Forlì. Meldola. Il ministro Poletti inaugura la casa accoglienza San Giuseppe ‘Antonio Branca’.

Forlì. Meldola. Il ministro Poletti inaugura la casa accoglienza San Giuseppe ‘Antonio Branca’.
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FORLI’. MELDOLA. 16 maggio 2016 – Una moderna struttura dove sentirsi come a casa propria, perché la serenità offerta da un’accoglienza amichevole è parte integrante del percorso di cura. Sarà questo il valore della Casa Accoglienza San Giuseppe ‘Antonio Branca’, struttura inaugurata oggi, 16 maggio, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e di tutti i protagonisti del progetto. Dopo poco più di 1 anno di lavori e un investimento di oltre 3 milioni di euro, si aprono le porte della foresteria che oltre a portare il nome dell’Istituzione dove ha sede – un grande complesso fondato negli anni ’30, già orfanotrofio e sede di attività educative per l’infanzia – ricorda uno tra gli ideatori del progetto, l’ex segretario generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Antonio Branca.

Il progetto è stato realizzato dal Fondo Emilia-Romagna Social Housing (gestito da InvestiRE SGR) con un articolato piano di investimenti che ha messo a frutto le risorse del fondo FIA (gestito da CDP Investimenti SGR, gruppo Cassa Depositi e Prestiti) quale primo investitore e delle Fondazioni bancarie della Cassa dei Risparmi di Forlì, Modena, Piacenza e Vigevano, Rimini e quella del Monte di Bologna e Ravenna nonché dell’UniCredit SpA.

Distante poche centinaia di metri da , (via Paolo Mastri), la Casa Accoglienza dispone, su tre piani, di 26 camere (16 singole, 5 doppie, 5 triple per un totale massimo di 41 ospiti) progettate e arredate per assicurare i migliori standard e comfort, oltre a spazi comuni (reception, area uffici, cucina comune, sala pranzo, soggiorno, sala lettura), parcheggi e giardino. E’ stato inoltre edificato ex novo, perpendicolare e staccato dal corpo centrale, dove già esisteva un porticato, un blocco destinato a uffici uso IRST. L’immobile è stato sottoposto, oltre ad una importante valorizzazione estetica, anche a numerose migliorie impiantistiche, introducendo tecnologie all’avanguardia che hanno permesso il raggiungimento della classe energetica A. La Casa Accoglienza sarà attiva entro luglio e si rivolgerà, in particolare, a chi proviene da lontano, a quel 20% degli oltre 19mila pazienti IRST che frequentano il Centro e risiedono fuori Regione. La struttura sarà aperta anche a chi vive IRST sotto il profilo professionale, quindi relatori o partecipanti a congressi, ricercatori, studenti universitari, tirocinanti. Il costo totale dell’intervento è di circa 3 milioni di euro per la sola riqualificazione, cui si aggiungono 200mila euro per lavori accessori, di rifinitura e mobilio. Investimento, quest’ultimo, al quale ha contribuito l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), la più importante realtà di volontariato oncologico del territorio. La gestione della Casa sarà affidata, tramite convenzione siglata tra IRST e Amministrazione comunale, all’Istituzione ‘Davide Drudi’ di Meldola, ente impegnato nell’organizzazione di numerosi servizi socio-sanitari per il territorio. Nell’ambito dell’accordo, fondamentale il contributo dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) Onlus che sarà presente nella struttura con i suoi volontari. Per quanto attiene gli arredi, da rilevare il contributo offerto da Unieuro e il dono di immagini di abbellimento fatto da alcuni fotografi della Romagna.

Ad aprire gli interventi nella deliziosa cornice del Teatro Dragoni, condotti dal Direttore generale IRST IRCCS, Giorgio Martelli, prima della visita alla struttura, il Sindaco di Meldola, Gianluca Zattini: ‘E’ davvero un giorno di festa, perché c’è tanto del nostro territorio in questo progetto, c’è l’impegno dell’intera comunità meldolese. Ricordo quando iniziammo a parlarne, quando portai il problema di come gestire una struttura così imponente, integrando tutte le forze, a Mattia Altini (Direttore sanitario IRST IRCCS, ndr) che mi disse ‘lascia che ci lavori sopra qualche giorno’. Da lì partì tutto. Soprattutto per merito di Antonio Branca. L’ultima occasione che ebbi di incontrarlo fu proprio in IRST: aveva il letto coperto di carte sulla fase 2 del progetto. A lui come a IRST dobbiamo tanto per la crescita della città.’

