Cesena. Fondo sociale per l’affitto. Chieste più risorse alla regione. L’assessore Benedetti risponde al consigliere Pullini.

Cesena. Fondo sociale per l’affitto. Chieste più risorse alla regione. L’assessore Benedetti risponde al consigliere Pullini.
comune di cesena

CESENA. Si trasmette la risposta che l’Assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti ha fornito durante il Consiglio comunale di oggi, all’ interpellanza proposta dal consigliere Andrea Pullini  in merito al Fondo sociale per l’Affitto.

Quadro:

I criteri  di gestione del ‘fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui agli artt. 38 e 39 della L.R. n. 24/2001′ per l’anno 2015 sono stati dettati dalla Regione con la deliberazione di Giunta Regionale n. 1214 del 6 agosto 2015.

Con tale deliberazione la Giunta Regionale ha disciplinato i criteri attuativi per la gestione del fondo, approvandone le norme per il funzionamento e l’erogazione stabilendo, fra l’altro:

di individuare come beneficiari dei finanziamenti in oggetto i Comuni capofila dei distretti socio-sanitari (nel nostro caso le risorse seppur pervenute al Comune di Cesena sono state trasferite all’Unione dei Comuni  Valle del Savio, cui è stata conferita la funzione di ‘Progettazione e gestione del sistema locale dei Servizi Sociali  ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini’ nella quale rientra l’intervento di che trattasi);

di stabilire che i bandi per l’accesso a tali contributi dovevano avere un ambito territoriale sovra comunale che comprende tutti i Comuni di ciascun distretto socio-sanitario (corrispondente nel nostro caso al territorio dell’Unione);

di indicare che il contributo complessivo ripartito a favore dei Comuni doveva essere da questi integrato con risorse proprie nella misura minima del 15%.

Alla luce delle suddette determinazioni regionali, il riparto dei fondi regionali ha portato all’Unione la somma di  euro 279.197,  cui si sono aggiunte risorse dell’Unione per euro 63.019 per un totale di euro 342.215 (la somma è leggermente superiore a quella indicata nelle comunicazioni agli utenti, cioè euro 342.147 in quanto si è ritenuto di liquidare al 250° concorrente l’intero contributo cui avrebbe avuto diritto). La quota di integrazione da parte dell’Unione ammonta quindi al 18,41%.

Sono pervenute complessivamente n. 949 domande. Quelle risultate ammissibili, e quindi inserite in graduatoria formulata secondo i parametri stabiliti dalla Regione con la succitata deliberazione, sono 919, di cui 814 sono state presentate da  famiglie residenti a Cesena.

Come indicato nella comunicazione giunta ai richiedenti non ammessi a contributo, le famiglie che riceveranno i fondi per il sostegno all’affitto, sono 240.

Per quanto riguarda la loro situazione economica e patrimoniale va detto che per l’accesso al fondo il valore ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare richiedente, su indicazione regionale, non doveva superare  €. 17.154,30.

Le  famiglie che hanno ottenuto la liquidazione del contributo presentano valori ISEE che vanno da un minimo di € 0,00 ad un massimo di € 3137,00.

(Va ricordato che la graduatoria non è fatta in ordine crescente di ISEE bensì in ordine decrescente di incidenza del canone sul valore ISEE.)

E’ del tutto evidente, dunque, come  la misura non abbia soddisfatto le richieste pervenute dalle famiglie cesenati. Per questo, già in data 4 aprile 2015, ovvero all’indomani della determinazione della graduatoria per il nostro territorio e quindi dell’evidenza che troppe famiglie sarebbero state escluse, abbiamo scritto una lettera al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e all’Assessore regionale competente, la Vice Presidente Elisabetta Gualmini, per richiamare la loro attenzione sulla necessità di rivedere “l’efficacia dell’intervento e l’entità economica complessiva delle risorse impiegate a livello regionale”. Sempre citando dalla lettera inviata in Regione, infatti, appare evidente che “la possibilità di accedere al fondo abbia  determinato una serie di aspettative, anche legittime, che verranno in buona pare disattese”, alla quali invece, è necessari prestare la massima attenzione, perché si tratta di famiglie particolarmente fragili ed in difficoltà.

In data 27 aprile scorso con celere risposta la Vice Presidente Gualmini ci ha comunicato che la Regione sta proficuamente valutando di integrare i fondi a disposizione, anche attraverso l’accorpamento di più fondi attualmente in essere e non sempre utilizzati interamente.

Per quanto riguarda le misure ulteriori al fondo sociale affitto adottate per sostenere le famiglie in emergenza abitativa, va detto che nel 2015 l’Amministrazione comunale ha impiegato anche euro 387.000 per sostenere 463 nuclei familiari in difficoltà (contributo medio pari ad euro 463), cui vanno aggiunti euro 91.654 a sostegno della cosiddetta “morosità incolpevole” (in caso le famiglie non riescano a sostenere l’affitto per cause indipendenti dalla loro volontà). In quest’ultimo caso il contributo medio erogato alle 26 famiglie coinvolte è stato di euro 3.525.

Complessivamente, dunque, il Comune ha impiegato per l’emergenza abitativa, ovvero per il superamento degli sfratti esecutivi e per sostenere gli affitti delle famiglie fragili, attraverso interventi diversificati e spesso “personalizzati” risorse pari ad euro 821.000.

Si conferma dunque come positivo l’intervento dell’Amministrazione comunale nelle situazioni di emergenza abitativa reale ed urgente. Resta aperto, cosi come evidenziato nella comunicazione intercorsa con la Regione Emilia-Romagna, la necessità di rafforzare gli interventi a sostegno dell’abitare in un’ottica più preventiva.

Interventi che rafforzeremo e che, come più volte sostenuto, non riguardano sempre ed esclusivamente le competenze dei servizi sociali.

Ti potrebbe interessare anche...