Non solo calcio. Campionato: è l’ora di tirar le somme. La nuova sfida della ‘rossa’ alle ‘ frecce d’argento’.

12 maggio 2016 0 commenti
Non solo calcio. Campionato: è l’ora di tirar le somme. La nuova sfida della ‘rossa’ alle ‘ frecce d’argento’.
Ferrari e Merceds images

LA CRONACA DAL DIVANO. Ma vogliam parlare di Conte? Sì, del nostro conte Dracula, che assunto per lavorare alla Nazionale s’è , al contempo, fatto assumere da un’altra squadra. I suoi sostenitori, tanti, troppi, diranno che sono due incarichi con tempi diversi. Allora perchè i giornali ( e i media in generale) continuano a segnalarlo qua e là, da noi e in Oltremanica, a vedere allenamenti e a presiedere delle operazioni di mercato che, guarda caso, interessano pure gli azzurri?

I media sparlano a caso? Ma se è vero anche un decimo di quel che risulta, che fa il nostro conte Dracula:  il doppio lavoro? E’ ammesso ? E’ consentito? Se non altro sul piano ‘morale‘ nei riguardi di una delle più prestigiose nazionali del Mondo? La nostra è forse diventata una Federazione di poveracci per consentire tanta libertà  ad un tecnico che quando vince ‘ se lo merita‘ e quando perde ‘  punta il dito sul materiale che gli è stato messo a disposizione‘?
Ma non sarebbe meglio che a soggetti come questi, quand’anche vincessero l’Europeo, gli si suggerisse di  migrare dove più gli aggrada ma  col solito biglietto di sola andata?  Nel frattempo sono diventati in tanti quelli che fieramente giurano: ” In Italia,io, non metterò più piede“. Ottimo, ragazzi, con tanti  saluti e baci!
Il Milan verso la Cina? Sembra. Anche se il Berlusca non è del tutto convinto. Sapremo qualcosa di più tra un mesetto. Intanto il Diavolo pensa al mercato: se non arriva Ibra, assalto a Dzeko. Più non si lamenta Icardi, che rinnova il suo amore per la Beneamata. Con un obiettivo: basta Uefa, l’Inter è solo da Champions. Inoltre Marotta, che deve temere  Raiola più del Demonio, va giù duro sul nostro Campionato: ” E’ un transito per i big“. Transito verso i danari dell’Altrove. Raiola impera!

E ORA ANDIAM A TIRARE LE SOMME. Per il calcio, c’è solo da tirare le somme: chi al secondo posto tra Napoli e Roma; chi nell’ inferno ( con paracadute) della serie B tra Carpi e Palermo? Per il Calciomercato invece, non se ne sta in pace il Mancio da Jesi, che ha l’80% di restare nella Beneamata; si diparte ( tra gli applausi)  dall’Aquila lotitiana l’alemanno Klose; annuncia invece un suo ( possibile) ritorno in rossonero il solito, imprevedibile e unico, Ibra, bosniaco con passaporto svedese.
Il Giro ha lasciato ( dopo tre tappe) l’accogliente e festoso  paese del tulipani per volare in Calabria, per l’avvio della parte vera del Giro.
Negli Internazionali d’Italia, incastonati in una cornice rara al Mondo, continua la moria d’Italiani. Mentre avanzano re Federer e pure il principe Djoko. E si è porto il saluto commosso e grato alla bella e brava Flavia, nel suo addio al tennis giocato.
Schwazer, il marciatore, dopo il titolo mondiale conquistato di recente a Roma, continua a far parlare di sè. Qualcuno vorrebbe inserire la sua vicenda tra quelle da libro Cuore; ma sono in molti a nicchiare, a non beccare,  anche dentro l’universo azzurro. Malagò, presidente Coni, nella circostanza, ha alzato i toni: “ Basta con le polemiche, vediamo ora solo  quel che sarà in grado di fare“.

VALE E LORY. Uno ha sui trenta, l’altro sui quaranta. Uno è al culmine della maturità, l’altro nella parabola discendente. Eppure, se li guarda in pista, a Vale e Lory, sembra che abbiam gettato al macero le loro rispettive carte d’identità. Sì, perchè sembran centauri senza tempo. Ai quali tutti s’inchinano. Dicon per via delle loro moto che hanno meglio digerito le nuove Michelin; dicono, perchè in realtà non è che anche loro  non abbiano avuto problemi con le gomme. Vale, addirittura, se n’è andato a gambe levate prima di Jerez, ma poi, s’è ripreso. Ha capito. s’è adattato. Ha trionfato. E anche in Francia, pur non giungendo sul podio più alto, se l’è cavata con un onorevole secondo posto. Ora, tra lui, Marquez e Lory, ci sono solo pochi punticini. Colmabili, a partire dal mitico Mugello.
MARCHIONNE NON CI STA.  Ha tutta l’aria del ductator d’antico lignaggio, il Marchionne, presidente Ferrari dall’intoccabile maglioncino blu. Per lui il campionato di F1 deve ancora iniziare. La sfiga, infatti, passa. E allora si potrà davvero misurare il distacco della ‘rossa’ da quelle veloci ‘ frecce d’argento‘, diventate più umane da quando a portarle alla vittoria è un ragazzo dal sorriso d’uno che non ha frontiere.
Qui i distacchi sono enormi, tra Rosberg, Hamilton, Vettel. Ma son stati solo quattro i Gp, ne restano 17, se non erriamo. Tanti. Troppi per darla già di vinta alle power unit di Stoccarda. Probabilmente, quindi, il bello deve ancora venire. Nivola, nel 1935, su una rossa Alfa P3, superò le ‘frecce’ nell’ultime curve dell’ultimo giro. Chi pilota quella macchinina rossa questo deve saperlo. Perchè a chi è concesso il privilegio di montarla non son chieste prestazioni normali. Ma ( solo) memorabili.

