Faenza. Alla Pinacoteca un incontro sulla scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze.

Faenza. Alla Pinacoteca un incontro sulla scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze.
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FAENZA. Venerdì 6 maggio 2016, ore 17,30 l’incontro organizzato in collaborazione con la Sezione di Faenza di Italia Nostra

Conferenza di Marcella Vitali di presentazione della mostra: ‘Fece di scoltura di legname e colori. La scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze’ in corso a Firenze nella Galleria degli Uffizi:

Mai illustrata in una mostra, la vicenda della scultura in legno dipinto del Quattrocento fiorentino costituì un imprescindibile modello per il Rinascimento italiano.
I legni, scolpiti e dipinti, tornano ad essere protagonisti a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, insieme al San Girolamo di Donatello proveniente dalla Pinacoteca di Faenza.

In mostra sono proposte molte opere celebri: il Crocifissodella SS. Annunziata di Firenze di Giuliano da da Sangallo, quello del Museo Civico di San Gimignano di Benedetto da  Maiano, dipinto  da  Cosimo  Rosselli  e

L’esemplare del Convento di San Marco di Baccio da Montelupo, appartenuto a Savonarola. Occasione preziosa è anche quella di poter osservare da vicino il famoso Crocifisso di Donatello, solitamente non accessibile ai visitatori in Santa Croce.

Anche temi specifici, come quello della Maddalena, offrono confronti di altissimo livello con la presenza di statue della Santa eseguite da Neri di Bicci, proveniente dal Museo della Collegiata di Empoli, da Desiderio da Settignano della chiesa di Santa Trinità e da Francesco da Sangallo ora nel Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte.

Altro interessante tema affrontato dalla mostra è quello della figura del San Sebastiano ripresa dalla pala del Perugino datata 1493 conservata agli Uffizi. In esposizione alcune statue con il corpo del santo trafitto dalle frecce, tra cui un trittico misto di pittura e scultura con le cornici originali databile al 1507 e due statue attribuite a Baccio da Montelupo in cui si vede l’evoluzione dall’armonia anatomica e ispirazione devozionale di estetica savonaroliana di fine Quattrocento all’enfasi muscolare condizionata dalle nuove scoperte della scultura ellenistica del 1506.

Tra la quarantina di opere in mostra, molte sono state restaurate per l’occasione e restituite all’originale policromia, cancellata col passare del tempo da successive ridipinture. Anche il San Girolamo di Donatello della Pinacoteca Comunale, prestato per la mostra, ha avuto un primo intervento di restauro e di indagine conservativa, effettuato per l’occasione dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che al termine della mostra verrà ripreso per il suo completamento.

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