Roberto Pinza, Presidente Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: “L’impegno della Fondazione in questo progetto è stato consistente quanto voluto: oltre al lavoro organizzativo e d’ideazione, alla base c’è un investimento della durata di 12 anni che permetterà a IRST di riscattare la proprietà. Abbiamo chiesto e subito ottenuto che la Casa portasse il nome di Antonio Branca, perché lui, insieme a Piergiuseppe Dolcini, ha ideato il meccanismo di finanziamento che oggi ci permette di inaugurare questa splendida struttura che offre una risposta concreta a parte dello smarrimento provato dai malati oncologici.  Una categoria di soggetti in difficoltà verso cui il mondo delle Fondazioni, insieme al Governo, si sta adoperando.” Al termine dell’intervento, il Presidente ha donato alla vedova Branca targa commemorativa.

Fabio Carlozzo, Presidente InvestiRE SGR: ‘Sono felice di avere l’opportunità di consegnare oggi all’IRST e al territorio, un progetto come Casa Accoglienza San Giuseppe. Garantire alle famiglie dei pazienti dell’Istituto un servizio di foresteria di questo livello qualitativo è un segnale di civiltà di cui dobbiamo essere orgogliosi. Possiamo dire che la strada intrapresa è quella giusta e che la collaborazione tra pubblico e privato, elemento chiave del social housing, sta iniziando a dare risultati evidenti. Coniugare convenienza economica e qualità costruttiva è ormai non solo possibile ma garantisce anche un’equa remunerazione dei capitali investiti. Ringrazio quindi tutti gli attori dell’operazione, certo che questo sia un arrivederci a presto per l’inaugurazione di un nuovo intervento di social housing sul territorio.’

Paola Delmonte, Direttore Social Housing CDP Investimenti Sgr: ‘Si tratta di un intervento dall’importo relativamente piccolo per Cassa Depositi e Prestiti ma è tra i più significativi per la specificità che porta in sé: il social housing non è solo abitare ma anche rispondere alle esigenze della società, dei cittadini delle fasce più in difficoltà. Con questo progetto poniamo al centro un modello di risposta ai bisogni dell’uomo. Oltretutto quali portatori del partenariato pubblico-privato, queste iniziative di convergenza di tante energie rappresentano il non plus-ultra.’

Dino Amadori, Presidente IOR e Direttore scientifico IRST IRCCS: ‘Oggi mi pregio di parlare soprattutto come Presidente dello IOR, l’Istituto Oncologico Romagnolo che fu culla dell’idea dell’IRST. IOR oggi opera, come dagli esordi, su tutta la Romagna per assistere i pazienti e sostenere la ricerca e la cura nel territorio. Si tratta di un’Istituzione che, in tal senso, ha rappresentato un’Area Vasta ante litteram. Senza lo IOR, l’IRST e ciò che significa, non sarebbe nato. Per me è un giorno importante, che porta sensazioni di soddisfazione, caricate ancor più di significato dal fatto che dovrò lasciare, entro la fine anno, per la legge Madia, il ruolo di Direttore scientifico IRST. Lascio con la soddisfazione di aver realizzato quello che per alcuni erano idee un po’ folli, lo IOR, l’IRST e un po’ anche questa Casa accoglienza.’

Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna: ‘Il rapporto tra pubblico, privato e terzo settore è la vera ragione della forza del nostro Sistema sanitario. Una convergenza che qui trova un altro esempio. Stiamo lavorando per assicurare che gli ottimi livelli di assistenza e cura restino tali; lo facciamo razionalizzando, organizzando meglio, assumendo personale ma anche investendo. Penso ai 150 milioni per avviare lavori negli ospedali e per nuove Case della salute. Governare il territorio ha significato anche incidere su quello che resta un serio problema: le liste d’attesa per prestazioni di prima fascia, passate in sei mesi dal 54% al 98% di risposta a 30/60 giorni. Sul tavolo metteremo anche 35 milioni per il fondo a favore di persone in difficoltà. Ma non sarà un fondo caritatevole, sarà di opportunità, per restituire dignità.’

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali: ‘La parola intorno cui intendo intervenire è una: grazie. Grazie a tutti coloro che a vario titolo hanno portato Meldola a esser esempio per l’intero Paese, di come operare insieme a favore della comunità. Mio padre amava ripetermi che anche nelle teste piccole stanno le buone idee. Come in questo caso: in questa struttura vedo ciò che mi piacerebbe fosse il senso di ogni politica, l’integrazione di tutte le componenti della società.’

 

 

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