ha regalato la vittoria. Con la ( quasi) certezza di volare come prima del girone alla fase finale in programma in Polonia nel 2017.
L’avevano dato per disperso, e invece s’è rimaterializzato. Si parla del buon Raiola, facitore e disfacitore di squadre. Tra i suoi assistiti ci sono Podgba e ( se non abbiamo capito male) anche Gigione Donnaruma, ancora minorenne. ” Per 38 milioni-  scherza il Raiola – lo compro io”. Funziona la psicologia Spalletti in una Roma ritrovata. Il terzo posto Champions è alla portata dei giallorossi. Garcia è lontano ormai anni luce.
Nel Besiktas, intanto, Mario Gomez, ha ritrovato i gol e la Nazionale.  L’Inter invece viaggi con allarme rosso. I debito ( oltre 400 milioni) sono tanti Tahoir pensa più a vendere che ad acquistare. In partenza mette Murillo, Icardi, Miranda. Come farà a ritornare in Champions lo sa solo lui.

Che cavolo stia combinando il Berlusca è un mistero. Certo è che quando giura che uno dei suoi è incedibile lo ha già venduto. Dopo Sheva, Kakà, Thiago tocca a Gigione Annaruma. Su questo non ci piove. Il povero Diavolo di questi tempi pensa solo ad incassare. Mentre mister Bee continua nei suoi sollazzi, facendo diventare burla transcontinentale quello che avrebbe dovuto essere un simpatico pesce d’aprile.
Il Dottore torna sulla pista delle prime polemiche. In Argentina. Con i due ‘bravacci’ d’Ispagna pronto ad infilzarlo ( e ad infilzarsi), mentre le Ducati potrebbero fungere  da ‘ rompicoglioni‘. Kimi confessa di amare il Bahrain. Per lui quella pista è meravigliosa. Speriamo solo che riesca a percorrerla tutta, magari a supporto di un compagno di squadra che ha già dimostrato di saper metter all’angolo lo ‘sburone’ inglese e il ‘ridolini’ al box. Speriamo solo che la buona sorte, al contrario di Ecclestone, volga la sua attenzione una volta qui e un’altra là.

Il Setterosa di pallanuoto ha acquisito il pass per Rio 2016. Si aspetta ora il Settebello.

LEGGENDA CERCASI. La ‘rosea‘ che dovrebbe essere la nostra principale vestale nella conservazione del sacro fuoco della memoria, in occasione del 120 compleanno, ha indetto un referendum per scegliere il suo e il nostro campione di tutti gli sport della storia rosa.
Il referendum è arrivato alle semifinali. Nel tabellone 1 ( voti Gazzetta). ai quarti,  Maradona ha battuto Jordan; Fausto Coppi ha prevalso su  Valentino Rossi; Alì s’è imposto su Senna e Owens su Federer. Nel tabellone 2 ( scelte dei lettori), dove  Jordan ha battuto Maradona; Valentino Rossi s’è imposto su Pantani; Alì su Schumi e Mennea su Federer. Alla fine del referendum, a primeggiare, sarà soltanto uno: ovvero, la leggenda delle leggende.
Un commento. Solitamente, quando si fanno simili ‘sondaggi‘,  il presente annulla il passato. Succede così che interpreti indimenticabili dello sport vengano appena, appena accennati. Qualcuno, addirittura, pur immenso ma lontano nel tempo, viene obliato. Questa volta, invece, e abbastanza piacevolmente, sta accadendo che certi valori umani e sportivi non siano stati  cancellati. La ‘rosea‘, come Rea Silvia, la vestale  della città Caput Mundi, è stata buona custode.
Questo tanto nel tabellone 1 quanto nel 2. Se si fossero ‘obliati’  infatti ‘ pietre miliare dello sport‘ come Coppi e Maradona oppure come Muhammad Alì e Jesse Owens si sarebbe compiuto  un esercizio vano. Poco storico. Poco credibile.
Certo, ancora non è stato inventato lo strumento per valutare, senza errori,  peso e qualità di certi personaggi sportivi. Comunque tutti straordinari. Ma, per fare un esempio tratto dal tabellone 1,  pur con tutto il rispetto per l’immenso Pirata, il confronto con il ‘Grande airone‘ che ha scritto ( col concorso di una generazione di giganti del ciclismo) fondamentali pagine di storia oltre che di sport, non c’è. Non ci sta.  Più problematico, semmai, è stata la scelta  tra Jordan e Maradona. Ma anche qui,il secondo, è uno di quelli che valicano   l’ambito sportivo per collocarsi nell’empireo di quei miti ai quali interi popoli  (  guarderanno) con eterna gratitudine.

