Non solo calcio. Il gigante Higuain. Le ‘frecce’ si auto eliminano, la ‘rossa’ non ne approfitta. La nostra Tania.

Non solo calcio. Il gigante Higuain. Le ‘frecce’ si auto eliminano, la ‘rossa’ non ne approfitta. La nostra Tania.
Cagnotto Dellapè download (3)

 

 

LA CRONACA DAL DIVANO. Il campionato saluta. Vanno in Champions, oltre ai Campioni d’Italia, anche Napoli ( diretta) e Roma ( preliminari). Vanno in Uefa: Inter, Viola e Sassuolo ( che s’è liberato del Milan). Vanno in serie B: Carpi ( per un punto), Frosinone ( a testa alta) e Verona ( pure lui a testa alta). Giganteggia, inoltre, il buon Pipita, che con 36 gol demolisce il mito di Nordahl  e dei tanti straordinari bomber che hanno scritto la storia del nostro ( inarrivabile)  Campionato.
Non riemerge invece dalla Spagna la ‘rossa‘ , battuta da un ragazzino dopo che le ‘ frecce’ s’erano insensatamente auto eliminate già in partenza. Si confermano Cagnotto e Dellapè all’Europeo di tuffi. Per Tania è la ventesima medaglia d’oro ad un Europeo di specialità. Serenona vince nelle donne a Roma; mentre  Djoko ( dopo aver eliminato Nadal in semifinale)  lascia il pass allo scozzese Murray ( 6-3, 6-3) agli Internazionali d’Italia. Belli, bellissimi. Con tanta folla entusiasta.

IL GIGANTE SOTTO IL VESUVIO. All’ombra del Vesuvio si coltiva il culto di Maradona. E’ da quelle parti infatti che il dio del pallone ha scritto le sue imprese più memorabili. La su immago non sarà mai deposta dagli altari in cui prega quel popolo appassionato della pelota come pochi altri.

E tuttavia c’è qualcuno che, questa volta, ambisce ad affiancarlo. Giunge anche lui da quell’Argentina ( metà italiana e metà imparentata ) che partorisce campioni a non finire. E chi non rammenta Di Stefano, Sivori, Maradona ( appunto), Bati, Tevez etc etc fin al Messi ( solo)  barcellonista e che, per entrare ( veramente) nel pantheon dei grandi, dovrebbe ( aver il coraggio di)  lasciar il nido certo del Barca per approdare ( come Maradona) a quello incerto della squadra sotto l’ombra del Vesuvio? Sì, perchè, cancellare fenomeni da gol come quelli che hanno calcato i campi da gioco italiani, non è da tutti.
Intanto, da queste parti, superare le difese che ci sono, e fare gol, così tanti gol, è una impresa  proibitiva ( o quasi);  onde per cui se il buon Pipita (Higuain ) è arrivato a 36 centri ( nonostante tre giornate di squalifica e solo tre rigori), significa che nell’Altrove ne avrebbe fatti 50 e più, a salire ovviamente, e a seconda delle capacità di  difese che in certi ( celebrati) campionati sono disposte alla Carlona. Alla ‘ speraindio’. Come viene viene, insomma.
Non a caso, infatti, è bastato un buon tecnico di scuola italiana ( al Leicester)  per trasformare un Calimero nel  Cigno delle favole, a dispetto dei tanti ‘ spendaccioni’ che popolano ( con scarsa competenza e grande dispendio di danari) quelle isole belle e fascinose. Non a caso, inoltre, se la difesa Juve tiene anche in Nazionale, ad essere favorite agli Europei non sono Germania, Spagna, Francia e Belgio ma la bistrattata Italietta del ( chiacchierato) Conte Dracula.

IL RAGAZZO PRODIGIO. La Red Bull, e soprattutto Verstappen, olandesino di 18 anni, mai e poi mai avrebbero osato pensare che potevano piazzarsi, in Catalogna,  sul punto più alto del podio. Visto che hanno davanti i giganti dell’auto, dalla storia antica.
Eppure, l’incredibile, quasi quanto la solita ineffabile partita di calcio, s’è verificato. Hamilton e Rosberg se la sono cercata, l’un contro l’altro armati, auto eliminandosi fin dalla prima curva; mentre la ‘rossa’, oberata da malanni imperscrutabili, non ce l’ha fatta a siglare un trionfo in altri tempi ( più che)  possibile. Kimi e Seba, i suoi nuovi driver,  si sono accontentati infatti di far da ancelle al ragazzino prodigio, che fresco fresco di Red Bull , ha centrato un alloro prodigioso.
Qualcuno dice : ” E’ nata una stella“. Qualche altro invece sibila: ” Forse che il peso della rossa comincia ad essere insopportabile per spalle esperte ma fragili di Kimi e Seb ? “. Marchionne, l’uomo dal maglioncino blu scuro, al riguardo, non ha potuto che far buon viso a cattiva sorte.
Commentando:  ” Il campionato è lungo ( mancano 16 Gp), possiamo rifarci”. Già, ma come e con chi? Non è che, al ritorno in pista  dei delusi big Mercedes , la lotta vada a riguardare solo le ‘frecce’ e l’auto ( sorpresa) dei venditori di bibite? Nei costruttori la Mercedes resta a 157 punti, mentre la Ferrari sale a 110 ( o giù di lì); nei piloti, invece, Raikonen ( 61 punti) è alle spalle di Rosberg ( 100).

