Emilia Romagna. Certificazione Halal: passaporto per il mercato islamico sia estero che domestico.

Emilia Romagna. Certificazione Halal: passaporto per il mercato islamico sia estero che domestico.
presentazione progetto HALAL

EMILIA ROMAGNA.  Il progetto ‘Promozione e certificazione di conformità Halal: un corretto approccio nel mondo islamico dell’eccellenza del Made in Italy’ permette alle imprese emiliano-romagnole e lombarde di sviluppare opportunità di business in un mercato di nicchia di grandi potenzialità. Adesioni entro il 18 maggio.

L’ottenimento della certificazione di conformità Halal rappresenta un requisito doganale imprescindibile per l’ingresso di alcuni generi alimentari – ad esempio le carni – e per la loro commercializzazione in alcuni paesi islamici.

Il consumatore musulmano chiede e acquista prodotti Halal, ossia ‘leciti’, in quanto sviluppati secondo dettami religiosi definiti e soprattutto certificati da un’autorità islamica riconosciuta.

E’ quindi una certificazione di qualità con visite ispettive, valutazione documentale, ma diversa perché con fonte religiosa, la dottrina tradizionale islamica.

La certificazione Halal non riguarda soltanto il prodotto finito, ma comprende anche il processo produttivo, dalla fase di approvvigionamento di materie prime fino al confezionamento e al trasporto. E’ diversa dalle altre certificazioni di qualità perché con fonte religiosa, in questo caso la dottrina tradizionale islamica

Su queste premesse, nasce il progetto ‘Percorso di internazionalizzazione e certificazione Halal’, messo a punto da Unioncamere Emilia-Romagna con il co-finanziamento della Regione Emilia-Romagna, e d’intesa con Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia (tramite Promos – Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio di Milano).

Il progetto, che rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra le Unioni regionali delle Camere di Commercio di Lombardia ed Emilia-Romagna, ha l’obiettivo di assistere le imprese lombarde ed emiliano-romagnole dei settori della cosmetica e dell’agroalimentare (a esclusione degli alcolici e dei prodotti contenenti alcolici, della carne e derivati di maiale) sulla tematica della certificazione Halal, al fine di incrementarne lo sviluppo di concrete opportunità di business in alcuni Paesi target.

Il percorso, a cui possono partecipare anche le aziende che hanno già ottenuto la certificazione ‘Halal Italia’, e che si svilupperà durante tutto il 2016, prevede quattro fasi operative coordinate e organiche: un corso di formazione sul tema della certificazione Halal e un’assistenza diretta per l’ottenimento o il rinnovo della stessa; l’analisi delle opportunità esistenti sulla base dei prodotti o servizi offerti; la realizzazione di una missione imprenditoriale in due mercati target tra Indonesia, Dubai o Singapore con organizzazione di incontri d’affari con operatori locali; infine un’attività conclusiva di follow-up.

Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 18 maggio 2016. La selezione delle aziende avverrà sulla base delle candidature pervenute.

La certificazione Halal può esser considerato un lasciapassare per alcuni settori perché in alcuni Paesi è un requisito doganale indispensabile per la commercializzazione dei prodotti – precisa Claudio Pasini, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna – Dà un valore aggiunto per il made in Italy e le aziende perché permette di sposare una sensibilità anche per la dimensione religiosa di una precisa nicchia di interlocutori commerciali e apre la possibilità di rivolgersi a tutti i clienti’.

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