Ravenna. La città ha celebrato la Liberazione in Piazza del Popolo.

Ravenna. La città ha celebrato la Liberazione in Piazza del Popolo.
Medaglie Partigiani Liberazione Ravenna 2016

RAVENNA. Viva il 25 aprile.

Ravenna, città medaglia d’oro al Valor Militare saluta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Oggi il nostro grazie e il nostro abbraccio va alle partigiane e ai partigiani che abbiamo incontrato poco fa nella casa comunale ai quali abbiamo consegnato la  ’medaglia della Liberazione’.

Un piccolo riconoscimento all’immenso coraggio che li ha spinti, appena ragazzi,  a lasciare le loro case per andare a combattere per la libertà di tutti:  per  chi c’era, per  chi non c’era e per  chi era contro.
Oggi ringraziamo i nostri Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini: i  loro busti sono collocati in Municipio, davanti alla sala del Consiglio Comunale e all’Ufficio del Sindaco, e sono certo lì rimarranno anche nei prossimi anni.
Bulow e Zac: simboli della Resistenza e di una politica, cito lo stesso Zaccagnini, “bellissima” .

Una politica che è impegno civile, passione, spirito di servizio e sacrificio.
Una politica fatta di ideali, oltre che di idee.
La politica deve essere così: deve aiutarci a cambiare rotta se le cose non vanno come dovrebbero andare.
Bulow e Zac: questi due grandi uomini ci hanno insegnato molto, ma soprattutto ci hanno insegnato che nella diversità di idee si può e si deve essere uniti per costruire un paese democratico.

Oggi ricordiamo un altro avvenimento importante che ha segnato la storia del nostro paese: il 70esimo del voto alle donne.

Voglio ricordare questa grande conquista della democrazia italiana con le parole dell’epigrafe che si trova all’Università di Tor Vergata: ‘Quando, tra le rovine della guerra, restituita la democrazia in Italia venne il suo popolo dopo lunghi anni chiamato a darsi nuove istituzioni di pacifico governo per la prima volta le donne votarono anch’esse, perché finalmente trovasse pienezza la libertà della nazione intera, dopo secoli di sofferta discriminazione’.

Oggi ringraziamo donne come Lina Vacchi: proprio questa mattina  abbiamo deciso di renderle omaggio  inaugurando  una targa nella piazza che porta il suo nome.
Le donne partigiane combattenti furono 35 mila.
70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna. 4.653 furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania. 1070 caddero in combattimento. 2812 furono fucilate o impiccate come la nostra Lina Vacchi, medaglia di bronzo al valor militare alla memoria.
Lina Vacchi è stata una delle figure simbolo e una delle martiri della Resistenza della nostra comunità.

Lina era una donna decisa, piena di ardore, come molte delle donne che come lei fecero quella scelta di grandissima responsabilità civile.
‘Bisogna andè, bisogna andè’, ‘Bisogna andare, bisogna andare’ , era il suo motto. Non c’era tempo da perdere: la libertà non poteva aspettare.

Fu lei che, la sera dell’8 settembre del ’43 salvò dagli arresti, come lui stesso ha raccontato, Arrigo Boldrini durante una carica della polizia in piazza del Popolo trasportandolo  con la  sua bicicletta.
Per celebrare la festa del 25 aprile prendo a prestito alcune parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
‘Oggi viviamo una festa, soprattutto per i ragazzi e i bambini. Non c’è nulla di retorico nel cercare una sintonia con la felicità e i sentimenti dei nostri padri, o dei nostri nonni, nei giorni in cui conquistavano una libertà costata sangue, sacrifici, paure, eroismi, lutti, laceranti conflitti personali. E’ la festa della libertà di tutti. Una festa di speranza ancor più per i giovani: battersi per un mondo migliore è possibile e giusto, non è vero che siamo imprigionati in un presente irriformabile.
La democrazia è proprio questo: l’opportunità di essere protagonisti, insieme agli altri, del nostro domani. Per costruire solidamente, le radici devono essere ben piantate in quei principi di rispetto verso le libertà altrui, di rifiuto della sopraffazione e della violenza, di uguaglianza tra le persone, che proprio le donne e gli uomini della Resistenza e della Liberazione indussero a iscrivere nella Costituzione repubblicana’.
Quella ravennate è una comunità operosa e civile animata dal cuore antico di quei valori scaturiti dalla lotta per la Resistenza, valori ancora molto attuali ed irrinunciabili.
Una comunità che affronta con coraggio le indispensabili sfide della modernizzazione, cercando di fare camminare insieme benessere e giustizia sociale.
Sono le donne e gli uomini che, nel loro quotidiano, rendono attuali quei valori.
Sono gli insegnanti e gli studenti nelle nostre scuole e della nostra università.
Sono i lavoratori, sono i nostri imprenditori che, con forza d’animo, costruiscono progetti per tornare a fare crescere l’economia.
Sono i nostri volontari punti di forza di una rete di solidarietà che costituisce la nostra maggiore ricchezza.
La nostra è una comunità che dà molto, ma che esige anche molto.

Prima di tutto dalla politica e dalle istituzioni che devono lavorare per i bene di tutti.
Celebrando il 25 aprile, la  grande  pagina  della lotta della Liberazione, celebrando  la nostra  Costituzione, risaliamo alle sorgenti della nostra democrazia. Da lì  traiamo  nuova energia per affrontare le sfide che quotidianamente ci troviamo di fronte.
Viva Ravenna, Città partigiana, del Tricolore e della Costituzione. Viva il 25 aprile!  Ravenna, Bella Ciao.

 

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