Santarcangelo. La città ha celebrato il 71° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo.

Santarcangelo. La città ha celebrato il 71° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo.
Deposizione della corona alla lapide dedicata a Rino Molari

SANTARCANGELO. Il discorso del sindaco Alice Parma:

Buongiorno a tutti e grazie di essere qui.

Ancora una volta ci soffermiamo a ricordare – e credo sia doveroso – le donne e gli uomini che con il loro impegno, le loro battaglie, e in alcuni casi anche la loro vita, ci hanno regalato 71 anni di libertà e democrazia.

Lo facciamo oggi, anche nel pomeriggio, con due iniziative che completano questa mattinata di celebrazioni istituzionali.

Al Campo della Fiera, tempo permettendo, a partire dalle 15 l’ANPI organizza una festa per bambini che insieme all’associazione Ludobus potranno costruire un aquilone con sopra un messaggio di pace da liberare verso il cielo.

Alle 15,30 al Musas apre invece il Memoriale contemporaneo, uno spazio che in questi anni abbiamo imparato a conoscere grazie alle mostre dedicate ai conflitti del Novecento, che per questo 25 Aprile inaugura un nuovo allestimento con i nomi di tutti i caduti di Santarcangelo nella Seconda Guerra Mondiale.

Andate uno di questi giorni a visitare il Memoriale, scusate se mi permetto questo consiglio personale, ma fa uno strano effetto trovarsi circondati da questi nomi familiari, di persone che non abbiamo conosciuto ma che magari sono parenti di un amico o di un vicino di casa. Fa riflettere, di quelle riflessioni profonde che solo vicende drammatiche come la guerra riescono a generare.

Vicende che vanno conosciute e raccontate, cosa che proviamo a fare sabato 30 aprile in biblioteca, con la presentazione del libro ‘Per la libertà e la democrazia. Antifascisti e Resistenza a Rimini e nel riminese’ di Angelo Turchini, che conclude le iniziative per il 71° della Liberazione.

Il legame con Rimini quest’anno è particolarmente importante: perché qui con me c’è Franco Dieta, vice presidente del comitato provinciale dell’ANPI, e perché come forse già sapete Giusi Delvecchio, presidente dell’ANPI santarcangiolese, è stata recentemente eletta alla guida del provinciale.

Consentitemi di fare anche in questa sede i complimenti a Giusi, perché è sempre bello vedere una donna in una posizione di responsabilità e perché la sua elezione dimostra tutta la qualità del lavoro fatto dall’ANPI di Santarcangelo, attiva con una ricca programmazione annuale e fondamentale nel supporto che ci offre in giornate come quella di oggi.

Proprio in questo momento, peraltro, a Rimini si sta svolgendo una cerimonia organizzata dalla Prefettura e dal Comune per la consegna di 23 ‘Medaglie della Liberazione’, istituite lo scorso anno dal Ministero della Difesa per rendere merito ai combattenti che presero parte alla guerra di Liberazione.

Per il Comune di Santarcangelo, a consegnare la medaglia alla partigiana Nera Neri, è presente il vice sindaco Emanuele Zangoli, mentre restiamo in attesa di una risposta dal Ministero sulle onorificenze richieste per gli altri partigiani e patrioti santarcangiolesi, compreso il nostro cerimoniere Werter Paesini.

Il consueto e doveroso ringraziamento a Werter e a Flavio Delvecchio, che a nome delle rispettive associazioni combattentistiche sono parte immancabile del Comitato cittadino antifascista, mi permette di farvi notare che quest’anno il corteo si è fermato una volta in più, presso lo Sferisterio, per depositare una corona d’alloro alla targa dedicata ai deportati e alle vittime santarcangiolesi dei campi di concentramento nazifascisti.

Abbiamo presentato la targa nella sala del Consiglio comunale lo scorso 27 gennaio, per il Giorno della Memoria, a dimostrazione che c’è un filo conduttore comune che unisce tutte le ricorrenze legate alla Seconda Guerra Mondiale, alla  Resistenza e alla Shoah.

E continua ad esserci un filo conduttore anche con l’attualità, purtroppo. Dico purtroppo perché lo scorso anno avevamo parlato di Siria, Ucraina, ISIS. E perché nel 2016 nulla o quasi è cambiato in quei Paesi, mentre nuovi fronti e vicende drammatiche si aggiungono al lungo elenco di Stati colpiti dalla guerra o schiacciati dalla dittatura.

Di esempi se ne potrebbero citare in quantità. Personalmente mi impressiona il caso della Turchia, dove il primo ministro Erdogan oscura i social network e manda la polizia nelle redazioni dei giornali di opposizione. E dire che stiamo parlando di un Paese alle porte dell’Europa, che aspira a entrare nell’UE, con il quale abbiamo siglato un discutibile accordo per la gestione dei flussi migratori.

A proposito di flussi migratori, non posso non citare l’inqualificabile comportamento di Paesi come l’Ungheria e l’Austria, che per far fronte alle migrazioni di questi mesi stanno adottando misure a dir poco vergognose, oltre che in pieno contrasto con l’Unione Europea.

Non credo, e con questo parlo a nome dell’Amministrazione comunale e di una città da sempre accogliente e solidale, che innalzare muri, arrotolare filo spinato e puntare il fucile sia una soluzione. Mai.

Una soluzione indubbiamente va trovata, ma non può essere quella del rifiuto e della rimozione, né quella degli accordi opachi con i Paesi di provenienza dei migranti, spesso governati da dittatori senza scrupoli che per impedire alle persone di partire le rinchiudono in centri di detenzione dove i diritti umani sono un ricordo sbiadito.

Da questo punto di vista, credo che il Migration Compact che il governo italiano ha proposto alla Commissione UE sia da considerarsi un passo in avanti, anche se difficilmente verrà adottato integralmente. Su questo fronte c’è ancora tanto da fare, e mentre attendiamo novità dall’Europa continuiamo naturalmente a fare la nostra parte in termini di ospitalità e accoglienza.

Mi avvio a concludere il mio intervento ricordando una persona che, sempre a proposito di diritti umani violati, è al centro dei nostri pensieri da tre mesi esatti: era il 25 gennaio quando Giulio Regeni scompariva in Egitto, per essere ritrovato privo di vita 8 giorni dopo sul ciglio di una strada.

Un caso, quello del giovane ricercatore, tutt’altro che isolato in Egitto: già a giugno 2015 Human Rights Watch riportava la scomparsa di 163 persone nella prima metà dell’anno, di cui 2 sono poi risultate essere morte e solo 64 sono tornate alle loro famiglie entro l’estate.

Un fenomeno cresciuto ancora di più nella parte finale dell’anno, con almeno 340 sparizioni forzate tra ottobre e dicembre 2015 secondo gli attivisti dell’ECFR, l’Egyptian Commission for Rights and Freedoms.

Per questo è importante non abbassare la guardia: perché la dittatura militare non è un cimelio del passato, ma è appena al di là del Mediterraneo, è il Paese con cui malauguratamente continuiamo a fare affari. È la verità di regime che oggi seppellisce il corpo di Giulio Regeni come ieri seppelliva quello di Ilaria Alpi, e 92 anni fa quello di Giacomo Matteotti.

Quindi grazie ancora a tutti e viva la Liberazione, antica e nuova, da tutte le dittature.

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