IL GIRO DI NIBALI? E chi lo dice che sarà il Giro del nostro Nibali? Che, nella cronometro del Chianti, ha guadagnato qualcosina sui possibili avversari per la maglia rosa, ma che ( in generale) s’accende e si spegne come un albero di Natale? Speriamo, qui, che  possa trovare continuità per dar lustro e speranza al nostro ciclismo, anche questo spesso bistrattato ( e pure malmenato) , ma capace sempre di rispuntar fuori. Ai primi sentori di primavera, e fin alle brume del Lombardia. Del resto abbiamo sempre pensato che i pedalatori più straordinari della storia di questo sport bellissimo sono proprio nati lungo la Penisola.
I belgi possono avere Mercxs ( e qualche velocista), i francesi Bobet, Hinault e Anquetil, gli spagnoli Poblet, Bahamontes, Indurain e Contador, gli svizzeri Koblet e Kubler oltre a Cancellara ( italiano da esportazione), ma noi opponiamo una filiera interminabile che solo per comodità statistica si restringe ( scusandosi ) ai Bottecchia, Binda, Gira, Coppi, Bartali, Magni, Nencini, Baldini, Gimondi, Moser, Pantani etc etc.
L’Italia, insomma, per chi sbircia un pochino sui libri di storia sportiva, senza abbandonarsi con incredibile facilità all’estrofilia imperante, non è solo un paese di santi, artisti e poeti, ma  anche di ‘ fenomeni‘ in bicicletta. Vittoriosi in ogni epoca, in  ogni prova e in ogni specialità.
Ma ce la farà il nostro Vincenzo a battere il ( redivivo) Valverde e l’incognita Landa? Chi vivrà vedrà. Al momento in maglia rosa c’è ( per un sol secondo) un tal Brambilla. Che dovrebbe essere un lombardo, visto che i Brambilla sono più numerosi da quelle parti. Il Giro è bello, fino all’impossibile, perchè oltre ad essere la corsa più dura ( e affascinante ) al mondo, propone sempre, di volta in volta, sorprese atletiche e volti nuovi. A conferma della sua eterna, imprevedibile, prolificità.

GLI ALTRI SPORT. Se fosse stata lei ad alzare il tricolore ai ( prossimi) Giochi nessuno avrebbe avuto qualcosa da obiettare. Basta scorrere il suo (prodigioso) curriculum, arrivato a ben 20 medaglie d’oro europee. Gli manca l’oro olimpico, alla nostra graziosa Tania, forse ancor più brava del già bravo papà, ma non è detto che qualche giudice serio non l’accontenti, a Rio, tra qualche mese. Dove, lei, andrà a giocarsi l’ultima chance olimpica della sua lunga e straordinaria carriera. Sempre problematica da noi, visto che i trampolini da cui tuffarsi sono davvero una rarità. Almeno per chi vuol fare attività agonistica.
Altre soddisfazioni europee sono arrivate dal nuoto sincro. Un argento e altri bronzi, segno d’un progresso che premia. Ragazze belle e virtuose, con dieci ore di allenamenti giornalieri in vasca, per puntare anche loro all’alloro olimpico. Sempre più vicino. Altre medaglie cominciano a piovere dal nuoto in vasca: oro per Detti, livornese, 21 anni,  nei 400 sl, argento per le due staffette 4×100 sl  maschile e femminile. Avanti così, ragazzi!

Gli Internazionali d’Italia hanno chiuso i battenti. Con Serenona vittoriosa tra le donne, e Murray ( a sorpresa) tra gli uomini. Tra le altre belle iniziative d’un torneo sempre più affermato nel mondo della racchetta ( poco sotto, cioè, agli Slam) l’addio, commosso, alla nostra Flavia Pennetta. La regina di New York. Che si sposerà con quel bel tomo di Fognini, genio e sregolatezza del nostro movimento tennistico di vertice. Ce la facesse, la nostra Flavia, a mettergli la testa nel (giusto)  posto!

 

 

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