ALTRE LEGGENDE IN VISTA. E’ già leggenda, la Nostra Signora, eppure pensa a realizzare un’altra impresa da leggenda ( il sesto scudetto di fila). Per cui leggenda più leggenda meno, se c’è una squadra ‘ sempre avanti’  alla quale bisogna togliersi il cappello è proprio lei.
Eppure c’è anche ‘pasqualotto‘ che ha avuto la ‘buenasuerte’ di viverla da dentro e che si permette di farle ‘ le pulci‘, come si dice, ventilando di voler migrare qua e là per l’oceano mare del calcio.  Rincorrendo i danari, ovviamente, e non le cose serie. Quelle che restano e qualificano, per l’eterno. Come quelle are bandiere che resteranno nel tempo a garrire al vento delle passioni e dei ricordi.

Personalmente, dal nostro punto di vista, se qualcuno tenta d’accennare anche sol per ischerzo di voler abbandonare colori tanto gloriosi, lo lasceremmo andare senza esitazione alcuna, con tanto di baci e abbracci. E di biglietto per sola andata. Nel mondo c’è sempre stato rimescolamento. Sennò avremmo ancora tra noi  i Medici e i Malatesti. Invece, le  antiche casate hanno dovuto lasciare  il passo,  di regola,   ad ambiziosi  pervenues.
Che oggi piovono ( sull’ Europa)  un po’ da tutte le parti del Globo. Dai deserti infuocati, dalle steppe ghiacciate, dagli anfratti avidi d’un capitalismo ( non solo occidentale) che spera ancora di ‘ baioccare’ con facilità ‘ smanacciando’ sulla radicata passione di molti verso il  gioco della palla.
Gli anglosassoni, ad esempio,  portati  a modello, si sono venduti (  nel frattempo)  anche i laccetti delle scarpe loro, con l’esito di incassare tanto ( dalle tivù o dal merchandising ) ma anche di veder scomparire ( o quasi) le loro nazionali, i giocatori loro locali dalle loro squadre ( sempre più) multietniche e anche le  gloriose  bandiere loro dai maggiori tornei mondiali.
Quest’anno, ad esempio, dopo reiterata assenza anglosassone in Coppa,  s’è salvato  soltanto il Liverpool, che tra loro (  lassù )  è quello che più s’intende di calcio estero, ma solo con tanta fortuna.  Ora dovrà battere lo (specializzato) Siviglia, per strappargli la seconda Coppa d’Europa e anche un posto in Champions, altrimenti negato dal contraddittorio e modesto campionato svolto nel corso dell’ anno sotto la guida Klopp. Un campionato, quello inglese, tanto celebrato, ma aggiudicato quest’anno ad una squadra ( ben guidata da un italiano vero)  che per quelli che ha spedito  in campo ha ricordato più   quella ‘sporca dozzina‘  del famoso film di guerra che altro.
Dal Leicester in poi, molto probabilmente, il calcio ( europeo) cambierà connotati.
Per cui, se altri ( anche da noi) imparassero la sua lezione che ha significato ‘spendere nulla per ottenere tutto‘, non avremmo più bisogno di fare pronostici. Sì, perchè, appresa la lezione, chi vi dice che non abbia ad essere il Crotone leicesterizzato a giustiziare le grandi casate coperte di gloria, come la Nostra Signora, appunto? Sull’esempio di Davide, è ovvio,  che abbatte Golia. Per un’altra favola ( europea)  senza tempo.

CHI CHIACCHIERA E CHI FA. Lo sport moderno è sempre più una palestra di chiacchieroni. Naturale, vista la tanta truppa che ha da sfamare, quotidianamente. E tuttavia c’è chi non ha perso ancora  il gusto per le cose fatte più che per  quelle chiacchierate. Ad esempio, agli Europei di nuoto e tuffi le nostre ragazze hanno vinto oro ( Cagnotto) e argento ( Bertocchi) dalla piattaforma ad un metro. Anche dal Sincro arrivano belle soddisfazioni: un insolito bronzo, infatti, per la coppia ( Cerruti-Ferro).
Il nostro Ulissi s’è preso la briga d’interrompere la dittatura Greipel al Giro. Bella la sua ‘stoccata’ a Praia al mare, da vero finisseur.
Nibali si arrabbia, mentre Dumoulin ci sta prendendo gusto con la ‘rosa’. E provoca: ” Roccaraso fa per me, ogni tappa una chanche. Che goduria!”. Bonitta, ct della nazionale di pallavolo, avverte: ” Il preolimpico in Giappone per Rio non è facile, ma con 4 pass è alla nostra portata“. Dettori magica tripletta a New York, con il traguardo battuto di 560 Gp già vinti. Un record ( davvero)  mondiale.

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