Riccione. In città il congresso nazionale di Medicina e Biologia della Riproduzione.

Riccione. In città il congresso nazionale di Medicina e Biologia della Riproduzione.
mamma-con-bambino, foto di repertorio

RICCIONE. Difendere la fertilità e al contempo indagare le cause dell’infertilità. Studiare i molteplici aspetti clinici e di laboratorio, oltre che etici, sociali, ambientali, connessi alla medicina della riproduzione, pare oggi particolarmente importante, tanto più in un Paese, il nostro, dove solo il 38% delle donne (contro il 51% delle europee) partorisce il primo figlio in un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, mentre il 54,1% lo fa tra i 30 e i 39 anni (contro una media Ue del 40,6%). L’età media della prima maternità ormai superiore ai 30 anni e il numero di figli per donna, che cala sotto il cosiddetto tasso di sostituzione, conferiscono dunque alla PMA un ruolo sempre più strategico.

Dal 26 al 28 Maggio, all’Hotel Nautico di Riccione, cinque società scientifiche – SIFESeMR, CECOS, SIOS.E, SIERR, SIAMS – e con esse i principali attori della medicina e della biologia della riproduzione italiana si confrontano sui temi all’ordine del giorno del dibattito, scientifico e non solo, in materia di fecondazione assistita, nel corso del Congresso Nazionale di Medicina e Biologia della Riproduzione.

Nella intensa tre giorni si affronterà innanzitutto la questione del rapporto tra ambiente e fertilità, partendo dagli studi effettuati sulla cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’ e affrontando il rischio oncologico e il tema collegato della prevenzione primaria. Ai relatori che interverranno nella sessione dedicata verrà conferita dalle organizzazioni dei pazienti infertili una medaglia alla salute.

Il Piano Nazionale per la fertilità, le Linee Guida, i Lea, il rischio clinico e la donazione di gameti verranno discussi, innanzitutto, dal punto di vista delle società scientifiche. Ci sarà ovviamente un focus sulla fecondazione eterologa: a due anni della sentenza della Corte Costituzionale che l’ha resa possibile in Italia, permangono difficoltà di realizzazione dei trattamenti, legate in particolare alle problematiche connesse alla donazione di gameti. E si lamenta altresì una sostanziale disparità del diritto di accesso a tale tipologia di fecondazione a seconda della provenienza geografica del paziente.

Si parlerà anche di diagnosi pre-impianto, in termini di tecniche di laboratorio e non solo, di crioconservazione, in ambito oncologico ma anche dal punto di vista del potenziale impatto del social freezing femminile (opportunità o prevaricazione?), ipotizzando anche l’eventualità di un social freezing andrologico.

Si indagheranno i rapporti tra endocrinologia ed infertilità, dal punto di vista delle molteplici disfunzioni che devono essere identificate per il loro potenziale impatto sulla fertilità maschile e femminile; e si affronterà la questione delle gravidanze multiple nella fecondazione assistita, quale fenomeno rilevante e ‘costoso’, tale da rendere necessario l’approccio al problema anche sul versante delle politiche sanitarie, oltre che delle tecniche non invasive attualmente disponibili per la scelta del singolo embrione da trasferire.

Alcune sessioni saranno dedicate alle comunicazioni orali degli under 40: le tre giudicate migliori saranno premiate alla conclusione del congresso.

In una sessione speciale verranno illustrati quattro studi del 2015 meritori di menzione, dedicati a temi diversi in materia di infertilità ma accomunati dall’essere stati portati avanti da giovani ricercatori italiani.

Attraverso interventi dei protagonisti della medicina della riproduzione, anche sotto forma di letture magistrali che affrontano problematiche etiche e trasversali afferenti alla genetica, alla relazione con l’ambiente e alla tecnologia applicata all’embriologia, verranno dunque trattati i temi di maggior interesse attualmente in campo in materia di PMA.

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