Giusti quindi i verdetti. Aspettiamo ora fiduciosi la proclamazione della ‘leggenda delle leggende‘.

INCHIESTA ‘ROSEA. Questa la conclusione dell’inchiesta della ‘rosea’ sul calcio italiano ed europeo: ” Nessuna italiana tiene ormai il passo delle big europee. Fuori i numeri: Real, Barca e United viaggiano addirittura sui 400 milioni di costi tra stipendi e ammortamenti, la Juve sui 250, il Milan sui 200, Roma e Inter sui 170. Per questo i campioni non abitano più qui. O meglio, qualcuno ci degna ancora della sua presenza ma in cuor suo sa che prima o poi spiccherà il volo”.

Che dite? Con una simil conclusione val ancora la pena dedicare  qualche minuto ancora al calcetto nostrano? Non è meglio abbandonare baracca e burattini (  pletora di babbei da commento compresa) e rivolgerci verso altri sport?
Dove ancora qualche brandello d’azzurro può farci sentire orgogliosi di gareggiare (  per vincere)  con le altre nazioni d’Europa e del Mondo? Diciamo la verità: che ce ne facciamo di un calcio in tale disfacimento, governato ‘alla Carlona’, incapace di rinnovare i suoi  impianti, capace invece di non attirare nuovi capitali e di lasciar volar via i pochi giovani talenti che riesce ancora a produrre con il poco di ‘furbizia’ rimasta?
Sì, andiamocene. Che aspettiamo? Su altri spalti. Magari più sicuri e comodi. Esterofilizziamoci, sì, certo, e completamente, com’è ( da sempre) auspicato dai ( nostri) babbei da commento. Facili alla critica, imbelli quando si tratta di tirar su le maniche. E smettiamola di guardare tivù entusiaste dell’Altro e di  leggere  giornali,  inchieste e amenicoli vari. Tanto, noi, quelli che guardano e si recano ancora al campo,  non capiamo nulla, loro tutto.
Con la differenza però che quel poco di ‘concreto’  arriva da noi, e quel tanto di ‘distruttivo’ da loro. Abituati tutti, più o meno,  a farsi foraggiare per diventare adulti e belli, per poi rinfacciarci  che se qualche talento  ‘ sta ancora con noi è sol perchè ci degna’ o peggio ancora che  ( nell’ Italia povera del pallone)  ” mai più rimetterà piede”.
Buon per noi che qualcuno, un tedesco, capitano della Nazionale campione del Mondo che proprio martedì sera ci ha sverniciato ( 4-1), consoli i novelli  derelitti con tanto garbo:  ” Il calcio italiano ? E’ solo sottovalutato“. Già, ma da chi?

 

CAMPIONATO DI CALCIO. XXXI GIORNATA. ( sabato 2 aprile) Carpi-Sassuolo ( ore 18), Juve- Empoli( ore 20,45); ( domenica 3 aprile) Udinese-Napoli ( ore 12,30), Atalanta-Milan ( ore 15), Chievo- Palermo, Fiorentina-Sampdoria, Genoa-Frosinone, Lazio-Roma, Inter-Torino ( ore 20,45); ( lunedì 4 aprile) Bologna-Verona ( ore 20,45).

LA CLASSIFICA. Juve, punti 70; Napoli , 67; Roma, 60; Fiorentina e Inter, 55; Milan, 49; Sassuolo, 45… Carpi,28; Palermo,28; Frosinone,27; Verona,19.
I MARCATORI. 29 reti Higuain  ( 3,Napoli); 14 reti, Dybala ( 3,Juve), Bacca ( 1,Milan).

 

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