Forlì. Ausl. Agenas promuove una buona pratica del Servizio di Igiene Ospedaliera di Forlì.

Forlì. Ausl.  Agenas promuove una buona pratica del Servizio di Igiene Ospedaliera di Forlì.
ospedale forlì

FORLI’. Promossa da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari) la pratica ‘L’inserimento dell’indicatore ICSHA 2 all’interno di un approccio multimodale per il miglioramento della compliance dell’igiene delle mani’ inserita nel corso della Call for good Practice 2015, dal SERVIZIO DI IGIENE OSPEDALIERA di Forlì, coordinato da Alessandra Amadori.

La pratica rientra fra i sistemi di monitoraggio delle buone pratiche assistenziali utili a garantire la sicurezza dei pazienti, è stata sottoposta al sistema europeo PaSQ (European Union Network for Patient Safety and Quality of Care) ed è presente sul database ad accesso libero di PaSQ al seguente link : http://www.pasq.eu/Wiki/GPDisplayPracticeDetails.aspx?prid=1206

‘L’esperienza forlivese  – spiega Alessandra Amadori – si colloca all’interno del programma di controllo del rischio infettivo avente l’obiettivo generale di implementare in tutte le Unità Operative, le raccomandazioni evidence based da adottare per ridurre tali rischi. Tra queste raccomandazioni l’igiene delle mani rappresenta l’ intervento indispensabile per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) trasmesse dal contatto degli operatori sanitari e socio-sanitari con i pazienti. La mancata adesione da parte degli operatori sanitari a questa pratica è stata documentata nel corso degli ultimi due decenni in diversi studi. Indagini e studi effettuati sul personale sanitario hanno dimostrato che una corretta informazione e conoscenza sull’igiene delle mani influenza le buone pratiche. Soprattutto però è stato dimostrato che è la consapevolezza degli operatori sanitari, sui benefici che derivano dall’igiene delle mani è l’obiettivo principale da perseguire. Solo se gli operatori riconoscono a questa pratica il giusto valore, sarà possibile migliorare la compliance all’igiene delle mani.’

‘Gli atteggiamenti e l’adesione all’igiene del personale sanitario – prosegue – sono molto complessi e dipendenti da aspetti multifattoriali, gli studi eseguiti dimostrano ampliamente che i programmi di successo allo stesso modo dovrebbero essere multidisciplinari e vari. Per questo l’Ospedale di Forlì, già da diversi anni, adotta strategie molteplici: formazione del personale sanitario, uso di promemoria, allestimento presso tutte le stanze di degenza di distributori di prodotti a base alcolica per frizione delle mani ed il feedback del monitoraggio della adesione all’igiene delle mani degli operatori. Il monitoraggio delle pratiche igieniche relative alle mani è un’attività di importanza cruciale per la valutazione dell’adesione del personale sanitario, dell’impatto degli interventi di promozione e per fornire consigli e opinioni al personale stesso. L’osservazione diretta degli operatori sanitari durante il lavoro quotidiano è il modo più accurato di studiare le pratiche di igiene delle mani. Fornisce un’opportunità di identificare il comportamento dei professionisti sanitari, di valutare le conoscenze apprese e le carenze rimaste permettendo di individuare gli interventi più appropriati per la promozione dell’igiene delle mani. Allo stesso modo, secondo l’OMS, l’osservazione indiretta, attraverso la misurazione del consumo della soluzione alcolica, rappresenta un buon indicatore per valutare l’adesione all’intervento nel complesso e fornisce un’indicazione generale del suo successo.’

‘Il punto di forza della realizzazione del percorso implementato presso l’ospedale di Forlì è stato l’ utilizzo dell’indicatore ICSHA2 – conclude la Amadori – Questo indicatore applicato al consumo di prodotti idroalcolici, misura il rapporto fra volume dei prodotti effettivamente consumati e gli obiettivi di consumo, stabiliti per aree assistenziali omogenee. E’ stata proprio la restituzione dei dati con le sue specifiche a permettere di suscitare negli operatori sanitari la consapevolezza auspicata, riconducibile alla tangibilità del riscontro ottenuto. Gli stessi si sono riconosciuti in un valore che esprime fedelmente l’attività della propria Unità Operativa evidenziandone conseguentemente la necessità di interventi di miglioramento. Interventi che sono stati pianificati e realizzati sulla base delle singole necessità. La valutazione dell’efficacia di questi ultimi è al momento in fase di progettazione.’

 

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